"In verità vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli." Matteo 18, 3

In Internet si può trovare un buon numero di siti web per "videogiocatori cristiani". Le forme e le modalità con cui appassionati di videogiochi non disdegnano di proclamare la loro fede sono molteplici; in questi siti, talvolta, sono presenti anche dei forum. Se qualcuno di voi, però, provasse a fare una ricerca, noterebbe che quasi tutti sono in lingua inglese. Per quanto riguarda il panorama videoludico italiano, infatti, ben pochi giocatori amano definirsi pubblicamente "cristiani". Anzi, la maggior parte dei "profili" di un buon numero di appassionati di videogiochi, si compiace di tematiche appartenenti al "lato oscuro", con simboli, frasi, citazioni, modi d'esprimersi, etc. Questo è sotto gli occhi di tutti. Perché, dunque, un giocatore non può essere felice di dirsi "cristiano"? Game Community intende fare qualcosa in merito, nel suo piccolo. Gesù è il Signore! Lode e gloria a Te, Signore Gesù!

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Call of Duty: Ghosts, l'ultimo della famosa serie, ha diviso la critica, ma ha comunque gonfiato i portafogli dell'editore (Acivision) e dello sviluppatore (Infinity Ward). Fin qui, naturalmente, niente di nuovo: è la legge del mercato, si compra un prodotto ed i consumatori... consumano, in questo caso giocano. Il maggior successo di questo gioco, uno dei titoli "di passaggio" fra la cosiddetta "old-gen" di console e la nuova "next-gen", è stato senza dubbio sul fronte delle vendite: stiamo parlando di più di un miliardo di dollari (avete letto bene) solo nella prima giornata di lancio, con circa 15.000 negozi, in tutto il mondo, aperti pure di notte con la fila di persone per la strada. Follia collettiva? Non si sa.

Per quanto riguarda le piattaforme, in verità, c'è anche da considerare la versione per PC, che sicuramente sfrutta bene le configurazioni hardware più potenti, ma secondo molti avrebbe potuto fare di più: possibile che un PC da 1.500 euro stia alla pari, se ci riesce, con una console che ne costa 400 o 500? Considerando la grande notorietà della serie Call of Duty che, nel complesso, ha più pregi che difetti nel mondo degli sparatutto in prima persona, questo successo commerciale era all'incirca prevedibile. Ciò che invece in pochi avevano ipotizzato, è il profluvio di pareri negativi da parte dei giocatori. Non tanto dei siti e delle riviste specializzate, con una media di voto complessiva che si aggira sul 75% del punteggio globale, ma da chi, materialmente, ha comprato il gioco (oppure console nuova più gioco), per poi trovarsi con un prodotto sotto le aspettative e, talvolta, decidendosi poi a venderlo dopo pochi giorni.

Per quanto riguarda la grafica che "gira" sulle console più anziane di Sony e Microsoft, rispetto a quelle nuove, il salto di qualità è percepibile, se non altro per una risoluzione nativa full HD. La critica, quindi, non è tanto rivolta agli sforzi fatti per sfruttare meglio le nuove game-machine, ma al gioco in sé, soprattutto per quanto riguarda la campagna in single player. Senza dubbio i livelli sono più ampi che in passato ma, a parte il cane, il pastore tedesco Riley, non ci sono molte innovazioni. Per quanto riguarda il multiplayer on-line, la critica, generalmente, è positiva, anche se è stato fatto notare un certo livello di lentezza con la connessione ADSL, in rapporto, ovviamente, a quella a fibra. Diciamoci la verità: giocare on-line può anche essere divertente, ma la maggior parte dei giocatori cosa vuole? Comprare un gioco ed iniziare a giocarci, ovviamente, al massimo con un amico, possibilmente seduto nella stessa stanza e non chissà dove. Con gli anni, probabilmente, saremo tutti più "connessi" (e forse non sarà così bello come molti pensano), ma le console sono essenzialmente una tipologia di gioco casalingo, un intrattenimento domestico, non un network che fa diventare un po' storditi a furia di valori di velocità di connessione, server intasati, pseudo-amicizie, etc.

Le modalità Squads ed Extinction (che rimpiazza quella Zombie di Black Ops) sono senza dubbio interessanti e danno un po' di varietà, ma il nucleo del gioco è il medesimo: poca strategia, guarda, punta e crivella di colpi chiunque faccia il furbo. L'azione incalzante, d'altra parte, è sempre stata un punto di forza della serie Call of Duty, che riesce a divertire milioni di giocatori in tutto il mondo, con un buon game play unito ad una discreta parte narrativa ed una realistica atmosfera (anche se un po' pompata, naturalmente). Il fatto che venda molto, oltre alla già citata fama della serie, probabilmente è dovuto anche alla curiosità. In questi casi, probabilmente, è sufficiente un po' di pazienza: i prezzi (forse) si abbasseranno, gli sviluppatori sfrutteranno meglio le nuove macchine, i giochi usati saranno molti, etc. Call of Duty: Ghosts è sbarcato praticamente su tutte le piattaforme più importanti del momento: PC, PS3, XBox 360, Wii U, XBox One e PS4. Secondo Microsoft, inoltre, è il gioco più gettonato su XBox Live; Bobby Kotick, CEO di Activision Blizzard, ha inoltre affermato che, nell'arco di 12 mesi, la serie Call of Duty ha generato più di quattro miliardi di ore di gioco. Questo, se da una parte può colpire, è senza dubbio un fatto strano e a dir poco curioso. Considerando che la quasi totalità dei giocatori ha un cervello, diciamo, funzionante... c'è da domandarsi cosa tutte queste persone, in quattro miliardi di ore, avrebbero potuto fare per l'umanità. Non si tratta di un semplice "moralismo", ma è un dato di fatto.

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