"In verità vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli." Matteo 18, 3

In Internet si può trovare un buon numero di siti web per "videogiocatori cristiani". Le forme e le modalità con cui appassionati di videogiochi non disdegnano di proclamare la loro fede sono molteplici; in questi siti, talvolta, sono presenti anche dei forum. Se qualcuno di voi, però, provasse a fare una ricerca, noterebbe che quasi tutti sono in lingua inglese. Per quanto riguarda il panorama videoludico italiano, infatti, ben pochi giocatori amano definirsi pubblicamente "cristiani". Anzi, la maggior parte dei "profili" di un buon numero di appassionati di videogiochi, si compiace di tematiche appartenenti al "lato oscuro", con simboli, frasi, citazioni, modi d'esprimersi, etc. Questo è sotto gli occhi di tutti. Perché, dunque, un giocatore non può essere felice di dirsi "cristiano"? Game Community intende fare qualcosa in merito, nel suo piccolo. Gesù è il Signore! Lode e gloria a Te, Signore Gesù!

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Piattaforma: PC

Sviluppatore: Capcom

Genere: Survival Horror

Data di uscita: 19 Gennaio 2015

Modalità: Singleplayer

Supporto per il controller: Sì (è consigliabile usarlo)

Resident Evil.

Non so da dove partire per descrivere questo classico… e poche balle: è un cult dei videogiochi. Sicuramente, come ogni altra cosa esistente in questo mondo, avrà una buona fetta di haters, tuttavia, che tu sia un PCista, un consolaro cresciuto a PS1, GameCube, o qualsiasi altra console tu voglia, non puoi non aver sentito parlare almeno una volta della saga di Resident Evil.

Ciancio alle bande, ho qualche premessa da fare.

Innanzitutto, credo di non aver mai nemmeno provato il gioco originale (perché questo di cui parleremo oggi è il Remake del Remake per GameCube). Una PS1 ce l’ho, ma l’ho avuta molto dopo aver iniziato a giocare. Quando avevo 4 anni sono entrato nel mondo videoludico con un PC, un padre, e Quake III Arena. Quando mi fu regalata una PS1 (penso a 7-8 anni) da un tizio che non la usava più, spesi più tempo a giocare al videogame di Celebrity Deathmatch che all’altra decina di dischi che mi avevano dato con la console. Non sapevo nemmeno di avere RE1 per Playstation, fino a quando non ho visto la copertina su Internet, e ho ripescato quell’immagine dalla mia infanzia (riconosciuta grazie ad un particolare del volto del tizio ritratto che in un mix tra deformazione e qualcosa di grottesco, mi lasciò sempre con una sensazione strana). Non ricordo di aver mai inserito quel disco. Anche se l’avessi fatto sarebbe stato inutile, dato che non avevo una memory card, e comunque ripeto che non rammento nulla. Se davvero non l’ho mai usato probabilmente è perché i miei genitori ritenevano fosse troppo violento e spaventoso per me (ironico, dato che qualche anno prima iniziai a giocare con Q3A, ma questo è un altro discorso). L’altra premessa, è che non è il primo gioco che faccio della saga. Iniziai a casa di un mio amico, giocando interamente in Split Screen a RE5, con una Xbox 360. Dopo di ciò mi appassionai alla saga, vidi Resident Evil Afterlife, comprai RE6, e altro. Questo è per dire che sapevo già un particolare della trama.. comunque, inizialmente questo RE:HD non mi interesso più di tanto, ma poi sentì amici parlarne bene, così guardai un video gameplay. Mi piacque: lo acquistai.

Mi dispiace se mi sono dilungato troppo in fatti di vita personale, ma ci tenevo ad esporre dettagliatamente i motivi delle mie premesse. Ora si parla del gioco!

 

 

Innanzitutto cos’è Resident Evil HD REMASTER?

E’ una versione rimasterizzata del Remake per GameCube del gioco. Supporta fino a risoluzioni 16:10 e 16:9, si può scegliere tra formato classico e widescreen, comandi tank o moderni, 30 o 60 FPS, e l’ottima soundtrack è completamente rimasterizzata. Ci sono anche alcune piccole novità che non hanno a che fare con il comparto tecnico, come la possibilità di scegliere le varianti moderne di Chris e Jill (Chris palestrato sotto steroidi e Jill con volto e costume recenti), dialoghi riscritti, e ho anche dimenticato di menzionare che l’INTERO comparto audio è rimasterizzato, con tanto di Surround 5.1!

Per quanto riguarda i ‘’meme’’ per il doppiaggio pessimo e i discorsi non-sense, qualcuno c’è e qualcuno no. Non è più presente il ridicolo discorso sul Master of Lockpicking, ma il Jill Sandwich, per esempio, non è presente nel doppiaggo ma nei sottotitoli (almeno per quanto riguarda quelli italiani) viene menzionato, e suppongo sia così anche per le altre lingue! Comunque sia, il doppiaggio non è eccezionalissimo, però è di gran lunga migliore dell’originale, e quindi ci sta!

Come contro, però, alcuni oggetti e certi fondali risultano un po’ sgranati, ma niente di che. Il più grande problema sono le cutscene in computer grafica, che sono ancora più sgranate, ma per gli sfondi ci si può chiudere un occhio.

Il puntatore del mouse rimane visibile anche durante il gameplay, ma non è un gran problema dato che portandolo in un angolo del monitor scompare.

L’ottimizzazione, inoltre, è veramente di alto livello, cosa rara di questi tempi.

 

 

Tornando ad elencare le cose belle, vi sono le carte di Steam e 44 achievement. Come se non bastasse, RE.NET è integrato, in modo da poter controllare le proprie statistiche e confrontarle con quelle degli amici, anche senza avviare il gioco.

Noi impersoneremo un membro a scelta della S.T.A.R.S., mandato con il suo team a recuperare la Squadra Bravo, misteriosamente scomparsa all’interno di un’enorme villa. Le cose, col tempo, si faranno sempre più complicate ed inquietanti, e vi sarà qualche colpo di scena niente male. Poi, il lore non è male: le note che si trovano sparse per la villa raccontano vicende veramente oscure e interessanti, che contribuiscono a migliorare ulteriormente la già ottima atmosfera di gioco, coinvolgono maggiormente, e qualche volta si avrà anche modo di vedere personalmente l’accaduto.

I due personaggi giocabili sono Chris Redfield e Jill Valentine.
Le differenze stanno nell’equipaggiamento, nelle caratteristiche, qualche meccanica di gioco e alcuni dettagli della trama. 

Anche i personaggi secondari sono di buon livello: decisamente carismatici e differenziati l’uno dall’altro.

Il gameplay è quello che ogni Survival Horror degno di questo nome dovrebbe avere. I comandi sono volutamente macchinosi (anche quelli moderni) e vi ci vorrà un po’ ad abituarvi.

Come non saranno molto digeribili le telecamere fisse, che hanno una buona regia, ma almeno inizialmente saranno un problema. Dopo 2 ore, però, io mi ero già abituato.

I salvataggi sono contati, non esistono checkpoint e le aree di salvataggio sono ben distanti fra loro.

Sia i nemici che le ambientazioni sono discretamente variegati: ci sono trappole, munizioni contate, e morte facile. Dovrete anche risolvere degli enigmi, la maggior parte difficili al punto giusto, altri un po’ più estremi (ma ugualmente godibili).

La tensione è sempre alta, come già ho detto l’atmosfera è eccellente e le ambientazioni interessanti. Qualche salto sulla sedia ve lo farà fare, e ci tengo a precisare che è un gioco VERAMENTE difficile. E’ old-school… alla fine è un gioco vecchio, hardcore come solo i titoli di una volta potevano essere. Anche alle difficoltà più basse avrete problemi, per bravi che siate. Detto questo, non so se, effettivamente, l’attuale generazione cresciuta con Resident Evil 4 possa apprezzarlo.

Però è un gioco che dura tanto solo alla prima run, a causa del forte backtracking. Inizialmente non ci farete caso, e non ci facevo caso nemmeno io perché la tensione maschera tutto, ma se ci pensate un attimo capite che il backtracking è veramente tantissimo, e che non sarebbe difficilissimo da fare in speedrun, a patto di conoscere bene nemici ed enigmi.

L’animazione di apertura delle porte c’è ancora, tra l’altro, cosa che probabilmente avrebbe fatto storcere il naso a qualche fan di vecchia data, se rimossa.

 

 

E’ un gioco che, come pochi altri, ho finito abbastanza in fretta. Probabilmente perché ha un non-so-che di affascinante che spinge ad andare avanti e rende speciale ogni cutscene e incontro con i compagni di squadra.

Il resoconto è che questo Resident Evil HD è un’ottima riedizione Next-Gen del papà del Survival Horror. Chi l’ha giocato per PS1 noterà uno sbalzo grafico notevole, passando da ricordi basati su modelli poligonali improbabili ad una grafica moderna e curata, assolutamente al passo coi tempi.

Mi sentirei di consigliarlo sia a chi l’ha già giocato, che ai più giovani che hanno giocato solo i più recenti, dato che avrebbero anche modo di vedere da dove hanno avuto origine alcune meccaniche della svolta action della saga. Voglio dire, non ci sono scuse per non volerlo: grafica ottima, comparto audio eccellente, atmosfera e coinvolgimento senza pari, buona longevità (per me 21 ore) e decisamente hardcore! E’ anche molto rigiocabile, grazie a finali multipli, il secondo personaggio, e armi, modalità e costumi sbloccabili!

Un classico migliorato sotto ogni punto di vista!

P. S.  E per quanto riguarda chi continua a criticare i Resident Evil moderni, per favore, smettetela. I giochi cambiano, e così anche questa saga ha dovuto adeguarsi per far campare Capcom. Che comunque, se presi come titoli Action non sono neanche male i RE meno datati. Poi, tra l’altro, hanno rilasciato questo Remaster, non siete contenti?

Voto: 9

Autore: Francesco

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