"In verità vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli." Matteo 18, 3

In Internet si può trovare un buon numero di siti web per "videogiocatori cristiani". Le forme e le modalità con cui appassionati di videogiochi non disdegnano di proclamare la loro fede sono molteplici; in questi siti, talvolta, sono presenti anche dei forum. Se qualcuno di voi, però, provasse a fare una ricerca, noterebbe che quasi tutti sono in lingua inglese. Per quanto riguarda il panorama videoludico italiano, infatti, ben pochi giocatori amano definirsi pubblicamente "cristiani". Anzi, la maggior parte dei "profili" di un buon numero di appassionati di videogiochi, si compiace di tematiche appartenenti al "lato oscuro", con simboli, frasi, citazioni, modi d'esprimersi, etc. Questo è sotto gli occhi di tutti. Perché, dunque, un giocatore non può essere felice di dirsi "cristiano"? Game Community intende fare qualcosa in merito, nel suo piccolo. Gesù è il Signore! Lode e gloria a Te, Signore Gesù!

Cerca

 

Ogni individuo ha diritto ad avere una propria opinione. Nessun critico dovrebbe dire quale debba essere il parere di una persona o la sua opinione. A volte siamo solo decisamente scioccati dalla distanza che sembra esserci fra giocatori e critici. I cinici sostengono che i critici sono "pagati" dagli editori, mentre altri sostengono che tutti i critici scrivono recensioni solo per attrarre l'attenzione su di sé. [...]

"Bah. Non ho bisogno di leggere recensioni perchè so quello che mi piace. Non ho bisogno di qualche critico che cerchi di dirmi quello che dovrebbe piacermi o no." Prima o poi abbiamo tutti sentito affermazioni simili, di solito pronunciate da giocatori egoisti che non sono mai stati effettivamente critici. Tuttavia, non dimentichiamo un'altra cosa: mentre i consumatori non possono capire il ruolo proprio di un recensore, ci sono anche alcuni critici che non capiscono. Non si dice questo per metterli fuori gioco, ma semplicemente per spiegare perchè non spetti ai critici di "dare" un parere ai lettori. L'analisi non ha nulla a che fare con il costringere il lettore ad accettare una certa opinione.

Il critico esiste per consigliare o non raccomandare un determinato prodotto. Questo è in genere l'intento manifesto di qualsiasi recensione, anche se alcune sono scritte rigorosamente da un punto di vista artistico, come quelle riguardanti dipinti o sculture. Nel settore videoludico, un critico offre un servizio pubblico e questo servizio non ha nulla a che fare con il "dirti cosa si dovrebbe scrivere". Piuttosto, ha tutto a che fare con la fornitura di un'analisi imparziale da parte di un esperto. Dopo aver letto questa analisi, spetta al lettore di formarsi un'opinione. Un buon critico non dovrebbe far sentire stupido un consumatore che decida di acquistare o meno un prodotto. Non ha nulla a che fare con le etichette elitarie. Un buon critico fornisce punti di vista oggettivi e soggettivi, a cui egli si attiene, per poi offrire una conclusione o sintesi. Questo è tutto.

Nessuno dovrebbe dirvi ciò da cui potreste trarre divertimento o meno. [...] Gli utenti professionali sono consapevoli della loro responsabilità e devono prendere le cose sul serio, e questa responsabilità non ha nulla a che fare con il costringere il lettore ad accettare una particolare opinione. Questo non dovrebbe essere il modo in cui funzionano le cose. Beh, non dovrebbero funzionare in questo modo, anche se sappiamo che, purtroppo, a volte succede.

Fonte: vgrhq.com

Condividi questo articolo

Submit to FacebookSubmit to Google PlusSubmit to TwitterSubmit to LinkedIn

Questo sito utilizza i cookie per il suo funzionamento.

Acconsento all'utilizzo dei cookie.

OK