"In verità vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli." Matteo 18, 3

In Internet si può trovare un buon numero di siti web per "videogiocatori cristiani". Le forme e le modalità con cui appassionati di videogiochi non disdegnano di proclamare la loro fede sono molteplici; in questi siti, talvolta, sono presenti anche dei forum. Se qualcuno di voi, però, provasse a fare una ricerca, noterebbe che quasi tutti sono in lingua inglese. Per quanto riguarda il panorama videoludico italiano, infatti, ben pochi giocatori amano definirsi pubblicamente "cristiani". Anzi, la maggior parte dei "profili" di un buon numero di appassionati di videogiochi, si compiace di tematiche appartenenti al "lato oscuro", con simboli, frasi, citazioni, modi d'esprimersi, etc. Questo è sotto gli occhi di tutti. Perché, dunque, un giocatore non può essere felice di dirsi "cristiano"? Game Community intende fare qualcosa in merito, nel suo piccolo. Gesù è il Signore! Lode e gloria a Te, Signore Gesù!

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L'industria dei videogiochi ha investito più di duecento milioni di dollari in spot televisivi nei primi cinque mesi del 2014, secondo la società di ricerca iSpot, con in testa Sony (PlayStation) e Microsoft (Xbox). In totale sono stati distribuiti otto pubblicità diverse da parte di entrambe le aziende. iSpot riferisce che Sony ha speso 59 milioni di dollari nei posizionamenti in onda su TV nazionali, fra cui Fox, ESPN e Comedy Central, durante programmi come il basket NBA e SportsCenter. L'aspetto che pare abbia avuto più efficacia, sempre secondo iSpot, è rappresentato dalla "grandezza", ossia riguardante i migliori giochi di questo marchio, in onda 1.058 volte sulle TV nazionali da marzo, con una spesa pubblicitaria complessiva di 9 milioni di dollari. Le visualizzazioni online sono state oltre 2,5 milioni, con più di 17.000 azioni sociali fra tweet, simpatie ed altro.

Fonte: blogs.wsj.com

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