"In verità vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli." Matteo 18, 3

In Internet si può trovare un buon numero di siti web per "videogiocatori cristiani". Le forme e le modalità con cui appassionati di videogiochi non disdegnano di proclamare la loro fede sono molteplici; in questi siti, talvolta, sono presenti anche dei forum. Se qualcuno di voi, però, provasse a fare una ricerca, noterebbe che quasi tutti sono in lingua inglese. Per quanto riguarda il panorama videoludico italiano, infatti, ben pochi giocatori amano definirsi pubblicamente "cristiani". Anzi, la maggior parte dei "profili" di un buon numero di appassionati di videogiochi, si compiace di tematiche appartenenti al "lato oscuro", con simboli, frasi, citazioni, modi d'esprimersi, etc. Questo è sotto gli occhi di tutti. Perché, dunque, un giocatore non può essere felice di dirsi "cristiano"? Game Community intende fare qualcosa in merito, nel suo piccolo. Gesù è il Signore! Lode e gloria a Te, Signore Gesù!

Cerca

 

Le cartucce del videogioco E.T. sviluppato dalla Atari vennero sepolte nel desero, Microsoft scava e li ritrova.

E.T. è stato considerato il gioco più brutto mai creato; c'erano dei rumor in giro e questi divecano che l'Atari aveva deciso di seppellire nel deserto del Nuovo Messico tutte le cartucce invendute per "nascondere" le prove di ciò che aveva creato.

Il gioco è venuto talmente brutto perché c'era solo un programmatore a svilupparlo e in più il tempo era molto ristretto perché doveva uscire entro il Natale del 1982, per l'appunto E.T. è inspirato al film, dato che in quel periodo aveva un grande successo.

La Xbox Entertainment Studios, con altre due società (Fuel Entertainment e Lightbox), hanno organizzato uno scavo nel deserto del Nuovo Messico e dopo svariate ore sono state ritrovate le cartucce sotterrate di E.T. e quelle di molti altri giochi. Alcune sono state vendute e invece altre verranno conservate.

 

 

Fonti: it.wikipedia.org e youtube.com

Condividi questo articolo

Submit to FacebookSubmit to Google PlusSubmit to TwitterSubmit to LinkedIn

Questo sito utilizza i cookie per il suo funzionamento.

Acconsento all'utilizzo dei cookie.

OK