"In verità vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli." Matteo 18, 3

In Internet si può trovare un buon numero di siti web per "videogiocatori cristiani". Le forme e le modalità con cui appassionati di videogiochi non disdegnano di proclamare la loro fede sono molteplici; in questi siti, talvolta, sono presenti anche dei forum. Se qualcuno di voi, però, provasse a fare una ricerca, noterebbe che quasi tutti sono in lingua inglese. Per quanto riguarda il panorama videoludico italiano, infatti, ben pochi giocatori amano definirsi pubblicamente "cristiani". Anzi, la maggior parte dei "profili" di un buon numero di appassionati di videogiochi, si compiace di tematiche appartenenti al "lato oscuro", con simboli, frasi, citazioni, modi d'esprimersi, etc. Questo è sotto gli occhi di tutti. Perché, dunque, un giocatore non può essere felice di dirsi "cristiano"? Game Community intende fare qualcosa in merito, nel suo piccolo. Gesù è il Signore! Lode e gloria a Te, Signore Gesù!

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Monument Valley – Recensione

Genere: Puzzle

Sviluppatore: Ustwo

Data d’uscita: 9 aprile 2014 (iPhone e iPad) – 14 maggio 2014 (Android)

Piattaforme: iPhone/iPad (iOS 6.0+) - Android

In questi ultimi anni, con la diffusione degli smartphone, molti sviluppatori hanno trovato terreno fertile per i loro giochi che fanno vanto di semplicità e accessibilità. Fruit Ninja, Angry Birds e 2048 sono solo alcuni dei titoli di maggior successo spinti dalla loro immediatezza che li rende a tutti gli effetti titoli ottimi da giocare per sedute non più lunghe di 5 minuti.

Di conseguenza, Il mobile gaming è diventato un mondo opposto a quello di pad e console, un mondo rimasto fermo su criteri di banalità e imitazioni sulla falsariga di quel che fu Candy Crush. A donar una speranza in quella melma ludica che sono gli App Store ci pensano gli Ustwo; la loro creatura di nome Monument Valley è ciò che fu The Journey su PS3: un capolavoro.

 

 

Sogno o son desto?

Per tutta l’avventura vestiremo i panni di Ida, una principessa giunta nella Valle dei Monumenti per sfatare il segreto riguardante queste misteriose strutture. Ed è ciò che basta sapere sulla trama di Monument Valley. Essa, infatti, viene riposta in secondo piano e funge da semplice cornice per il resto, dove ha luogo la rivoluzione messa in atto dagli Ustwo. Ida dovrà arrivare al centro di ogni architettura per liberarla e proseguire con quella successiva. Non vi aspettate nulla di così razionale però: la valle disegnata dagli Ustwo è un luogo costellato di monumenti bizzarri basati su illusioni ottiche, dove il concetto del dentro-fuori e sopra-sotto è limitato solamente dalla vostra immaginazione, succube di quell’atmosfera onirica che circonda la Valle. Ogni monumento è unico e introduce ogni volta un nuovo metodo di ragionamento necessario al raggiungimento della zona successiva. La prospettiva è la chiave di volta in questo gioco e lo dimostrano gli enigmi che abbandonano la cognizione logica del pensiero abbracciandone una più nascosta, più intuitiva, e sfruttano (finalmente) a dovere il touchscreen dei nostri device. Le musiche sono semplicemente stupende e si sposano alla perfezione con ogni ambientazione presente, e non che siano poche; Ida si muoverà tra rovine terrestri e subacquee, tra corvi impiccioni e spiriti amichevoli, a cavallo tra cielo e terra, e sogno e realtà.

Monument Valley non è un quadro perfetto. È afflitto dai difetti tipici del mondo mobile, come la tipica divisione a livelli a causa della batteria, l’eccessiva brevità complessiva (che si attesta sui 10 minuti per monumento) e la mancanza di una vera storia di fondo che smonta l’aria sognante che il gioco si è costruito attorno con tanta fatica.

 

 

Pensiero Finale

Monument Valley è la prova che il mercato mobile non è un concentrato di imitazioni e riproposizioni castrate di titoli già esistenti, è un titolo diverso dalla massa e per questo non adatto a tutti. Pur cercando di staccarsi dalle più blasonate produzioni presenti negli App Store, la creatura di Ustwo ne trascina con sé i fardelli, rivisitandoli in chiave onirica e mascherandone il più possibile. La mancanza di una trama si fa sentire, ma non ci sono voluto andare pesante. In fondo è pur sempre un titolo mobile.

Acquisto consigliato: Assolutamente sì

Valutazione Complessiva: 8.0

Autore: Stefano

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