"In verità vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli." Matteo 18, 3

In Internet si può trovare un buon numero di siti web per "videogiocatori cristiani". Le forme e le modalità con cui appassionati di videogiochi non disdegnano di proclamare la loro fede sono molteplici; in questi siti, talvolta, sono presenti anche dei forum. Se qualcuno di voi, però, provasse a fare una ricerca, noterebbe che quasi tutti sono in lingua inglese. Per quanto riguarda il panorama videoludico italiano, infatti, ben pochi giocatori amano definirsi pubblicamente "cristiani". Anzi, la maggior parte dei "profili" di un buon numero di appassionati di videogiochi, si compiace di tematiche appartenenti al "lato oscuro", con simboli, frasi, citazioni, modi d'esprimersi, etc. Questo è sotto gli occhi di tutti. Perché, dunque, un giocatore non può essere felice di dirsi "cristiano"? Game Community intende fare qualcosa in merito, nel suo piccolo. Gesù è il Signore! Lode e gloria a Te, Signore Gesù!

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I pre-ordini dei giochi sono in calo, con il 20 % di essi che è diminuito nel Regno Unito. Questa diminuzione interessa tutta l'Europa, con il Regno Unito, la Francia, la Germania e la Spagna, con il 12 % dei giocatori che non fanno più pre-ordini o che li bloccano.

Il Regno Unito ha il più grande numero di giocatori che hanno deciso di interrompere o ridurre la quantità dei pre-ordini che fanno, con l'11 % che non ne ha più fatti negli ultimi 12 mesi, per un totale del 20 %. Un totale del 49 % ha affermato che non ha mai pre-ordinato i giochi in ogni caso, con solo il 10 % che riferisce di non aver cambiato le proprie abitudini di acquisto. Il resto di coloro che hanno preso parte al sondaggio ha risposto "non so".

Il 2014 è stato un anno che ha deluso molti giocatori, con giochi come Assassin's Creed Unity e Watch Dogs che sono stati molto instabili per quanto riguarda i rilasci e con recensioni mediocri; molti giocatori hanno scelto di non pre-ordinare per evitare poi di essere delusi da giochi brutti in futuro. Questo cambiamento di abitudini, riguardante i pre-ordini, è una mossa complessivamente positiva per i consumatori, in quanto gli sviluppatori dovranno usare tattiche più oneste, rispetto ai bonus pre-order e all'impedimento del rilascio di giochi per essere recensiti fino a dopo la distribuzione dei titoli, per massimizzare i profitti iniziali.

 

 

Abbiamo solo bisogno di dare un'occhiata a giochi come Aliens: Colonial Marines e molti titoli AAA della lineup di Ubisoft per capire perché non dovremmo fidarci delle pre-release e del cosiddetto "hype" (eccitamento per un prodotto prima che venga messo in commercio. N.d.T.). Personalmente spero che questa tendenza continui e che i consumatori proseguano ad informarsi meglio prima di fare qualsiasi acquisto.

Fonte: overclock3d.net

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