"In verità vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli." Matteo 18, 3

In Internet si può trovare un buon numero di siti web per "videogiocatori cristiani". Le forme e le modalità con cui appassionati di videogiochi non disdegnano di proclamare la loro fede sono molteplici; in questi siti, talvolta, sono presenti anche dei forum. Se qualcuno di voi, però, provasse a fare una ricerca, noterebbe che quasi tutti sono in lingua inglese. Per quanto riguarda il panorama videoludico italiano, infatti, ben pochi giocatori amano definirsi pubblicamente "cristiani". Anzi, la maggior parte dei "profili" di un buon numero di appassionati di videogiochi, si compiace di tematiche appartenenti al "lato oscuro", con simboli, frasi, citazioni, modi d'esprimersi, etc. Questo è sotto gli occhi di tutti. Perché, dunque, un giocatore non può essere felice di dirsi "cristiano"? Game Community intende fare qualcosa in merito, nel suo piccolo. Gesù è il Signore! Lode e gloria a Te, Signore Gesù!

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Piattaforme: PC, PS3, PS4

Sviluppatori: KOEI TECMO GAMES CO., LTD. - Omega Force

Genere: Action RPG

Data di uscita: 3 Dicembre 2015

Modalità: Single player

Supporto per il controller: Sì

Dragon Quest Heroes o, se vogliamo dire il titolo completo ed essere formali, Dragon Quest Heroes: The World Trees's Woe and the Blight Below, è il risultato di uno sforzo di collaborazione fra il titolare dei diritti Square Enix e gli sviluppatori Omega Force / Tecmo Koei di Dynasty Warriors. Questo titolo s'inserisce nella stessa nicchia di Hyrule Warriors e One Piece: Pirate Warriors. Tuttavia, Dragon Quest Heroes si discosta da questi giochi in alcuni modi interessanti.

Per inciso, se leggete questa recensione solo per avere alcune impressioni, possiamo die che questo gioco sarà soddisfacente per un sacco di giocatori, ma sembra richiedere una potenza hardware di quella che in realtà dovrebbe, per ottenere un frame-rate di 60 fps ed una risoluzione di 1080p. Il controller è anche raccomandato, anche se i comandi di tastiera e mouse di default (abbastanza terribili) possono essere modificati.

 

 

Non ho mai giocato ad un titolo Dragon Quest prima di questo spin-off. So che si tratta di giochi di ruolo centrati sul party con combattimento a turni, ma prima di giocarci non conoscevo nessuno dei personaggi, la storia o altro. Ho abbastanza familiarità con i giochi Warriors di Koei (soprattutto da quando sono usciti nuovamente su PC), in modo che il mio punto di vista è basato su questo titolo. Essere assolutamente nuovo al mondo di Dragon Quest non ha dimostrato di essere un problema eccessivo. Sono sicuro che alcuni degli aspetti dei personaggi e dei riferimenti saranno molto più significativi per i fan di vecchia data della serie, ma in questo gioco c'è qualcosa che appassiona anche un neofita totale, in questo mondo colorato e con creature bizzarre. In questo modo, non resta che accettare l'assurdità dei mostri giganteschi con un sorriso. La storia è estremamente facile da seguire, dato che non si basa su alcuna conoscenza dei titoli precedenti della serie.

Le persone ed i mostri vivevano in armonia, poi accadde un evento terribile ed ora la gente ed i mostri si combattono fra loro. Questa è la premessa. Il gioco è fatto. Non occorre soffermarsi troppo a lungo su cosa accadrà quando metterete a posto la situazione, ed i vostri eroi dovranno convivere con le conseguenze della macellazione di migliaia di mostri, in precedenza amati ed amichevoli. Basta sapere che la "terapia" che propone a tutto ciò Dragon Quest Heroes porterà ad un buon risultato.

 

 

I livelli sono più piccoli di quanto accade in un gioco di guerra, ma nessuno dei personaggi di Dragon Quest Heroes possiede un cavallo per coprire lunghe distanze in ampi spazi, e questo non è esattamente il punto di forza dei protagonisti. La velocità di esecuzione predefinita è sufficientemente lenta per risultare un po' fastidiosa, quando si ha disperatamente bisogno di raggiungere un posto, anche se più avanti nel gioco il vostro protagonista (lo strategico Luceos o la pragmatica Aurora) ottiene la capacità di raggiungere punti specifici del campo di battaglia.

In questo gioco c'è anche molta più enfasi sul posizionamento tattico di quanta ve ne sia in titoli di questo tipo. Circa la metà delle missioni ha un leggero aspetto di difesa della torre, dal momento che i vostri eroi hanno il compito di fare in modo che un cancello o una parte importante dell'Albero del Mondo non siano attaccati dai mostri. Piuttosto che difendere solamente la vostra base per tutta la missione, però, il tempo deve essere suddiviso fra la sua difesa e l'andare attivamente all'attacco dopo l'apertura del "Nightmaw", per eliminare i mostri di questo mondo.

Non si può essere in due posti contemporaneamente, in modo che è necessario andare avanti e indietro fra i luoghi importanti, o schierare alcuni mostri amichevoli di vostra scelta. In seguito, ma non troppo, si guadagna la possibilità di raccogliere un numero limitato di medaglie che si ottengono periodicamente dai mostri sconfitti. La curva di difficoltà di Dragon Quest Heroes è piuttosto delicata, soprattutto se non si è giocato ai titoli precedenti; dopo otto o dieci ore delle venti della campagna principale, si iniziano ad affrontare alcune mappe e boss che richiedono un reale posizionamento tattico. Dovrete pensare a dove i vostri eroi sono utilizzati al meglio, ed imparare a tirare fuori mosse di successo contro i nemici particolarmente ostici. Dopo la campagna, il gioco offre un sacco di nuove missioni incentrate sui personaggi, ed alcuni boss opzionali che richiederanno un'assoluta padronanza del gioco, se non volete morire dopo circa due colpi.

 

 

Che tu stia difendendo un punto specifico o no, le vostre attività minuto per minuto riguarderanno il farsi strada attraverso ondate di mostri abbastanza inetti, con degli occasionali nemici in stile "mini-boss" gettati nella mischia. Con alcune semplici combo potete caricare la vostra Tension Meter che, quando è piena, può scatenare l'attacco definitivo di un personaggio. Ogni personaggio ha anche una serie di quattro capacità alimentate dal mana, che si abbinano al suo ruolo ed alla sua personalità, in stile RPG; esse possono essere sbloccate unitamente ad abilità di cura ed altre utili.

Come già detto, la trama principale è quasi aggressivamente generica nella scelta dei temi (luce vs oscurità, amicizia vs egoismo, oggetti taglienti vs mostri), ma la realizza bene, con un variegato roster di personaggi, che hanno ciascuno qualcosa di distintivo da offrire allo stile di gioco. Dopo aver superato i livelli tutorial, Dragon Quest Heroes si arricchisce di elementi RPG, consentendo di prendere tre compagni da affiancare al protagonista che avete scelto.

Durante le missioni è possibile passare a volontà da uno all'altro di questi quattro personaggi. Questo è un qualcosa di cui si ha bisogno di fare quando il gioco si fa duro, costringendo ad effettuare un intelligente iterazione fra le abilità, unitamente ad un uso giudizioso della Tension Meter. Prima della fine del gioco, ad esempio, avevo optato per portare avanti Jessica (per le sue abilità curative e di potenza magica), l'arciere Cornish White (che può far addormentare i mostri e nello stesso tempo infliggere danni ad effetto su una certa area) ed il leggendario quanto corpulento bandito Yangus, dotato di un'ascia massiccia. Per i mostri particolarmente ostinati mi piace abbassare le loro difese con l'attacco di "spaccaelmi" Yangus, per poi congelarli con Aurora o metterli a dormire. Quando ero rimasto bloccato in una posizione e vulnerabile, ho potuto usare la frusta di Jessica, od uno degli altri personaggi, fino a quando la Tension Meter raggiungeva il suo limite massimo. Poi ho potuto amministrare una batosta sonora a qualsiasi cosa in ambito locale. Questo è solo un esempio di come coordinare un party. Altri personaggi, come Kiryl, Black, Alena, Dorico e Maya, hanno altre abilità. In sostanza, una volta raggiunte le missioni finali, ho avuto difficoltà ad utilizzare un solo party, perché tutti i personaggi avevano qualcosa di utile per contribuire. Tranne Terry.

Fra un livello e l'altro si viene posti in una zona hub, che nella maggior parte dei casi è una fortezza volante chiamata Stonecloud, dove è possibile dilettarsi con le abilità, accettare missioni secondarie, aggiornare il vostro equipaggiamento di base e scambiare qualche parola con i compagni. La maggior parte di queste cose accade molto, molto lentamente, per mezzo di uno dei più noiosi sistemi di menu che abbia mai visto in vita mia. Ad esempio, se si vuole acquistare una nuova serie di sfere di difesa per il vostro party, dovrete eseguire quattro (o più) singole operazioni. Ogni acquisto vi porterà alla stessa finestra di dialogo, del tipo "Sei sicuro? Sì / No". Ci sono menu e schermate individuali per le attrezzature.

 

 

Non sono sicuro se Tecmo / Koei abbia voluto dare un affascinante aspetto retrò con questa decisione, ma questa finisce per rendere ogni singola azione circa quindici volte più faticosa di quanto dovrebbe essere. Una volta che avrete capito come accelerare i dialoghi (giù sul d-pad), diventerà solo cinque o sei volte più faticosa. Volete affrontare una side-quest? Potrete udire un piccolo tintinnio e leggere la scritta "Ben fatto a scegliere questa side-quest", ad una ad una, il che è noioso. Questa è di gran lunga la cosa peggiore in un gioco che, al contrario, è piuttosto bello. E' anche un po' un peccato che non ci sia un'opzione per la modalità co-op (la maggior parte dei giochi di questo tipo di Koei ce l'ha), tanto più che il sistema multi-personaggio sarebbe davvero adatto ad un approccio cooperativo. A quanto pare questo è previsto per il sequel.

I personaggi hanno ciascuno una loro personalità. Luceus vuole sempre adottare una strategia complessa, Aurora vuole sempre tagliarlo fuori, Alena vuole prendere a pugni le cose, Kiryl vuole dissuaderla da questo, Maya vuole essere ricca, Dorico vuole essere Brian Blessed. Tutto ciò, all'inizio, è carino e divertente, poi comincia ad invecchiare, quindi... forse comincia a diventare un po' strano, per la pura forza della sanguinaria ripetitività, o esilarante.

In Dragon Quest Heroes ci sono delle aggiunte rispetto all'esperienza Warriors standard, come mappe più strategiche, aspetti di difesa della torre, qualche combattimento contro boss impegnativi ed il sistema in stile RPG del party di quattro personaggi, ma ha ancora l'aspetto di un gioco Musou. Un grande numero di attività laterali è a disposizione per essere affrontato, ma la maggior parte praticamente si riduce ad eliminare un altro gruppo di mostri o, talvolta, a combattere nuovamente contro un boss. Personalmente, ho sostenuto felicemente la maggior parte delle venti ore della campagna principale, ma sono rimasto un po' affaticato dai falsi finali, per poi sentirmi ringiovanito nel dilettarmi con la roba da fare dopo i titoli di coda.

Il vostro interesse e la vostra tolleranza per questo titolo, quasi certamente, dipenderà dalla vostra familiarità con i giochi Musou, e da quanto puro piacere potete trarre di fronte alla prospettiva di un Dragon Quest tie-in pieno zeppo di personaggi familiari, creature e jingle musicali. Quest'ultimo aspetto è certamente uno dei più interessanti, e rende questo titolo un affascinante gioco Musou, solo che non si hanno delle radicali differenze rispetto alla formula tipica di questi giochi.

Fonte: pcinvasion.com

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