"In verità vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli." Matteo 18, 3

In Internet si può trovare un buon numero di siti web per "videogiocatori cristiani". Le forme e le modalità con cui appassionati di videogiochi non disdegnano di proclamare la loro fede sono molteplici; in questi siti, talvolta, sono presenti anche dei forum. Se qualcuno di voi, però, provasse a fare una ricerca, noterebbe che quasi tutti sono in lingua inglese. Per quanto riguarda il panorama videoludico italiano, infatti, ben pochi giocatori amano definirsi pubblicamente "cristiani". Anzi, la maggior parte dei "profili" di un buon numero di appassionati di videogiochi, si compiace di tematiche appartenenti al "lato oscuro", con simboli, frasi, citazioni, modi d'esprimersi, etc. Questo è sotto gli occhi di tutti. Perché, dunque, un giocatore non può essere felice di dirsi "cristiano"? Game Community intende fare qualcosa in merito, nel suo piccolo. Gesù è il Signore! Lode e gloria a Te, Signore Gesù!

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Destiny richiede una connessione online per giocare, anche in single player. Questo titolo di Bungie è infatti sì caratterizzato da un'esperienza narrativa altamente artigianale, quello che si può sperimentare come una tradizionale "campagna", tuttavia, anche se si sta giocando in modalità single player, bisogna essere connessi ad Internet. Pete Parsons di Bungie ha succintamente osservato: "Per giocare a Destiny, è necessario essere collegati".

Il requisito di essere online rappresenta senza dubbio un ostacolo per coloro che non hanno le loro console collegate alla rete e, soprattutto, per i membri non-Gold che hanno una Xbox 360. Tuttavia, il Publishing CEO di Activision Eric Hirshberg, afferma che il gioco necessita di essere online in quanto "questo è l'unico modo per realizzare la visione del gioco, che è uno sparatutto in prima persona in un mondo condiviso. Al fine di rendere il mondo condiviso, è necessario essere collegati."

Anche se il gioco richiederà una connessione sempre attiva, Bungie promette che i giocatori solisti avranno un'esperienza completa. Parsons ha affermato: "Vogliamo essere in grado di dare una narrazione forte, come gioco in single player. Vogliamo che tu abbia questo. Se si vuole giocare da soli, questo va del tutto bene."

Si continua a vedere gli altri giocatori nel vostro gioco, ma si può scegliere di non interagire con loro. Una differenza chiave fra Destiny e la maggior parte dei MMO è la scala, che permette di affrontare questo titolo con l'approccio "lupo solitario". Parsons ha sottolineato: "Non si tratta di riempire lo spazio con il maggior numero di persone possibile. La quantità di giocatori che vedete è controllata dal design." L'approccio unico di Destiny alla connettività on-line è il motivo per cui abbiamo confrontato il gioco di Journey, fra molti altri giochi eclettici.

Fonte: shacknews.com

Commento: Negli ultimi anni il numero di giochi da giocare online in modalità multiplayer, di varia natura, è aumentato in maniera esponenziale. Questo è comprensibile, per via della sempre più capillare diffusione di Internet a livello planetario. Ma c'è di più: anche la quantità di titoli "always on-line", ossia "sempre on-line" sta aumentando sempre più. Questo potrebbe andare bene per quei giochi "free-to-play" che si finanziano grazie alla diffusione massiva in rete e per mezzo dell'acquisto di espansioni, DLC, valuta in-game, etc. Tuttavia, si spera che vengano in futuro sviluppati anche i classici giochi da giocare da soli, offline o, al massimo, in modalità co-op in locale. Purtroppo sembra che i titoli "AAA", fra cui quelli "next-gen" stiano prendendo la via dell'essere sempre connessi alla rete. Prendiamo, ad esempio, il caso di un giocatore che voglia divertirsi in zone non ancora coperte dalla rete oppure, per i più svariati motivi, non possa o non voglia essere connesso.

Perchè si dovrebbe rinunciare ad un gioco molto bello, che costa anche molti soldi, solo per il fatto di non poter essere connessi ad Internet? In questo senso, l'aumento della diffusione dei dispositivi mobili, fra cui tablet e smartphone, indirizza sempre più una grandissima parte dell'umanità ad essere quasi perennemente connessi. Vengono addirittura venduti dei router Wi-Fi sufficientemente potenti da gestire numerosi dispositivi in un'abitazione ricca di macchine connesse: si va dai citati tablet e smartphone, ai PC desktop, ai notebook e, naturalmente, alle console. Saremo dunque obbligati ad essere sotto l'autorità perpetua del "cloud"? Se non saremo sempre connessi, saremo "tagliati fuori" dal mondo? Non solo dalle notizie e dai siti di varia natura, ma anche dalla possibilità di svagarsi un po' giocando con i videogiochi? Nei prossimi anni avremo la risposta a questi interrogativi.

 

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