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Homeworld: Deserts of Kharak - Recensione - Dallo spazio ai deserti la battaglia continua

Piattaforma: PC

Sviluppatore: Blackbird Interactive

Genere: Strategia in tempo reale

Data di uscita: 20 Gennaio 2016

Modalità: Single player, multiplayer

Supporto per il controller: No

Homeworld: Deserts of Kharak di Blackbird Interactive è passato attraverso un sacco di cambiamenti di nome. All'inizio si chiamava Hardware: Shipbreakers, poi Homeworld: Shipbreakers e, infine, è arrivato al titolo attuale grazie al tie-in con Gearbox che gestisce l'IP. La buona notizia, per i fan del franchise Homeworld, è che questo gioco ha pienamente abbracciato la serie tradizionale, portando i giocatori indietro nel tempo, prima che la saga sia ambientata nello spazio.

Ti trovi sul pianeta deserto di Kharak e puoi comandare un corpo di spedizione, alla ricerca di un potente manufatto antico. Un elemento così potente che potrebbe aiutare questo pianeta morente e la tua razza. Tuttavia c'è un ostacolo, rappresentato da una vile forza nemica chiamata Gaalsien, che cerca di fermare la spedizione. Non voglio addentrarmi troppo nella storia, perché il gioco si basa sulla narrazione, perché questo potrebbe rovinare tutto il divertimento.

Fin dall'inizio appare ovvio che si tratta di un gioco Homeworld. Tutto, dallo stile alle scene animate in sovrapposizione alla mappa, è una continuazione di quel progetto. Questo gioco è il classico Homeworld con una differente campagna di terra, ma che è familiare. In realtà, anche le prime due missioni si giocano in maniera molto simile ai giochi precedenti, fino al punto di essere un po' prevedibile. La grande nave madre ha bisogno di riparazioni, prima di partire per un viaggio in cui si è impreparati di fronte a quanto ci aspetta.

E' difficile contare il numero di funzionalità dell'interfaccia utente e di input che i giochi precedenti condividono con Deserts of Kharak. Le sovrapposizioni sulla mappa sono identiche (anche se questa volta non ci si deve preoccupare di quanto si trova sopra e sotto), i segnali audio lo gli stessi, ed i tasti di scelta rapida e le unità di manovra funzionano praticamente allo stesso modo. Chiunque abbia giocato ai titoli precedenti può anche iniziare senza seguire il tutorial. Nonostante il fatto che questo gioco sia simile ai precedenti, tuttavia, funziona in modo molto diverso. In Homeworld c'era il tempo per prendere delle decisioni in battaglia, ma Deserts of Kharak si gioca ad un ritmo molto più veloce. Stessi controlli, ma una sensazione molto diversa.

Homeworld: Deserts of Kharak mi ha ricordato giochi come Ground Control, dove il terreno influenza la vittoria o la sconfitta in battaglia, e dove prendere le alture dà alle truppe un netto vantaggio. Le dune ondulate di sabbia di Kharak, con alcuni affioramenti rocciosi, possono essere la chiave per avere il sopravvento e, per fortuna, la linea della visuale è indicata da linee rosse continue o tratteggiate. Ad essere onesti, però, l'azione può essere così veloce che si può semplicemente ammucchiare tutto quando si ha l'occasione di un vantaggio tattico. Non ci sono formazioni per le unità raggruppate, così metterle assieme è a volte l'opzione migliore.

C'è una buona quantità di unità, come il LAV che si può evolvere rapidamente e che agisce in maniera molto simile alle unità dei giochi precedenti, in quanto è veloce e maneggevole. Poi ci sono i veicoli cruiser di grandi dimensioni, che sono più lenti ma che assestano colpi più potenti. Senza dimenticare gli aerei, che sono assolutamente essenziali per vincere nelle missioni. Senza questi mezzi ed i bombardieri, la spedizione fra le sabbie sarebbe una perdita di tempo.

Le risorse devono essere raccolte sotto forma di UC e UR, una per la costruzione e l'altra per la ricerca. Qui è dove entra in gioco il termine "shipbreakers" (dai primi titoli provvisori). La mappa è punteggiata da antiche navi che devono essere distrutte con delle esplosioni, in modo da poter raccogliere le risorse dai detriti. Queste navi forniscono anche antichi manufatti che possono essere utilizzati per migliorare la vostra principale tecnologia del Carrier per la navi, per mezzo di aggiornamenti. Questi possono anche essere applicati ai veicoli che vengono prodotti all'interno del Carrier.

Il personaggio principale del gioco, Rachel S'Jet, è al comando di tutta la campagna, e deve essere tenuto in vita a tutti i costi per proteggere la sua Runner Base. Può distruggere le navi, raccogliere i reperti, riparare i veicoli, hackerare le unità nemiche e lanciare dei segnali EMP per disattivare le torrette di difesa o i veicoli. Se perdete Rachel il gioco è finito. Fortunatamente il suo veicolo è abbastanza robusto, e non è facile che venga uccisa. Non c'è dubbio che le prime missioni non siano delle sfide, perché nei giochi RTS la maggior parte delle prime missioni sono dei tutorial. In Kharak questo sembra andare avanti per troppo tempo, ed il gioco comincia a farsi interessante solo verso la fine della campagna.

Man mano che progredivo nella campagna ho provato ad usare tattiche diverse. Dopo circa dieci missioni (su tredici) avevo impiegato tutto ciò che ero in grado di usare. A quel punto ho utilizzato l'unità principale Kapisi Carrier come un'eccellente piattaforma per gli attacchi armati pesanti, concentrandomi sulla forza aerea per mezzo di caccia ed anche alcuni veicoli più leggeri. Ha funzionato bene, ma mi chiedo perché fossi così preoccupato di proteggere la Kapisi in alcune delle prime missioni. Con qualche manipolazione attenta degli scudi e delle armi, è molto utile in battaglia. Mentre il gioco procede, si possono assegnare più punti alla potenza di Kapisi, ma è necessario assicurarsi che il sistema non si surriscaldi.

Anche il trasporto di unità e risorse è simile a quanto avviene nei precedenti giochi Homeworld. Se in una missione non costruite dei collettori per le risorse si può essere in difficoltà, come ho scoperto a mie spese durante la nona missione. Questa si è conclusa bene, ma non appena ho iniziato la decima non avevo letteralmente più nulla con cui riparare le torrette e raccogliere le risorse per creare una forza di difesa. Estremamente stupido. Se si verifica questa situazione, i giocatori possono riavviare la missione e selezionare un loadout standard, che fornisce un carico di risorse e di valuta per la costruzione delle unità, nonché una selezione di veicoli. Fare questo sembra un po' barare. Tuttavia, anche se c'è questa opzione, ci si può prendere la briga di rifare la missione precedente.

Blackbird Interactive ha aggiunto un sacco di dettagli alle unità, ed in un certo senso si sentono un po' sprecati. Quando le cose si sono fatte difficili, ho finito per giocare a questo gioco dal punto di vista della mappa, soprattutto a causa del ritmo con cui le cose stavano accadendo sul campo di battaglia. Quando sono tornato alla schermata principale durante le missioni successive, è stato il caos; era difficile avere una comprensione di ciò che stava accadendo. Quando sono in corso delle piccole schermaglie un po' dappertutto, e che richiedono precisione, non è facile giocare utilizzando lo schermo di visualizzazione principale del gioco. Utilizzare la mappa per muoversi fra le unità ed impartire ordini si è rivelato molto più facile, ed in generale ha dato risultati migliori.

Il multiplayer è naturalmente incluso, sia con la modalità per il raccoglimento degli artefatti, sia con la modalità standard per far saltare in aria il nemico. Se avete bisogno di un po' di pratica, poi, c'è anche una modalità schermaglia contro l'IA. Deserts of Kharak offre cinque mappe per le schermaglie, e si può anche giocare come Gaalsien.

Questo è stato un gioco davvero difficile da recensire. Mi piace la musica di Paul Ruskay e l'audio del gioco offre dei ricordi di Homeworld, il sistema della mappa funziona brillantemente, le unità sono ben progettate, e Blackbird Interactive ha realizzato un paesaggio desertico che si sente ragionevolmente interessante. In superficie sembra tutto a posto. Il problema è che lo stile distintivo di Homeworld non funziona altrettanto bene quando si gioca su una superficie piana.

Deserts of Kharak è una degna aggiunta alla serie Homeworld, ma come RTS focalizzato sulle unità può sentirsi un po' piatto e prevedibile, fino a circa i tre quarti della strada attraverso le tredici missioni. Solo verso la fine del gioco le missioni diventano più stimolanti e interessanti. I fan di Homeworld che si dilettano con il visual design e con l'audio della serie, lo ameranno, e sono sicuro che Blackbird Interactive puntava su questo, ma come RTS non è particolarmente eccezionale.

Fonte: pcinvasion.com

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