"In verità vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli." Matteo 18, 3

In Internet si può trovare un buon numero di siti web per "videogiocatori cristiani". Le forme e le modalità con cui appassionati di videogiochi non disdegnano di proclamare la loro fede sono molteplici; in questi siti, talvolta, sono presenti anche dei forum. Se qualcuno di voi, però, provasse a fare una ricerca, noterebbe che quasi tutti sono in lingua inglese. Per quanto riguarda il panorama videoludico italiano, infatti, ben pochi giocatori amano definirsi pubblicamente "cristiani". Anzi, la maggior parte dei "profili" di un buon numero di appassionati di videogiochi, si compiace di tematiche appartenenti al "lato oscuro", con simboli, frasi, citazioni, modi d'esprimersi, etc. Questo è sotto gli occhi di tutti. Perché, dunque, un giocatore non può essere felice di dirsi "cristiano"? Game Community intende fare qualcosa in merito, nel suo piccolo. Gesù è il Signore! Lode e gloria a Te, Signore Gesù!

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E' stato recentemente rilasciato un aggiornamento del survival game "7 days to die", che consente ai giocatori / utenti della piattaforma Steam di giocare anche in modalità offline a questo gioco di sopravvivenza ed azione, ovviamente ambientato in un mondo popolato di zombie. Fino a qualche tempo fa, infatti, si doveva essere attivamente connessi ad Internet, per poterci giocare, e la procedura per poter "staccare la spina" era alquanto macchinosa (avviare il gioco e poi chiudere la connessione).

 

Ora, finalmente, se qualcuno vuole divertirsi in "tranquillità" con questo gioco, sviluppato da The Fun Pimps Entertainment, senza sobbarcarsi l'ansia che può generare il multiplayer, può farlo benissimo. Inoltre non sempre è possibile essere connessi ad Internet, ad esempio quando si va in vacanza in zone non ancora coperte dalla Rete. Per quanto gli assertori, estimatori e propugnatori della cosiddetta filosofia "always online" (sempre in linea) stiano cercando di creare nell'umanità una dipendenza totale ed incondizionata ai molteplici servizi che Internet offre, come ad esempio la navigazione web e la posta elettronica (per citare i meno ansiogeni e senza contare i "dispositivi mobili"), ci sarà sempre qualche posto non coperto da wi-fi, satelliti, cavi telefonici, fibre ottiche e chi più ne ha più ne metta. Non si vuole in questa sede fare il processo al web o agli altri servizi online, che sono spesso molto utili, ma che almeno i giochi, per quanto possibile, restino giochi, e non assillanti metafore d'un alveare umano sempre meno "umano", simile ai Borg di Star Trek. Ben venga quindi la decisione dello sviluppatore di "7 days to die" (opportunamente quanto insistentemente sollecitato dalla "comunità virtuale" di questo gioco) di introdurre questa liberatoria modalità di gioco offline.

Autore: Enzo

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