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"In verità vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli." Matteo 18, 3             In Internet si può trovare un buon numero di siti web per "videogiocatori cristiani". Le forme e le modalità con cui appassionati di videogiochi non disdegnano di proclamare la loro fede sono molteplici; in questi siti, talvolta, sono presenti anche dei forum. Se qualcuno di voi, però, provasse a fare una ricerca, noterebbe che quasi tutti sono in lingua inglese. Per quanto riguarda il panorama videoludico italiano, infatti, ben pochi giocatori amano definirsi pubblicamente "Cristiani". Anzi, la maggior parte dei "profili" di un buon numero di appassionati di videogiochi, si compiace di tematiche appartenenti al "lato oscuro", con simboli, frasi, citazioni, modi d'esprimersi, etc. Questo è sotto gli occhi di tutti. Perché, dunque, un giocatore non può essere felice di dirsi "Cristiano"? Game Community tenterà di fare qualcosa in merito, nel suo piccolo. È infatti in preparazione il sito GC = Gesù Cristo, che sarà un social network per videogiocatori Cristiani. Gesù è il Signore! Lode e gloria a Te, Signore Gesù!

EPOCH - Recensione - Un giochino divertente ma senza tante pretese

Piattaforma: PC

Sviluppatore: Uppercut Games Pty Ltd

Genere: Sparatutto in terza persona basato sulle coperture

Data di uscita: 5 Giugno 2014

Modalità: Single player

Supporto per il controller: Sì

L'aspetto più importante di EPOCH, gioco per PC sviluppato da Uppercut Games, è il gameplay, almeno ai fini di un'analisi obiettiva, senza contare che la trama è molto semplice. Partiamo dunque dal gameplay. EPOCH è uno sparatutto in terza persona basato sulle coperture. Ogni livello, almeno per quanto riguarda la campagna principale, è costituito da più fasi, in cui si devono affrontare e, possibilmente, eliminare ondate di robot impazziti, gli Omegatronik.

EPOCH può essere giocato sia con tastiera e mouse, sia con il controller per PC compatibile con la console XBox 360. Non appena lanciate in esecuzione il gioco per la prima volta, venite subito messi in battaglia, in una fase di gioco che è praticamente un tutorial. In questo gioco non si tratta di andare avanti o indietro per i vari livelli, ma ogni fase è "statica", ossia con delle coperture, ovviamente fisse, che dovete utilizzare spostandovi lateralmente, sia rotolando sia per mezzo di turbo-salti. I controlli sono essenziali e piuttosto limitati: in pratica dovete muovere un puntatore sullo schermo, portandolo sui nemici, per poi fare fuoco e, nel contempo, destreggiarvi fra una copertura e l'altra per subire il minor numero possibile di danni. Quando sparate, se siete accovacciati dietro una copertura, vi alzate in piedi rimanendo vulnerabili, ma se la vostra mira è precisa i vostri nemici saranno piuttosto nei guai. Man mano che progredite nel gioco, il vostro arsenale si amplia, ma a suon di crediti, che acquistate facendo fuori una moltitudine di robot fuori controllo che, guarda caso, si sono rivoltati contro gli esseri umani e che voi (pure un robot, ma "buono") dovete affrontare.

Gli aggeggi che potete acquistare sono di varia natura, raggruppati in categorie: scudi, fucili, bombe a mano e razzi. Si va da una sorta di "semplice" mitragliatore a canne rotanti, fino a mostruosi congegni che costano carissimi. Una mancanza che si fa sentire, in Epoch, è quella del menu "opzioni", che di solito è presente nei videogiochi, soprattutto per PC. La risoluzione (comunque piuttosto buona) è fissa, così come lo sono i comandi. Il gameplay, dopo un po', risulta piuttosto divertente, anche se ripetitivo e un po' claustrofobico, non per il fatto che le ambientazioni lo siano di per sé, ma perché ci si sente "limitati" per il fatto di poter contare solo sulle coperture come punti di riferimento. In questo sparatutto, infatti, non potete andarvene in giro liberamente, ma solo in determinati punti delle varie fasi che compongono i livelli. In ogni fase ci sono più ondate di nemici, sempre più pericolosi quanto fastidiosi (ma allora non sarebbero dei "nemici", per l'appunto).

Potete comprare vari tipi di arma; tuttavia, per quanto riguarda quella principale, ossia il "fucile", ne potete equipaggiare solo una alla volta, e dovete sceglierlo prima d'iniziare il livello. Non sarebbe stato difficile, per lo sviluppatore, poter consentire l'utilizzo di almeno due armi alla volta, con la possibilità di scegliere durante il gioco, ma che volete farci... bisogna sapersi accontentare. Fra un livello e l'altro, oltre alla compra-vendita di cosucce varie, potete leggere delle informazioni che voi, facenti pure parte dell'intelligence di questo mondo in cui ad un bel po' di robot gli umani sono diventati antipatici, raccogliete puntualmente nel corso delle missioni. Si tratta di qualcosa di simile a delle e-mail, che vanno dall'amico che augura ad un altro amico "buon compleanno", ai messaggi che il Presidente dà alla Nazione, riguardanti la suddetta minaccia rappresentata dagli Omegatronik. Questi robot "deviati" sono di varia natura. Si va da quelli che potremmo definire "soldati semplici", che vi sparano addosso e basta, ma che potete facilmente eludere grazie alle coperture, fino a quelli più pericolosi, che vi lanciano bombe (con tanto di suono e luci lampeggianti per avvisarvi) o che utilizzano laser ed altre armi in grado di perforare le coperture. In questo caso conviene utilizzare il turbo-salto per evitare la minaccia, anche perché rotolare semplicemente fra i muretti o altre cose, in questo caso, non vi servirebbe a nulla. Alcuni sostengono che EPOCH sia un gioco sottovalutato, ed in parte è probabilmente così.

Si tratta del tipico videogioco da giocare in spensieratezza, senza tanti fronzoli o attacchi di panico. Il ritmo, ovviamente, diventa più serrato man mano che si va avanti, ma dopo un po' ci si abitua. Tutto ciò, inoltre, è un buon allenamento per i riflessi, come accade nella maggioranza degli sparatutto, soprattutto in quelli di stampo spiccatamente "arcade" come questo. Ogni livello termina con una breve cut-scene che non si può saltare, ma velocizzare (ciliegina sulla torta), così come le sequenze introduttive. Questo gioco ha certamente del potenziale, e la realizzazione, nel complesso, è buona. Tuttavia, abituati come siamo ad una certa libertà di movimento nei giochi, soprattutto in tempi di "open-world" o quasi, si avverte come un qualcosa che "va un po' stretto", ma è proprio questo il fulcro del gioco, un gameplay semplice basato soprattutto sui riflessi e sulla precisione della mira. C'è anche la modalità di gioco "Arena", che è sbloccabile dopo aver completato i primi livelli della campagna.

All'inizio sembra un po' di essere al "luna park", in quei posti dove dovete sparare addosso a delle sagome in movimento, ma quando si va avanti nei livelli, le cose cambiano un po', dal momento che dovete affrontare nemici che saltano in posizioni che sono più basse o più alte rispetto alla vostra, con un minimo di intelligenza artificiale, non tanta però. Le vostre armi "speciali", ossia i suddetti razzi e bombe a mano, sono disponibili in quantità infinita, con la limitazione che dovete aspettare un certo tempo prima di poterle utilizzare nuovamente, così come altre abilità, fra cui quella di "rallentare il tempo" per pochi secondi. Durante questi attimi voi lavorate alla solita velocità, mentre i nemici paiono rallentare, quindi avete pochi secondi preziosi a disposizione, che vi possono essere d'aiuto, ad esempio, per prendere bene la mira o lanciare raffiche di munizioni contro i vostri avversari. Nel complesso è un gioco che si può consigliare, ma non aspettatevi molto, solo un po' di sano divertimento fra l'antico e il moderno.

Autore: Enzo

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