"In verità vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli." Matteo 18, 3

In Internet si può trovare un buon numero di siti web per "videogiocatori cristiani". Le forme e le modalità con cui appassionati di videogiochi non disdegnano di proclamare la loro fede sono molteplici; in questi siti, talvolta, sono presenti anche dei forum. Se qualcuno di voi, però, provasse a fare una ricerca, noterebbe che quasi tutti sono in lingua inglese. Per quanto riguarda il panorama videoludico italiano, infatti, ben pochi giocatori amano definirsi pubblicamente "cristiani". Anzi, la maggior parte dei "profili" di un buon numero di appassionati di videogiochi, si compiace di tematiche appartenenti al "lato oscuro", con simboli, frasi, citazioni, modi d'esprimersi, etc. Questo è sotto gli occhi di tutti. Perché, dunque, un giocatore non può essere felice di dirsi "cristiano"? Game Community intende fare qualcosa in merito, nel suo piccolo. Gesù è il Signore! Lode e gloria a Te, Signore Gesù!

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Parliamo di distruzione con il creatore del gioco.

Crackdown 3 ha impressionato quasi tutti, durante la sua presentazione al Gamescom all'inizio di questo mese, con un ambiente completamente distruttibile, alimentato da una tecnologia impressionante.

Abbiamo parlato con il creatore della serie David Jones, dopo aver provato il gioco, ed abbiamo fatto un sacco di domande relative al sistema del motore grafico cloud, che rende possibile la distruzione in tutta la città. "E' completamente dinamico", ha detto Jones riguardo all'elemento multiplayer basato su server. "Voglio dire che, fondamentalmente e tecnicamente, non si sono limiti. Si tratta di un sistema completamente dinamico, progetteremo... non è ovviamente una questione di costi, quindi è sempre disponibile per noi game designer."

 

 

"Per noi si tratta di rispondere alla domanda: 'Di cosa abbiamo bisogno per fornire l'esperienza che vogliamo?' E questo è davvero quello su cui ci stiamo concentrando. La cosa bella è che sappiamo di avere un sistema in grado di gestire in modo dinamico tutto ciò che vogliamo fare in modo creativo." Jones ha spiegato che la distruzione dinamica riguarda anche l'interno e l'esterno degli edifici. "Il livello di dettaglio su cui stiamo lavorando per ogni singolo edificio è davvero come noi progettisti vogliamo, e quanto di cui abbiamo veramente bisogno per costruire il gioco che vogliamo realizzare."

Naturalmente, con questo sistema dinamico basato sul cloud e sui server, molte persone con una connessione internet lenta sono preoccupate che la loro esperienza ne possa soffrire, ma secondo il direttore creativo del gioco, gli sviluppatori sono consapevoli di questo e stanno lavorando per assicurarsi che questo non sia un problema. Jones ha riferito: "Ci rendiamo pienamente conto di questo, e stiamo ottimizzando; sappiamo che le persone dispongono di una certa velocità di download, e che dobbiamo stare all'interno di questi confini. Quindi stiamo riuscendo a comprendere pienamente tutto questo e stiamo lavorandoci sopra."

Crackdown 3 verrà rilasciato come esclusiva per Xbox One, e finora sappiamo che la parte multiplayer del gioco sarà giocabile il prossimo anno, in data ancora da definire.

Fonte: gamereactor.eu

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