"In verità vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli." Matteo 18, 3

In Internet si può trovare un buon numero di siti web per "videogiocatori cristiani". Le forme e le modalità con cui appassionati di videogiochi non disdegnano di proclamare la loro fede sono molteplici; in questi siti, talvolta, sono presenti anche dei forum. Se qualcuno di voi, però, provasse a fare una ricerca, noterebbe che quasi tutti sono in lingua inglese. Per quanto riguarda il panorama videoludico italiano, infatti, ben pochi giocatori amano definirsi pubblicamente "cristiani". Anzi, la maggior parte dei "profili" di un buon numero di appassionati di videogiochi, si compiace di tematiche appartenenti al "lato oscuro", con simboli, frasi, citazioni, modi d'esprimersi, etc. Questo è sotto gli occhi di tutti. Perché, dunque, un giocatore non può essere felice di dirsi "cristiano"? Game Community intende fare qualcosa in merito, nel suo piccolo. Gesù è il Signore! Lode e gloria a Te, Signore Gesù!

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Microsoft sa quanto saranno importanti, nei prossimi anni, i display "3D-sensibili" per rendere più intuitiva l'interazione uomo-macchina. L'azienda di Redmond sta facendo molta ricerca sul "Gesture-Based Computing", ossia sull'utilizzo informatico e videoludico di dispositivi atti a rilevare ed interpretare i gesti. Tutto ciò avvicina il futuro rappresentato nel film "Minority Report" con Tom Cruise.

 

Per arrivare a questo, il gigante del software punta su due tecnologie: il Kinect (ormai venduto di serie con la Xbox One, ma sempre in fase di sviluppo) ed il Perceptive Pixel, per grandi schermi tattili. Entrambe alimentano una grande attrazione presso l'Envisioning Center, una società "Show Room" di Microsoft, situata sempre a Redmond, nello Stato di Washington; si tratta di una vetrina per l'hardware e per il software innovativi della società, che fornisce indicazioni su come il futuro del computing avrà impatto per imprese e consumatori.

Il Kinect per Windows, giunto alla sua seconda generazione, è basato sulla tecnologia dei sensori per le console di Microsoft. Il primo Kinect ha avuto un grande successo, dal suo lancio nel 2010, guadagnando popolarità fra programmatori e sviluppatori in genere, dal momento che può avere ottimi utilizzi a basso costo, per via della sua capacità di utilizzo dei dati recepiti dal mondo reale. Ora Microsoft intende unire la tecnologia Kinect a quella del Perceptive Pixel (PPI), per permettere nuove modalità d'interazione con i dati e con i colleghi. Michael Mott, general manager di Xbox Apps (l'ecosistema degli sviluppatori), ha affermato in una dichiarazione che Kinect e PPI "portano insieme il meglio di quanto si sta sviluppando in fatto d'interfacce utente naturali con il meglio di quanto sta accadendo con i grandi schermi touch, con la conseguenza che uno più uno fa tre per l'utente finale".

Microsoft ha acquistato Perceptive Pixel, il produttore di schermi interattivi che appaiono in TV (vedasi CNN e simili), nel 2012. Mott ha anche aggiunto che "PPI è stato un grande trampolino di lancio", unito alla NUI (Natural User Interface, ossia Interfaccia Utente Naturale) che inizia a diffondersi nella società. Secondo Microsoft la NUI rappresenta la possibilità di utilizzare i computer proprio come le persone interagiscono fra loro e con il mondo che le circonda, usando la parola, il gesto ed il tocco, senza soluzione di continuità e contemporaneamente. Questo utilizzo "multimodale" delle risorse di calcolo dovrebbe portare ad esperienze più intuitive e naturali.

Presso l'Envisioning Center i visitatori possono sperimentare la tecnologia in prima persona e vedere come la voce, il tatto ed il controllo gestuale si uniscono per dare origine a nuove esperienze interattive che non richiedono una tastiera o un mouse. Jeff Han, direttore generale di Perceptive Pixel, ha affermato in un comunicato: "Abbiamo il miglior software, il migliore sensore 3D, il più ampio schermo touch con tecnologia della penna, tutti collegati fra loro senza soluzione di continuità rispetto al cloud".

Han ha aggiunto che l'Envisioning Center rappresenta una vetrina riguardo i temi dell'integrazione e dell'interoperabilità, senza soluzione di continuità, che costituiscono il nuovo approccio "One Microsoft". "Il Centro aiuta i clienti a comprendere che non siamo solo una società che vende i singoli widget e licenze software."

Fonte: eweek.com

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