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Wargame: Red Dragon - Recensione - Un corposo gioco di strategia e tattica militari, ma anche un po' arcade.

 

Piattaforma: PC

Sviluppatore: Eugene Systems

Genere: Strategia

Data di uscita: 17 aprile 2014

Modalità di gioco: Single e Multiplayer

Supporto per il controller: No

Wargame: Red Dragon è un gioco incredibilmente ricco di dettagli e potenzialità, offre un'esperienza di gioco estremamente stimolante e gratificante. Per chi è alle prime armi con il franchise "Wargame" della game-house Eugen System, questa serie di videogiochi permette all'utente di avere il controllo tatticodi moltissime unità militari, durante l'ultima parte storica della guerra fredda. L'impostazione di questo titolo è piuttosto unica nel suo genere (RTS: Real Time Strategy), dal momento che offre un controllo di unità molto dettagliate dal punto di vista grafico (strategia e tattica), unitamente ad uno stile di gioco con alcuni aspetti piuttosto "arcade". Il risultato di questa miscela è un gioco godibile sia da parte degli appassionati di simulazioni in tempo reale, sia da parte dei principianti più "smanettoni".

Quest'ultimo titolo della serie Wargame, ossia "Red Dragon", permette di partecipare a grandiose battaglie, in stile Eugene System, nella cornice dell'Asia Orientale. I giochi precedenti, invece, erano ambientati nelle pianure dell'Europa Centrale, comunque sempre ben forniti di carri armati ed aerei da combattimento. Wargame: Red Dragon lascia da parte questo tipo di paesaggi per avvolgere il giocatore in un'atmosfera orientale con territori montuosi, giungle impenetrabili, corsi d'acqua da superare ed altre "cosucce" molto interessanti. Un esempio di quanto detto è rappresentato da una mappa raffigurante una porzione di Giappone coperta da fitti boschi e piccole valli su cui il giocatore dispone le proprie truppe ed i mezzi; a volte alcuni aspetti del paesaggio si traducono in veri e propri colli di bottiglia per i veicoli.

Contrariamente all'impostazione di molti giochi RTS, in cui l'aspetto visivo è preponderante, i giocatori che si trovano ad avere a che fare con le giungle di Red Dragon devono modificare drasticamente il loro stile di gioco. Ad esempio, in una partita, centinaia di contadini della Corea del Nord erano tenuti in ostaggio dalla fanteria nemica, con l'obiettivo di assaltare una città che tenevo sotto controllo per mezzo di appena due squadre di soldati. I nordcoreani, particolarmente determinati, hanno scalato le alte montagne che circondavano la città, con l'inenzione di circondare la città, senza però sparare a causa del dislivello e dell'angolo di tiro inadatto. Come risposta, ho schierato due mezzi dotati di cannoni che avrebbero potuto facilmente eliminare le loro torrette. In questo titolo i giocatori devono abituarsi a pensare in una maniera diversa dal solito, allontanandosi, almento in parte, da tattiche convenzionali.

Ad esempio, nei giochi precedenti ero solito scegliere come "fazione" gli Stati Uniti. Indipendentemente dalla mappa, ho sempre mandato in avanscoperta una forza meccanizzata costituita da un plotone di carri armati M1 Abrams, un plotone di Avenger SAM (ossia con missili terra-aria da usare come contraerea) ed un plotone di Marines di elite in veicoli blindati LAV. In Wargame: Red Dragon questa strategia non è però funzionale a causa della conformazione del terreno; gli alberi ad alto fusto limitano la linea di tiro degli Avenger ed i carri armati non sono in grado di colpire gli obiettivi nemici, almeno fino a quando si trovino in prossimità di essi. Per vincere, i giocatori sono invece costretti a sfruttare continuamente l'ambiente contro i loro avversari, evitando le trappole del nemico. Durante una partita, una compagnia di fanteria della fazione opposta era asserragliata in una foresta pressoché inestricabile. Dopo aver fallito con un tentativo di offensiva corazzata, ho schierato un plotone di mortai che, con la luce prodotta dalle esplosioni, mi ha permesso di individuare il nemico, che è divenuto in questo modo vulnerabile. Con i giocatori, sia umani sia guidati dal PC, che utilizzato l'habitat della giungla per occultare le loro mosse, Red Dragon costringe gli utenti a pensare più alla conformazione naturale dei territori e meno alla pura forza delle unità che può impiegare.

Al contrario delle nuove mappe che questo gioco mette a disposizione, le attese funzionalità navali di Red Dragon, sono state un po' una delusione. Ad ogni modo Wargame: Red Dragon consente ai giocatori di comandare unità in grado di lanciare missili teleguidati, fregate, corvette, pattugliatori e piccole motovedette. Inoltre i giocatori possono condurre assalti anfibi ed attacchi a terra per mezzo di unità opportune. Si possono utilizzare, ad esempio, piccole imbarcazioni specializzate per il combattimento fluviale; sono estremamente ben realizzate e giocano un ruolo importante, ovviamente, sulle mappe con fiumi. Queste unità non possono accedere a tutte le zone della mappa a causa delle possibili strettoie, ma queste imbarcazioni di grandezza modesta sono comunque in grado di fornire una buona quantità di potenza di fuoco, pur rimanendo agili. In una partita, il mio avversario aveva posizionato due imbarcazioni di pattuglia nei pressi di alcuni ponti importanti, che erano uno dei suddetti colli di bottiglia per i miei mezzi blindati. Anche se forti queste unità fluviali non sono impossibili da distruggere, constringendoti però, in base al terreno, ad utilizzare tattiche diverse dal solito.

Ci sono poi unità navali di medie dimensioni, utili per operare lungo i litorali ed unità di dimensioni maggiori in grado di compiere il loro lavoro anche a grandi distanze; tuttavia l'interazione fra di loro non è ben fatta. Questi aspetti navali, infatti, sono piuttosto goffi e caotici, non coerenti con la profondità del gameplay tattico di Wargame. A differenza delle unità di terra, queste imbarcazioni manovrano, come si è detto, in maniera un po' goffa, mancano di dettagli e non si adattano bene in una mappa che è costituita dal 70% di terra e dal 30% di acqua. Per quanto riguarda le battaglie navali, non c'è una buona gamma di decisioni tattiche da prendere; essenzialmente di dispongono le navi e si guarda cosa succede quando s'imbattono in una flotta nemica. Ad ogni modo, gli appassionati di Wargame che amano la reputazione che questa serie ha nel rappresentare dettagli storici reali, troveranno qualcosa di non riprodotto fedelmente in queste unità navali, a causa di un gameplay non conforme alla realtà. Ad esempio, è strano che un cacciatorpediniere, in grado di lanciare missili teleguidati a distanze di oltre 100 chilometri, si senta smarrito in una mappa di 50 chilometri quadrati.

Tuttavia, anche se alcune delle unità navali sono una delusione, in Red Dragon il numero possibile di unità impiegabili sale complessivamente di 1200, ossia 600 in più rispetto ai titoli precedenti. Le Nazioni in gioco sono: Repubblica Popolare Cinese, Repubblica Popolare Democratica di Corea, Australia, Nuova Zelanda e Giappone, e tutte hanno particolarità strategiche che l'utente imparerà ad utilizzare. Sul lato occidentale, questi nuovi eserciti sono costituiti da diverse unità d'elite di fanteria e di mezzi corazzati. In ogni caso, le unità del blocco comunista sono meno potenti di quelle dell'ovest. Poche di loro, infatti, possono competere con la fanteria, i veicoli, le armi e gli aerei dei loro omologhi occidentali; ad esempio, un ZTZ-85 cinese difficilmente sconfiggerà un M1 Abrams. Tuttavia le unità orientali, essendo più economiche, possono essere numericamente maggiori sul campo di battaglia. Durante uno scontro in una valle deserta, il mio avversario aveva schierato una dozzina di carri armati deboli, oltretutto inferiori numericamente, con un rapporto 2:1. Ciononostante i miei Navy Seals non riuscivano a capire esattamente quale fosse la loro tipologia, a distanza. L'incertezza mi ha fatto bloccare l'azione, per impostare una buona difesa. Solo dopo la partita, il mio avversario mi ha informato che erano dei T-34 quasi del tutto indifesi. Se combinato con il terreno irregolare, questo aspetto di "quantità contro qualità" rappresenta un dilemma che costringe i giocatori ad affrontare una serie di sfide molto più complessa rispetto al classico "sasso-carta-forbici" che si può avere in altri giochi RTS.

In aggiunta ad un appagante gameplay, Red Dragon appare solidamente realizzato, e contiene migliaia di piccoli dettagli che ricordano ai giocatori che stanno comandando unità storicamente reali. Oni arma, che si tratti di un missile, un mitra o altro, aggiunge realismo e contemporaneamente spessore al fumo della battaglia; il fatto che le unità della Corea del Nord urlano sempre, mette in allarme il giocatori quando sente qualcuno. I carri armati hanno diverse potenzialità difensive a seconda dei lati, il che aumenta l'importanza di posizionare bene le vostre unità. La fanteria, inoltre, trasporta armi che spesso necessitano di diversi tipi di munizionamento; alla fine si nota l'accuratezza che lo sviluppatore Eugene System ha impresso in questo gioco.

Red Dragon è un altro gioco RTS ambientato durante le guerra fredda, come si è detto, tuttavia si separa dai suoi predecessori per quanto riguarda le modalità di azione. Grazie a nuove unità di terra, Red Dragon offre ai giocatori sfide tattiche più complesse che aumentano l'intensità degli scontri. Inoltre Wargame: Red Dragon è coerente con i suoi predecessori in termini di unità incredibilmente dettagliate ed ottima grafica. Anche se la guerra navale è una delusione, si avverte il senso di "guerra asimmetrica" per quanto concerne l'aspetto terrestre delle operazioni. In sostanza si tratta di un ottimo gioco, ben realizzato, che dimostra come l'ambiente possa influenzare il gameplay di un RTS.

Fonte: themittani.com

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