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"In verità vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli." Matteo 18, 3             In Internet si può trovare un buon numero di siti web per "videogiocatori cristiani". Le forme e le modalità con cui appassionati di videogiochi non disdegnano di proclamare la loro fede sono molteplici; in questi siti, talvolta, sono presenti anche dei forum. Se qualcuno di voi, però, provasse a fare una ricerca, noterebbe che quasi tutti sono in lingua inglese. Per quanto riguarda il panorama videoludico italiano, infatti, ben pochi giocatori amano definirsi pubblicamente "Cristiani". Anzi, la maggior parte dei "profili" di un buon numero di appassionati di videogiochi, si compiace di tematiche appartenenti al "lato oscuro", con simboli, frasi, citazioni, modi d'esprimersi, etc. Questo è sotto gli occhi di tutti. Perché, dunque, un giocatore non può essere felice di dirsi "Cristiano"? Game Community tenterà di fare qualcosa in merito, nel suo piccolo. È infatti in preparazione il sito GC = Gesù Cristo, che sarà un social network per videogiocatori Cristiani. Gesù è il Signore! Lode e gloria a Te, Signore Gesù!

Alcuni esempi di "zombie game"

The Last of Us non è un tipico zombie game, anche se ci sono personaggi senza dubbio simili a questi esseri. Si tratta di un "survival" dai forti tratti emozionali, dal momento che i personaggi principali, Joel ed Ellie, sono fortemente caratterizzati e credibili. Lo sfondo della vicenda, tipicamente, è post-apocalittico. Come al solito un "qualcosa", in questo caso un misterioso fungo parassita, il Cordyceps, trasforma gli esseri umani in mostri predatori.

Tratto fondamentale del gioco è il fatto che... non si spara molto, anche se il gameplay rimane comunque in linea con questo tipo di giochi. In questo gioco tutto acquista un'aria estremamente realistica. Joel è un uomo, un sopravvissuto alla catastrofe biologica, a cui importa ben poco del prossimo ed anche della sua stessa vita, anche se sa difendersi bene. Ellie è una ragazzina di quattordici anni, cresciuta dopo l'ecatombe nell'area militarizzata di Boston, tenuta in quarantena dall'esercito. Joel è un contrabbandiere, che fornisce ai sopravvissuti dell'area in quarantena parecchie cose, porta dentro e fuori merce di ogni tipo. Ma un giorno gli tocca una missione particolare: tirare fuori Ellie dalla zona militarizzata. Ellie è in gamba, ma sa poco del mondo pre-apocalisse, data la sua giovane età. Il giocatore controlla Joel, mentre Ellie, quasi sempre, è controllata dalla console (la PS3, dal momento che la casa di produzione Naughty Dog ha collaborato in esclusiva con Sony). Il gioco alterna momenti narrativi, sparatorie, lotte a mani nude o all'arma bianca, nonché fasi di movimento silenzioso. Il gioco venne presentato da Sony, nel 2011, agli Spike Video Game Awards. Se siete in cerca di un classico spappola-zombie, The Last of Us non è molto indicato, dal momento che è soprattutto un "action adventure".

 

Zombie Shooter 2 è sicuramente migliore del suo predecessore, già comunque giocabile e divertente. La grafica è simile a quella dei giochi d'azione "isometrici" degli anni 90, anche se la risoluzione, naturalmente, è maggiore. Questo gioco è un tipico shooter (a colpi di mouse e tastiera, ma in questo caso non si sente troppo la mancanza del controller), con alcuni aspetti di semplice RPG (accumulare denaro per comprare armi più potenti, risorse varie e medicinali). L'atmosfera, nel complesso, è tipica di questo genere, soprattutto quando le orde di zombie diventano veramente grosse... un vero massacro, meno male che è solo per finta. La memoria del giocatore viene stimolata in quanto occorre ricordarsi bene le entrate e le uscite dei vari ambienti, unitamente alla risoluzione di piccoli passaggi che spremono circa lo... 0,1 % delle capacità cerebrali (forse è un po' troppo). I creatori del gioco sono i medesimi di Alien Shooter, il cui gameplay è quasi uguale. Tutto sommato è un buon gioco, che fra l'altro costa poco. Non si può assolutamente paragonare ai survival horror più in auge, come si dice, ma è godibile. Le orde di zombie possono arrivare anche a 100 unità su un'intera mappa, ma la gestione di questa mole di dati viene svolta egregiamente anche sui computer di fascia medio-bassa: è un po' come far girare su PC la vecchia versione di Age of Empire II che, quando uscì, metteva a dura prova i computer di allora. Le abilità dei personaggi possono essere aumentate, e la scelta delle armi è molto ampia: più di 60 tipi. Si possono utilizzare anche radar, droni e veicoli vari... poveri zombie. Le modalità di gioco sono tre: campagna, sopravvivenza e "Gun Stand". Non so cosa ci sia di divertente nel massacrare sistematicamente migliaia di zombie (vedasi "All zombies must die"), ma questa meccanica di gioco pare non risentire degli effetti del tempo e, in effetti, risulta piuttosto divertente. Probabilmente è una sorta di evoluzione degli shoot 'em up del passato, ma senza le navicelle spaziali.

 

How to survive è un gioco del genere survival-horror un po' "a sé stante". Rilasciato nell'ottobre del 2013 da 505 Games, è un videogioco più "survival" che "horror". Con questo non si pensi, ad esempio, ad un adventure, dal momento che How to survive ha numerosi tratti tipicamente arcade; piuttosto la scelta dei progettisti di questo gioco è stata quella di dare molta importanza al fattore "sopravvivenza", per mezzo di un sistema che simula la vita ed il tempo reali. La visuale, più o meno, è dall'alto, e se lascerete il vostro personaggio troppo tempo senza mangiare o bere, oppure senza dormire... be', dovrete affrontare le conseguenze. In pratica non si tratta solo di sopravvivere agli zombie, che comunque ci sono, ma ai suddetti fattori biologici, compreso l'alternarsi del giorno e della notte. Il gioco supporta una modalità cooperativa offline ed una on-line, ed i pareri dei giocatori sono spesso discordanti, non tanto in base alle aspettative generali, ma al game play vero e proprio. In pratica c'è a chi piace moltissimo, ad esempio, la grande quantità di migliorie che si possono adattare ai personaggi, quanto la varietà di armi ed oggetti vari. C'è invece chi è insoddisfatto dalla durata complessiva del gioco in single player, in effetti un po' corta. Ad ogni modo il prezzo di questo gioco è piuttosto basso, inoltre si possono impersonificare tre personaggi diversi, con abilità diversificate. La trama del gioco è piuttosto semplice ma avvincente: siete naufragati su di un'isola infestata da zombie (in realtà le isole in cui si può giocare sono quattro) e, prima di essere sopraffatti, dovete trovare le parti di un aeroplano per filarvela via. Poi ci sono i soliti aspetti "survival": trovare cibo, acqua e medicamenti vari. Sulle isole si possono trovare varie piante, con cui preparare pozioni per la forza, la resistenza, la velocità, etc. Il controllo tramite gamepad non è dei migliori, anche se funziona abbastanza, e non si può salvare il gioco manualmente, ma solo per mezzo di auto-salvataggi che vengono effettuati solamente quando si completano le missioni. I checkpoint ci sono, ma se il vostro personaggio muore, bisogna cominciare il livello dall'inizio. In conclusione è un gioco da provare, soprattutto se vi piace il genere, ma alcune caratteristiche un po' negative non fanno arrivare questo videogame al top. Tutto ciò, in parte, come si è detto, è compensato dal costo relativamente basso. Ultima nota: è disponibile sulle maggiori piattaforme: PC, PS3 e XBox 360.

 

State of decay significa, letteralmente, stato di decadenza. Non sappiamo esattamente cosa attiri videogiocatori, amanti di film e canzoni varie, non tanto nella paura dell'horror in generale, quanto di un sottile piacere nell'immaginare o vivere virtualmente situazioni in cui il mondo, per l'appunto, è in decadimento. Forse molti sono scoraggiati dalla situazione socio-economica di questo nostro pianeta e, fantasticando su scenari apocalittici (possibilmente infestati da zombie, ad esempio), cercano in qualche modo di "sollevarsi il morale", anche se in maniera più distruttiva, almeno mentalmente, che costruttiva. Ad ogni modo State of decay è un buon survival e action game, da giocare in terza persona in single player. Sviluppato da Undead Labs, originariamente per XBox 360, da un po' di tempo è disponibile anche per PC. Presenta numerosi aspetti tipici dei giochi di ruolo e di simulazione, in quanto dovete costruirvi le vostre basi di sopravvivenza. Il supporto per i controller è soddisfacente e l'ambientazione, tipicamente, è di natura open-world; questo significa che, nei limiti imposti dal gioco, potete comunque andare in lungo e in largo dove vi pare, costantemente guardinghi e pronti a sparare agli zombie, che tentano di avventarsi su di voi, spesso facendo incursione nei vostri territori. L'aspetto survival è molto curato e, nel complesso crea una certa atmosfera e supera le fasi tipicamente arcade di abbattimento degli zombie. I giochi di zombie sono divertenti, si sa; l'importante è non scadere nella morbosità. Al contrario, ad esempio, dei giochi di guerra più comuni, come quelli della famosissima serie "Call of Duty", in cui lo stimolo a fare fuoco è quello delle fazioni belligeranti opposte, nei giochi di zombie riguarda piuttosto il sopravvivere a qualcosa di orrendo, in vista di un eventuale nuovo mondo. Tutto ciò rispecchia, in parte, l'ansia che da sempre accompagna l'uomo alla ricerca di un mondo felice, ma che difficilmente potrà realizzarsi su questa Terra.

 

Ravaged Zombie Apocalypse è un tipico gioco di zombie "spara-spara", in quanto è uno sparatutto in prima persona, con modalità di gioco in single player e multiplayer. Ci sono varie zone (mappe), infestate da zombie molto aggressivi, in cui il principale obiettivo è quello di trovare le parti di un veicolo per poter così abbandonare l'area. Ci sono tre livelli di difficoltà per ogni mappa, e l'intelligenza artificiale o, meglio, la velocità degli zombie è notevole; essi possono addirittura saltarti addosso. Gli zombie non solo possono essere abbattuti con armi, ma anche andandogli addosso con una potente jeep a quattro ruote motrici o altri veicoli, comunque pesantemente armati. Fra le armi più potenti ci sono addirittura razzi RPG, seghe a motore, lanciafiamme e, naturalmente, bombe e mitragliatrici pesanti. La modalità co-op può essere sia in locale, sia on-line. La trama è forte quanto semplice: gli zombie, detti anche "Scavenger", stanno brutalmente prendendo il controllo del pianeta e delle sue risorse. Quando la fine per gli umani sembra ormai certa, la Resistenza decide di porre fine a tutto ciò. Il gioco non è certamente facile; occorre infatti una buona dose di determinazione, soprattutto ai livelli di difficoltà più alti. Se volete passare qualche ora a fronteggiare, almeno virtualmente, qualcosa di veramente malvagio, be', provate Ravaged Zombie Apocalypse. Ricordatevi, però, che Il Bene vince sempre. Questa non è una frase fatta, perchè è il male ad avere fretta di causare quanti più guai è possibile, mentre il Bene aspetta sempre il momento opportuno per stoppare le forze delle tenebre.

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