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"In verità vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli." Matteo 18, 3             In Internet si può trovare un buon numero di siti web per "videogiocatori cristiani". Le forme e le modalità con cui appassionati di videogiochi non disdegnano di proclamare la loro fede sono molteplici; in questi siti, talvolta, sono presenti anche dei forum. Se qualcuno di voi, però, provasse a fare una ricerca, noterebbe che quasi tutti sono in lingua inglese. Per quanto riguarda il panorama videoludico italiano, infatti, ben pochi giocatori amano definirsi pubblicamente "Cristiani". Anzi, la maggior parte dei "profili" di un buon numero di appassionati di videogiochi, si compiace di tematiche appartenenti al "lato oscuro", con simboli, frasi, citazioni, modi d'esprimersi, etc. Questo è sotto gli occhi di tutti. Perché, dunque, un giocatore non può essere felice di dirsi "Cristiano"? Game Community tenterà di fare qualcosa in merito, nel suo piccolo. È infatti in preparazione il sito GC = Gesù Cristo, che sarà un social network per videogiocatori Cristiani. Gesù è il Signore! Lode e gloria a Te, Signore Gesù!



Giochi indie per PS4

Tutte le forme "artistiche", se vogliono dare da vivere a chi le pratica, prima o poi s'incontrano o scontrano con il "mondo reale". Arti grafiche, scultura, musica, narrativa, poesia e, perchè no, pure i videogiochi. Naturalmente questo è solo un paragone; difficilmente si possono considerare i videogame una forma d'arte. Ad ogni modo, anche in ambito videoludico, singoli sviluppatori o piccole squadre possono decidere, come avviene per chi scrive libri o poesie, di non appoggiarsi ad un "editore", e di produrre uno o più giochi in maniera "indipendente", da qui la definizione "indie".

In realtà, ovviamente, non può esistere l'indipendenza assoluta, perchè le meccaniche di gioco, per quanto innovative e fantasiose, in qualche modo rientrano in una certa tipologia di schema e game play. Tuttavia, effettivamente, nell'ultimo decennio si è assistito ad un proliferare di molti giochi, spesso veramente ben costruiti, altamente innovativi e, al contempo, anche piuttosto "semplici" dal punto di vista della grafica. Questi giochi vengono solitamente sviluppati per PC ma, ultimamente, anche per console. Paradossalmente, pare che le console "next-gen", in particolare la PS4, pur avendo un'impressionante dotazione hardware, abbiano iniziato ad "allargare le maglie" dei loro sviluppatori. Questo cosa significa? In pratica, per chi desidera proporre un gioco, possibilmente innovativo o comunque di stampo spiccatamente "indie", sarà più facile entrare in collaborazione con "colossi" come Sony, Microsoft ed anche Nintendo, che da sempre ha seguito una politica altamente selettiva per le proprie "lineup" videoludiche.

Naturalmente la piattaforma favorita per questo tipo di gioco è sempre il computer (PC Windows, Mac e Linux), ma pare proprio che fare il salto verso le console, sarà d'ora in poi più semplice, anche per chi non ha giganteschi background di "marketing" alle spalle. Sony, in particolare, nel 2007 lanciò i suoi primi titoli indie: Flow, Everyday Shooter, Pixeljunk Racers e Pixeljunk Monsters. Ora, a distanza di circa sette anni, Sony ha ufficialmente comunicato alcuni titoli "indie" che sbarcheranno sulla PS4. Si tratta di Assault Android Cactus (Witch Beam), Fez (Polytron Corporation), Final Horizon (Eiconic Games), Guns of Icarus Online (Muse Games), Hotline Miami 2: Wrong Number (Dennaton Games e Devolver Digital), N++ (Metanet), Rogue Legacy (Cellar Door Games), Samurai Gunn (Teknopants), Starbound (Chucklefish), Switch Galaxy Ultra (Atomicom), The Binding of Isaac: Rebirth (Nicalis), Velocity 2X (FuturLab), Volume (Mike Bithell), Wasteland Kings (Vlambeer). Sono anche in preparazione alcuni giochi che su PC hanno avuto grande successo: Outlast (survival-neuro-horror), Don't Starve (successore, in linea di principio, di Minecraft, gioco che da indie si è praticamente trasformato in "commerciale") e Rogue Legacy (gioco bidimensionale alla Ghouls 'n Ghosts, con tanto di cavaliere, spadina e principessa da salvare). In effetti, già nel 2010, sono stati sviluppati alcuni indie game anche su XBox 360: Le disavventure di P.B. Winterbottom, Greed Corp, Toy Soldiers, Zeno Clash, Darwinia+, Limbo, Super Meat Boy e Ilomilo.

 

 

Ad ogni modo occorre attendere ancora un po' per sapere se questo fenomeno manterrà la caratteristica "indipendente", che non necessariamente significa anche "bello". Un gioco "commerciale" può essere ben riuscito o meno, e questo vale anche per gli indie game; coltivare l'aspetto "underground" non è necessariamente una garanzia di un gioco ben riuscito. Più probabilmente si assisterà ad una specie di minestrone, forse buono, in cui ciascuno, per forza di cose, cerca di ritagliarsi una fetta di pubblico, ossia di giocatori. Alla fin fine, se un titolo è "OK", viene felicemente giocato; sta di fatto, però, che le simpatie vanno spesso ai "piccoli" che fanno "grandi cose" e pare che anche i big dell'intrattenimento elettronico lo abbiano capito, indipendentemente dalle piattaforme. Un esempio di questo è anche la sempre più frequente possibilità, da parte dei giocatori, di "eleggere" un determinato gioco "indie" o comunque in fase di sviluppo, a "videogame" degno di essere messo in vendita, proprio come avviene con parecchi titoli distribuiti da Steam. Tutto ciò, ad ogni modo, segue comunque le "regole del mercato", poi sta ai singoli ed ai gruppi riflettere sulle proprie intenzioni.

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