"In verità vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli." Matteo 18, 3

In Internet si può trovare un buon numero di siti web per "videogiocatori cristiani". Le forme e le modalità con cui appassionati di videogiochi non disdegnano di proclamare la loro fede sono molteplici; in questi siti, talvolta, sono presenti anche dei forum. Se qualcuno di voi, però, provasse a fare una ricerca, noterebbe che quasi tutti sono in lingua inglese. Per quanto riguarda il panorama videoludico italiano, infatti, ben pochi giocatori amano definirsi pubblicamente "cristiani". Anzi, la maggior parte dei "profili" di un buon numero di appassionati di videogiochi, si compiace di tematiche appartenenti al "lato oscuro", con simboli, frasi, citazioni, modi d'esprimersi, etc. Questo è sotto gli occhi di tutti. Perché, dunque, un giocatore non può essere felice di dirsi "cristiano"? Game Community intende fare qualcosa in merito, nel suo piccolo. Gesù è il Signore! Lode e gloria a Te, Signore Gesù!

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Ho giocato più di un paio d'ore con il nuovo titolo per PlayStation 4 Until Dawn. Si tratta di un mix fra una storia a ramificazioni in cui il giocatore decide il risultato ed un'interessante premessa di personaggi interessanti, che finora mi hanno agganciato.

Mentre stavo giocando, mia moglie mi ha chiesto se non faccio altro che fare delle scelte, e poi ho visto che il tutto procede in modo piuttosto lineare. Questo mi ha fatto pensare a The Order: 1886, che è stato elogiato per la grafica che offriva, ma mi è dispiaciuta la quantità limitata di interazioni, con una maggiore attenzione sulla narrazione. Mentre mi godo entrambi i giochi, vedo che c'è un parallelismo, in quanto la messa a fuoco su una storia profonda e coinvolgente è presente in entrambi i titoli, con il giocatore che se ne va in giro, invece di controllare costantemente le azioni.

 

 

L'accento è posto sull'offrire ai giocatori qualcosa di nuovo, in termini di personaggi profondi, trame ed un'esperienza a ramificazioni che in Until Dawn offre molteplici storie e risoluzioni, che incoraggiano i giocatori a giocare nuovamente ed a fare scelte diverse in tutto. Tuttavia ci saranno persone che vedranno tutto ciò, piuttosto, come un film interattivo e non un gioco di quelli che fanno utilizzare i riflessi, e potranno essere delusi, anche se ho trovato un sacco di opzioni in entrambi i titoli, per affinare i miei tempi di reazione durante il gioco.

 

 

Per molti giocatori la scelta sarà fra il controllo totale ed un'esperienza narrativa più profonda e coinvolgente. Nel caso di Until Dawn, se non ti piace il modo in cui la storia sta andando, è possibile modificarlo. Sony sta spingendo ulteriormente l'esperienza di gioco, con l'obiettivo di rendere sempre più labile il confine fra il gioco e l'esperienza di un film interattivo. IN questo modo, forse, The Order: 1886 e Until Dawn sono solo un assaggio di quanto arriverà in seguito, e forse si tratta di un indicatore del fatto che un giorno potremo avere una maggiore interazione guardando dei film e degli show televisivi. In passato è stato tentato, in modo limitato, di permettere al pubblico di selezionare i percorsi di una storia da seguire nei punti chiave, ed il risultato è stato apprezzato dalla maggioranza degli spettatori. Come i gemelli Thompson hanno cantato negli anni '80, "Ecco i giorni futuri", e Sony sembra spingere i confini dell'intrattenimento ancora una volta.

Fonte: sknr.net

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