"In verità vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli." Matteo 18, 3

In Internet si può trovare un buon numero di siti web per "videogiocatori cristiani". Le forme e le modalità con cui appassionati di videogiochi non disdegnano di proclamare la loro fede sono molteplici; in questi siti, talvolta, sono presenti anche dei forum. Se qualcuno di voi, però, provasse a fare una ricerca, noterebbe che quasi tutti sono in lingua inglese. Per quanto riguarda il panorama videoludico italiano, infatti, ben pochi giocatori amano definirsi pubblicamente "cristiani". Anzi, la maggior parte dei "profili" di un buon numero di appassionati di videogiochi, si compiace di tematiche appartenenti al "lato oscuro", con simboli, frasi, citazioni, modi d'esprimersi, etc. Questo è sotto gli occhi di tutti. Perché, dunque, un giocatore non può essere felice di dirsi "cristiano"? Game Community intende fare qualcosa in merito, nel suo piccolo. Gesù è il Signore! Lode e gloria a Te, Signore Gesù!

Cerca

 

Ogni nuovo anno porta con sé delle novità in ambito videoludico, più o meno belle, sia per quanto riguarda l'hardware (nuovi componenti dei PC, nuove console e nuove periferiche), sia per quanto riguarda, ovviamente, i videogiochi, che sono il software. Fra i videogiochi multipiattaforma più attesi del 2016 si possono annoverare Tom Clancy's The Division, Doom, Final Fantasy XV, Deus Ex: Mankind Divided, Dishonored 2, Far Cry Primal, Divinity: Original Sin II, Dark Souls III e Street Fighter V.

I miglioramenti dal punto di vista della grafica e del gameplay sono naturalmente ben accolti, mentre i cambiamenti delle "politiche" che riguardano i giochi più in generale, non sempre piacciono ai giocatori. Ci riferiamo, ad esempio, ai giochi "always online" (sempre online), che richiedono di essere sempre connessi ad Internet non solo durante le sessioni di gioco multiplayer (ovviamente), ma anche durante le partite in single player, fatto piuttosto curioso. Di per sé, il multiplayer online, che purtroppo ha ormai superato quello in locale, non è un'idea malvagia, in quanto permette la "socializzazione" fra giocatori. Tuttavia, come ultimamente hanno riportato alcuni siti e riviste del settore, quando si acquista un gioco dal carattere spiccatamente "in linea", in realtà non si sta "comprando" qualcosa, bensì lo si sta "noleggiando", dal momento che i costosi server che vengono utilizzati a livello mondiale per far girare questi titoli, possono essere spenti o temporaneamente disattivati in qualunque momento. Questo, in fondo, è uno dei prezzi da pagare per poter giocare con qualche "amico" che sta dall'altra parte del pianeta Terra "comodamente seduti sul nostro divano", come si suol dire. Altri aspetti su cui si potrebbe a lungo discutere sono i DLC "a cascata", più o meno costosi, la realtà virtuale, le versioni remastered dei giochi ed altro...

Ad ogni modo, di seguito trovate un'infografica che riporta alcune delle più promettenti novità del 2016.

 

Condividi questo articolo

Submit to FacebookSubmit to Google PlusSubmit to TwitterSubmit to LinkedIn

Questo sito utilizza i cookie per il suo funzionamento.

Acconsento all'utilizzo dei cookie.

OK