"In verità vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli." Matteo 18, 3

In Internet si può trovare un buon numero di siti web per "videogiocatori cristiani". Le forme e le modalità con cui appassionati di videogiochi non disdegnano di proclamare la loro fede sono molteplici; in questi siti, talvolta, sono presenti anche dei forum. Se qualcuno di voi, però, provasse a fare una ricerca, noterebbe che quasi tutti sono in lingua inglese. Per quanto riguarda il panorama videoludico italiano, infatti, ben pochi giocatori amano definirsi pubblicamente "cristiani". Anzi, la maggior parte dei "profili" di un buon numero di appassionati di videogiochi, si compiace di tematiche appartenenti al "lato oscuro", con simboli, frasi, citazioni, modi d'esprimersi, etc. Questo è sotto gli occhi di tutti. Perché, dunque, un giocatore non può essere felice di dirsi "cristiano"? Game Community intende fare qualcosa in merito, nel suo piccolo. Gesù è il Signore! Lode e gloria a Te, Signore Gesù!

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Piattaforme: PC, Mac, Linux, PS4

Sviluppatore: n-Space

Genere: Gioco di ruolo

Data di uscita: 20 Ottobre 2015

Modalità: Single player, multiplayer

Supporto per il controller: No

Il prestigio che circonda Sword Coast Legends è davvero meritato. La sua visuale isometrica in un ambiente Forgotten Realms ricorda classici come Baldur's Gate e Icewind Dale, mentre il suo orgoglio tipico di D & D crea un'aspettativa di profondità. Anche se si trattasse di un gioco di ruolo senza queste ispirazioni, è comunque una piacevole esperienza con una robusta meccanica di gioco.

Potrebbe non competere a fianco di esempi stellari di questo genere, come Divinity: Original Sin o Wasteland 2, ma almeno fornisce abbastanza cose per invogliarvi a partecipare. La campagna è forse la più grande delusione. Il sistema di combattimento è una libera interpretazione delle regole di D & D, con un albero delle abilità sbloccabili che consente di affinare le classi dei vostri personaggi in maniera personalizzata, ma comunque limitata. Questo gioco è progettato per la velocità e la fluidità, non per la complessità; un titolo simile potrebbe essere la serie Dragon Age, non è un libro con la copertina rigida come Wizards of the Coast.

Tutto ciò mantiene il combattimento rapido e reattivo, e anche se si può utilizzare la funzione di pausa, su cui non bisogna fare troppo affidamento, si potrebbe tranquillamente giocare tutto in tempo reale. Tuttavia questo ritmo ha anche una storia, ma si tratta di un racconto di qualità non alta, che ci si aspetterebbe da un gioco come questo. La narrazione è il problema: una rapida esposizione dei fatti ed un sacco di cliché, però con personaggi indimenticabili sia nella storia principale sia nelle numerose missioni secondarie. Tuttavia è tutto un po' superficiale.

La ragione di questo è la dipendenza del gioco nei confronti della modalità DM, dal momento che un giocatore può prendere il controllo dei dungeon, guidare il percorso dei personaggi, camuffare e nascondere trappole nelle stanze dei tesori, e persino controllare decine di nemici destinati al macello. Qui è dove il combattimento veloce ha più senso, ed anche se c'è la possibilità di mettere in pausa il gioco per prendersi un attimo per pensare, questa caratteristica è progettata per non essere una necessità.

Purtroppo, la possibilità di creare le proprie avventure non è molto appagante, ed è fortemente limitata in vari modi. I dungeon sono randomizzati, ed anche se il DM può continuare a lavorarci su per ottenere un'ambientazione che gli piaccia, non vi è un controllo sufficiente. Per ogni dungeon possono essere scelti solo due set di mostri, ed anche in questo caso la selezione dei nemici non è così vasta come dovrebbe essere. E' possibile realizzare un'avventura completa, ma il numero di set di personaggi si può contare su entrambe le mani, e la ripetizione è inevitabile. Di conseguenza, l'aspetto centrale del gioco si sente un po' piatto.

Fonte: gamestm.co.uk

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