"In verità vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli." Matteo 18, 3

In Internet si può trovare un buon numero di siti web per "videogiocatori cristiani". Le forme e le modalità con cui appassionati di videogiochi non disdegnano di proclamare la loro fede sono molteplici; in questi siti, talvolta, sono presenti anche dei forum. Se qualcuno di voi, però, provasse a fare una ricerca, noterebbe che quasi tutti sono in lingua inglese. Per quanto riguarda il panorama videoludico italiano, infatti, ben pochi giocatori amano definirsi pubblicamente "cristiani". Anzi, la maggior parte dei "profili" di un buon numero di appassionati di videogiochi, si compiace di tematiche appartenenti al "lato oscuro", con simboli, frasi, citazioni, modi d'esprimersi, etc. Questo è sotto gli occhi di tutti. Perché, dunque, un giocatore non può essere felice di dirsi "cristiano"? Game Community intende fare qualcosa in merito, nel suo piccolo. Gesù è il Signore! Lode e gloria a Te, Signore Gesù!

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Raramente i giochi di ruolo sanno unire l'aspetto strategico ed un game play tipico degli RPG. Blackguards sembra proprio esserci riuscito: strategia a turni con caselle esagonali, unita all'atmosfera tipica dei migliori giochi di ruolo. Blackguards è stato sviluppato e distribuito da Daedalic Entertainment, una "game-house" tedesca specializzata in avventure grafiche, alla sua prima uscita con un gioco di questo tipo; non per niente il gioco di ruolo a cui si ispira, "The Dark Eye", è molto popolare in Germania.

L'atmosfera è "dark" non solo per la consueta lotta in ambientazioni piuttosco gotiche e misteriose, ma anche per i tratti caratteristici dei personaggi (tipicamente: un guerriero, un mago ed un cacciatore) che si trovano, spesso loro malgrado, coinvolti in storie di omicidi, tradimenti, droghe e scampate condanne a morte. La narrazione c'è, ovviamente, ma la maggior parte delle meccaniche di gioco si concentrano sui combattimenti a turni, un po' alla "Final Fantasy", e chi ama sferrare fendenti od incantesimi saltellando da un esagono all'altro, troverà pane per i suoi denti.

Gli "esagoni", nei videogiochi, o si amano oppure no. Blackguards ha la capacità di far piacere questa tipologia di game play anche ai neofiti, senza contare, poi, i giocatori più smaliziati. Il prezzo di questo gioco, diciamolo subito, non è basso: si aggira infatti a poco meno di quaranta euro, ma c'è di buono che assicura partite molto lunghe ed innumerevoli sfide; ci sono infatti più di 180 mappe di guerra da completare, in un crescendo di sfide che, se portate a termine, offrono più di quaranta ore di gioco. Il "party" che il giocatore guida può comprendere fino ad un massimo di cinque personaggi, che si aggirano guardinghi in scenari gothic-fantasy abilmente dipinti, in cui sono distribuiti più di cento elementi interattivi.

 

 

I colpi di scena non mancano, fra cui nemici che diventano amici e, forse, viceversa. Blackguards è molto più di una sorta di "hack and slash" evoluto, anche se certamente l'aspetto "a turni" è una caratteristica peculiare che a non tutti può piacere ovviamente, ma si tratta di scelte personali. Il livello di difficoltà è sempre ben bilanciato, e riflette bene le scelte tattiche del giocatore, come decidere fra azione diretta oppure più ragionata. Le abilità peculiari di ciascun personaggio, in tutto, sono più di quaranta; gli incantesimi, addirittura, una novantina: come distruggere gli avversari, a volte, mette nel classico imbarazzo della scelta, ma non fatevi prendere troppo dall'indecione, se non volete essere fatti a pezzi, e magari poi tornare a rivivere in maniera eclatante. Il fatto che questo RPG a turni sia costituito essenzialmente da combattimenti, forse può non essere un punto di forza, ma gli amanti di queste strane atmosfere potrebbero comunque provare questo gioco, anche se non è proprio economico.

I personaggi sono ben caratterizzati, ad di là delle loro caratteristiche specifiche; ricordiamo il nano Naurim, il mago Zurbaran, la principessa Elanor, il "Non Player Character" o NPC di nome Lysander, compagno del nostro personaggio, controllato dal PC. La configurazione di abilità, accessori, pozioni e forniture varie e veramente notevole; chi ha voglia di ricominciare il gioco da capo troverà sempre qualcosa d'interesante da provare. Per quanto riguarda l'aspetto strategico, il game play è piuttosto ovvio, ed i giocatori abituati a titoli come King Arthur II, potranno forse apprezzare un genere strategico più "scacchistico", e meno concitato, ma ugualmente appagante se saprete essere pazienti e, al contempo, decisi nell'azione.

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