"In verità vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli." Matteo 18, 3

In Internet si può trovare un buon numero di siti web per "videogiocatori cristiani". Le forme e le modalità con cui appassionati di videogiochi non disdegnano di proclamare la loro fede sono molteplici; in questi siti, talvolta, sono presenti anche dei forum. Se qualcuno di voi, però, provasse a fare una ricerca, noterebbe che quasi tutti sono in lingua inglese. Per quanto riguarda il panorama videoludico italiano, infatti, ben pochi giocatori amano definirsi pubblicamente "cristiani". Anzi, la maggior parte dei "profili" di un buon numero di appassionati di videogiochi, si compiace di tematiche appartenenti al "lato oscuro", con simboli, frasi, citazioni, modi d'esprimersi, etc. Questo è sotto gli occhi di tutti. Perché, dunque, un giocatore non può essere felice di dirsi "cristiano"? Game Community intende fare qualcosa in merito, nel suo piccolo. Gesù è il Signore! Lode e gloria a Te, Signore Gesù!

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Con l'imminente uscita di The Legend of Zelda: A Link Between Worlds su Nintendo 3DS, noi di Invisible Gamer ci siamo presi un po' di tempo per concentrarci sul mondo di Link, Zelda, Ganon e le varie cinfrusaglie di uno dei più preziosi franchising di giochi. Tuttavia, ad essere onesti, mi sono sentito un po' spaesato in mezzo a tutti questi discorsi su Zelda, perchè non ho mai giocato nemmeno ad un solo gioco di Zelda.

Prima che arrivino lettere e forconi arrabbiati per portarmi via il titolo di "gamer", mi si permetta di presentare i fatti. La mia prima console per giochi è stata l'originale PlayStation. Prima di allora, avrei dovuto giocare a casa di amici con macchine del calibro del Nintendo Entertainment System, Super Nintendo, SEGA Genesis ed altre. I pochi giochi con cui ho iniziato a giocare in vita mia erano i soliti titoli di avventura educativi per PC o semplici platform, fra cui Oregon Trail II ed il primo tentativo di Cliff Bleszinski, Jill of the jungle. Quando la mia famiglia ha finalmente ceduto, comprandomi un sistema dedicato ai giochi, non era una console, ma piuttosto il SEGA GameGear. Con le parole di Forrest Gump, questo è tutto quello che dirò su questo.

A metà degli anni 1990 non uscivano ancora, su base regolare, titoli che sono ormai considerati dei classici del gioco a 8 e 16 bit. Oltre a Zelda, non avevo mai toccato giochi del calibro di Castelvania, Metroid, Final Fantasy, Metal Gear o qualsiasi altro fra i titoli che sono apprezzati per quanto riguarda la Golden Age of Gaming. Quando l'originale PlayStation venne collegata al nostro televisore, si poteva trovare una copia di Crash Bandicoot ed una di Crash: Warped, e Cool Boarders 2, un disco demo che includeva Spyro, Tomb Raider e Star Wars: Masters of Teras Kasi, e forse altri titoli come Madden e FIFA, non del calibro di Metal Gear Solid, Final Fantasy VII, Chrono Cross o Resident Evil.

 

 

Quando giunse il momento di acquistare il prossimo pezzo di hardware da gioco, non comprai una PlayStation 2, o un DreamCast, o anche la nuova Xbxox di Microsoft. Acquistai il Nintendo GameCube. Forse al quel punto avrei potuto finalmente giocare ad uno di quei franchise classici che avevo perso nella mia giovinezza. Forse avevo visto l'errore dei miei modi di fare e stavo cercando il trucco per anni di traguardi di gioco perduti. No, volevo davvero un GameCube, perchè avrei potuto giocare a Rogue Squadron II Rogue Leader. Alla fine degli anni '90 e nei primi anni 2000, è stato Star Wars a spingere la mia ricerca di divertimento, che ha portato in casa mia il primo sistema Nintendo da quando mia sorella ebbe il Game Boy Color (che, sì, avrei potuto usare per giocare ad uno qualsiasi dei numerosi giochi di Zelda... ma non l'ho fatto). Sono anche andato indietro, per comprare un Nintendo 64, così ho potuto rivivere i giorni di gloria di Shadow of the Empire e dell'originale Rogue Squadron, più un po' di Golden Eye. Ma niente Ocarina of Time. Nessuna maschera di Majora. Nessun Wind Waker e Twilight Princess.

Il fatto che non abbia giocato ad uno dei franchise più iconici della storia dei videogiochi è quello che m'interessa ammettere, ma sono riluttante a correggermi. Ma da dove si comincia? E come posso fare? Devo tornare indietro e ri-acquistare i sistemi della mia giovinezza, per giocare a questi giochi su console, dove hanno trovato il loro pubblico, nel loro splendore originale? Devo investire in nuovo hardware con la speranza che, con la Wii U e The Legend of Zelda: The Wind Waker HD, i vecchi giochi siano nuovamente riproposti per una generazione che non è cresciuta giocando ad essi?

 

 

La preoccupazione in questo caso è duplice: le finanze personali e la gestione del tempo. L'industria del gioco non riposa per nessun uomo o donna, ed il nuovo è molto, molto a portata di mano. Ma c'è qualcosa da dire per prendersi un momento, o anche un paio, per guardare indietro e riflettere su ciò che ha reso grande questo gioco. E non c'è dubbio nella mia mente che Zelda è uno dei motivi per cui i videogiochi mi hanno sempre interessato e continueranno a farlo, anche se il mio corpo non è ancora pronto per questo. Ben presto, però. Soprattutto se i miei editori avranno qualcosa da dire in proposito.

Fonte: invisiblegamer.net

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