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"In verità vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli." Matteo 18, 3             In Internet si può trovare un buon numero di siti web per "videogiocatori cristiani". Le forme e le modalità con cui appassionati di videogiochi non disdegnano di proclamare la loro fede sono molteplici; in questi siti, talvolta, sono presenti anche dei forum. Se qualcuno di voi, però, provasse a fare una ricerca, noterebbe che quasi tutti sono in lingua inglese. Per quanto riguarda il panorama videoludico italiano, infatti, ben pochi giocatori amano definirsi pubblicamente "Cristiani". Anzi, la maggior parte dei "profili" di un buon numero di appassionati di videogiochi, si compiace di tematiche appartenenti al "lato oscuro", con simboli, frasi, citazioni, modi d'esprimersi, etc. Questo è sotto gli occhi di tutti. Perché, dunque, un giocatore non può essere felice di dirsi "Cristiano"? Game Community tenterà di fare qualcosa in merito, nel suo piccolo. È infatti in preparazione il sito GC = Gesù Cristo, che sarà un social network per videogiocatori Cristiani. Gesù è il Signore! Lode e gloria a Te, Signore Gesù!

Scourge: Outbreak - Recensione - Un gioco simile a Gears of War. Carino ma non del tutto entusiasmante.

Piattaforma: PC

Sviluppatore: Tragnarion Studios

Genere: Sparatutto in terza persona

Data di rilascio: 2 aprile 2014

Modalità: Single e multiplayer

Supporto per il controller: Sì

Un gioco piuttosto "tipico"

Come Gears of War

In conclusione

Un gioco piuttosto "tipico"

Cercare un nuovo gioco è un po' simile a pescare. A volte si cattura un gustoso salmone con grandi pinne e e spelendido da guardare. Altre volte si può prendere un piccolo pesce, ma bello, con tanti colori ed un qualcosa di eccentrico che ti spinge a metterlo su una parete. Poi ci sono i pesci marroni; un zoologo vi direbbe che sono tutte speci diverse, ma è difficile notare le differenze. Abbiamo così Gears of War, rivestito del suddetto colore, il grigio marrone di Call of Duty e la follia di cui si addobba Scourge: Outbreak.

Gli sparatutto in terza persona non sempre sono molto eccitanti. Nascondersi dietro la copertura di un carro armato, per piangere come un bambino, non va tanto bene. A volte i personaggi di questio giochi sembrano essere coperti dal collo ai piedi, da quello che è l'equivalente di una Land Rover, a parte le armi che devono rimanere esposte per ovvie ragioni. Scourge: Outbreak si spinge al punto di dare poteri magici, nonché di far nascondere i giocatori dietro pezzi di muratura caduti.

Tuttavia non bisogna scoraggiarsi, perchè è sempre possibile buttarsi alla cieca in combattimento, anche se si morirà nel giro di poco tempo, prima ancora di poter usare le vostre braccia muscolose. Ci si potrebbe chiedere la ragione di queste morti improvvise. Il motivo è che, dopo aver sparato troppo, si cade in ginocchio e si aspetta un rassicurante bagno di bolle da parte dei tuoi amici. Questo rende molto difficile morire del tutto, dal momento che in una squadra composta da esseri umani ci si aiuta costantemente a vicenda. Questa dedizione merita un riconoscimento.

Come Gears of War

Scourge: Outbreak si può riassumere in quattro parole: come Gears of War. Però bisogna pur aggiungere qualcos'altro; per questo si può affermare che questo titolo è uno sparatutto dal lucido quanto patinato aspetto, in cui si premono dei pulsanti per compiere varie azioni, fra cui sparare alla cieca, oppure mirare e crivellare di colpi i soldati nemici. La solita gamma di armi fa la sua apparizione: fucile d'assalto, pistola, fucile da cecchino e Minigun. L'unica novità è rappresentata dall'Ambrosia, che consente di utilizzare vari poteri magici, fra cui la creazione di un campo di forza e l'emissione di onde d'urto, ma tutti i personaggi della tua squadra hanno poteri simili, quindi non c'è una grande varietà nel gruppo. Tutto ciò è piuttosto diverso da quanto accade in Clive Barker's: Jericho, in cui ogni personaggio ha poteri ed armi proprie.

La storia è piuttosto tipica: un gruppo di "buoni" deve sconfiggere il male; essi sono tutti mercenari che hanno avuto qualche problema con il suddetto "male", avendo così ciascuno le proprie bravi ragioni per aver accettato questa missione. Il resto è immaginabile. Anche i personaggi che compongono la squadra sono piuttosto consueti: il duro capitano, il grosso ragazzo con armi pesanti, il pulcino fresco alla sua prima battaglia ed il figuro subdolo che parla raramente. Tutto ciò è molto simile ad un Borderlands senza personalità, ed è piuttosto deludente.

Ci sono comunque aspetti positivi, in questo gioco. Ad esempio, mentre si sta accovacciati dietro ad una copertura in quella che sembra una rivisitazione sci-fi della guerra di trincea, si ha molto tempo per guardarsi intorno ed apprezzare le texture davvero ben fatte, i graziosi effetti di luce e la ricchezza delle ambientazioni, come i laboratori. Ci sono pure il fogliame dove nascondersi, la bio-massa aliena e la distruzione, ovviamente. Ad ogni modo la trama non è ciò che conta in giochi di questo tipo, che prevede anche una modalità in multiplayer competitivo. Purtroppo, ci vogliono circa 10-15 minuti per trovare anche una sola persona in gioco. I serve paiono essere dei morti nell'acqua e, se si vuole giocare online, occorre mettersi d'accordo con degli amici per fare una bella partita.

In conclusione

In definitiva, Scourge: Outbreak non è particolarmente speciale; si sente come un qualsiasi altro sparatutto in terza persona con coperture. Comunque, se vi piace il genere, costa circa sei euro, anche se è un po' come prendere dei mattoni da un cantiere, per poi accovacciarsi per sei ore dietro una pila fatta con i medesimi.

Fonte: criticalindiegamer.com

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