"In verità vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli." Matteo 18, 3

In Internet si può trovare un buon numero di siti web per "videogiocatori cristiani". Le forme e le modalità con cui appassionati di videogiochi non disdegnano di proclamare la loro fede sono molteplici; in questi siti, talvolta, sono presenti anche dei forum. Se qualcuno di voi, però, provasse a fare una ricerca, noterebbe che quasi tutti sono in lingua inglese. Per quanto riguarda il panorama videoludico italiano, infatti, ben pochi giocatori amano definirsi pubblicamente "cristiani". Anzi, la maggior parte dei "profili" di un buon numero di appassionati di videogiochi, si compiace di tematiche appartenenti al "lato oscuro", con simboli, frasi, citazioni, modi d'esprimersi, etc. Questo è sotto gli occhi di tutti. Perché, dunque, un giocatore non può essere felice di dirsi "cristiano"? Game Community intende fare qualcosa in merito, nel suo piccolo. Gesù è il Signore! Lode e gloria a Te, Signore Gesù!

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Piattaforme: PC, PS3, Xbox 360 e Wii U

Sviluppatore: Ubisoft

Genere: Sparatutto in terza persona

Data di uscita: 22 agosto 2013

Modalità di gioco: Single e Multiplayer

Supporto per il controller: Sì

Splinter Cell: Conviction diede, a mio parere, una forte spinta in una nuova direzione alla serie Splinter Cell, tuttavia parecchi appassionati di questo franchise, non furono soddisfatti per i cambiamenti portati dallo sviluppatore Ubisoft. Non bisogna quindi stupirsi che l'ultimo gioco di questa serie, Splinter Cell: Blacklist, abbia adottato il classico trucco di utilizzare ciò che è vecchio per sembrare nuovo, guidando le avventure di Sam Fisher verso le vecchie radici "stealth", ossia "furtive". Ad ogni modo Ubisoft, con questo titolo, non ha abbandonato del tutto le meccaniche di Convicyion, cercando un compromesso fra l'antico ed il moderno. Il risultato è fondamentalmente un gioco piuttosto divertente, anche se un po' insicuro di se stesso.

Il nucleo della trama narrativa di Splinter Cell: Blacklist ruota intorno alla pianificazione, da parte di un'organizzazione terrostica, di un attacco agli Stati Uniti d'America. Il nostro eroe, Sam Fisher, entra nuovamente in azione, anche se non è più doppiato da Michael Ironside, contro una misteriosa forza ostile nota come The Engineers. Questo gioco vede una nuova unione di Sam Fisher con la squadra chiamata 4° Echelon, fra cui c'è un nuovo compagno di Briggs, il cui scopo principale sembra di rendere il tutto un po' simile a Call of Duty.

Questa nuova avventura porterà Fisher in tutto il mondo: dalla Libia all'Iran, dalla Gran Bretagna agli Stati Uniti, ma per quanto questo sia un gioco giramondo, in realtà lo si avverte come piccolo ed isolato. Questo è dovuto essenzialmente ad una storia piuttosto banale e prevedibile, su cui poggia un migliaio di film thriller di spionaggio; la trama è infatti piuttosto monotona e sembra incapace di decidere cosa vuole realmente, a parte questo il finale è piuttosto incomprensibile.

 

 

Da un aereo spia Paladin della misteriosa squadra 4° Echelon, Fisher può chattare con personaggi di supporto ed intraprendere missioni. Le fasi "storia", "co-op", "sfida" e "multiplayer competitivo" si selezionano tutte da una mappa digitale del mondo, ossia la SMI, con tutti gli obiettivi comodamente etichettati per favorirvi la scelta. Con i soldi che si guadagnano e le sfide, in ogni modalità di gioco, c'è un lodevole tentativo di miscelare tutte le tipologie di gameplay Blacklist in un unico gioco. La mappa è in effetti un po' troppo affollata di icone, ma l'idea unitaria di base funziona generalmente bene. Molta enfasi, come accennato, è posta sul guadagno di denaro e sull'accensione della tipica visione perfetta di Sam Fisher; per quanto riguarda le missioni c'è solo l'imbarazzo della scelta con azioni di "eliminazione", "attacchi a ondate" e "sfide stealth". Potete inoltre scegliere le caratteristiche della vostra uniforme, i nuovi occhiali, un ampio parco di armamenti e meravigliosi gadget, fra cui un arco non letale con le frecce intercambiabili, il drone telecomandato Tri-Rotor e la classica fotocamera Sticky.

Il senso di personalizzazione fa quindi parte del gameplay, con i giocatori che vengono istruiti su come attraversare i livelli utilizzando la modalità Ghost, Panther o le tattiche d'assalto. In tutte queste attività il punteggio più alto si ottiene quando si supera un livello in maniera totalmente furtiva, senza disturbare i nemici; si tratta del meccanismo più difficile, ma che offre la ricompensa più alta. Lo stile Panther è più vicino a quello di Conviction, con la metodologia consistente nel distrarre i nemici, aggirarli ed infine superarli. La modalità Assault parla da sé e consiste, per l'appunto, nel tenere testa agli avversari con fucili d'assalto, granate e uccisioni corpo a corpo. Ubisoft ha compiuto un eccellente lavoro nel rendere Blacklist alla portata di tutti, senza privarlo di ciò che lo rende divertente; anche se l'opzione Assault può sembrare un tentativo di rendere il gioco più facile, in realtà è più facile usare la tecnica Panther, mentre quella Ghost è in definitiva la più appagante, se si mette bene in pratica.

La flessibilità di questo gioco è apprezzabile, anche se a volte rappresenta un tentativo di evitare un possibile collo di bottiglia per quanto riguarda i giocatori. Alcune aree sono da percorrere obbligatoriamente in modalità furtiva, con alcune sezioni in cui c'è addirittura un'azione in prima persona. Una delle caratteristiche di Conviction che si ritrova in Splinter Cell: Blacklist è quella denominata "mark and execute", una capacità mediante la quali è possibile selezionare dei bersagli e poi eliminarli in una sola volta. Poi c'è la funzione "last known position" che indica dove i nemici pensino che si trovi Sam Fisher. Gli interrogatori sono tornati, ma non sono interattivi come l'ultima volta, e le scelte che si devono prendere quando si ha a che fare con i nemici sono piuttosto ciniche ed insignificanti.

 

 

A volte la furtività non inganna il nemico, che a volte avvista Sam quando si trova in agguato, anche perchè il computer è abbastanza pignolo sul fatto che si possano vedere i giocatori o meno. In definitiva, gli elementi di Conviction sembrano buttati in questo titolo tanto per fare, e non offrono un vero e proprio valore aggiunto. Blacklist offre comunque tante cosucce interessanti, come una buona grafica, un sacco di gadget ed il gradito ritorno della visione notturna, che si può anche selezionare sul tipo Predator-Robocop. Si possono preparare trappole, attirare le guardie con una trombetta, nonché utilizzare tubi, condotte e sporgenze, presenti in gran quantità, per divertirsi ad aggirare i nemici, anche se a volte può essere un po' stridente, per i giocatori furtivi, trovarsi improvvisamente in una sparatoria con coperture o in altre sequenze di azione, gettati nella mischia senza preavviso.

Un altro problema con questo gioco è che è troppo facile guadagnare denaro. C'è un sacco di denaro da spendere, ma potreste ritrovarvi con il vostro personaggio aggiornato, unitamente al possesso degli articoli di magazzino preferiti, solo dopo una manciata di missioni. Troppi soldi, quindi, e non così tanti modi per spenderli; tutto ciò appanna un po' un'idea divertente. Per essere onesti, comunque, le missioni della campagna basate sulla storia non sono poi così divertenti, dal momento che soffrono di un ritmo faticoso e di una trama un po' troppo banale per essere interessante. Le situazioni "stealth" in cui Sam si trova sono già state viste in altri giochi di questo tipo, mentre le mappe delle sfide sono molto più interessanti e, sorprendentemente, la modalità co-op (locale o online) rende l'esperienza molto coinvolgente. Giocare le missioni con un amico aggiunge un senso di dinamismo al gameplay di la modalità storia, da sola, sente una certa carenza.

In effetti il multiplayer online è veramente ben realizzato e, mentre può rattristare i fan di Sam Fisher, la modalità Spies vs Mercs è superiore a quella "campagna". In questo tipo di gioco delle squadre di giocatori impersonificano, a turno, spie furtive o mercenari orientati all'azione: le prime devono agire di nascosto rispetto ai secondi, scoprire i loro obiettivi e farli saltare in aria. La modalità "Classic" è tutto ciò che si può desiderare: due furbe spie devono testare i loro gadget non letali contro lenti ma letali mercenari, con le riprese in prima persona. La modalità "blacklist" evolve utriormente l'idea, con personalizzazioni e partite quattro contro quattro con una varietà di tipologie di gioco. Utilizzando il denaro guadagnato nelle varie sezioni del gioco, i partecipanti possono acquistare vari tipi di gadget e di armi per le loro spie e mercenari, proprio come si può fare con Fisher. Molti degli strumenti sono progettati per contrastare la squadra avversaria, come le maschere delle spie per proteggerle dalle granate a gas dei mercenari o varie trappole che questi ultimi possono disseminare per bloccare le prime.

 

 

Spies vs Mercs rappresenta la caratteristica principale di Blacklist, è più orientato all'azione ed al ritmo rapido, con la possibilità di personalizzazione che significa che i giocatori possono trovare un proprio unico stile di gioco all'inerno delle due classi fondamentali. A volte il vantaggio può essere più per le spie, se si utilizzano gli strumenti giusti, e lo schiacciante senso di paranoia che pervade il gioco rende il multiplayer più divertente che mai. Tuttavia molti aspetti grafici di Splinter Cell: Blacklist non sono del tutto convincenti, come alcune texture dall'aspetto fangoso, le animazioni nervose e molti effetti piuttosto obsoleti, fra cui le illuminazioni, le esplosioni e gli incendi. I tempi di caricamento sono molto lunghi, rendendo la scarsa qualità visiva ancora più pesante. La colonna sonora è un po' troppo blanda, con una certa mancanza di verve.

Come accade per altri giochi recentemente rilasciati da Ubisoft, Splinter Cell: Blacklist si può godere in maniera direttamente proporzionale a quanto si è disposti di utilizzare tutte le funzionalità che questo titolo offre complessivamente. La campagna in sé è piuttosto nella media, e può essere completata in otto o dieci ore. Tuttavia ci sono parecchi personaggi di supporto e molti contenuti extra nelle missioni. La buona notizia è che questo gioco è il caso vostro, se vi piace la cooperativa stealth o le buffonate dei mercenari. Se tutto quello che desiderate, invece, è un'azione più alla Sam Fisher, forse non è tanto per voi.

Fonte: destructoid.com

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