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"In verità vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli." Matteo 18, 3             In Internet si può trovare un buon numero di siti web per "videogiocatori cristiani". Le forme e le modalità con cui appassionati di videogiochi non disdegnano di proclamare la loro fede sono molteplici; in questi siti, talvolta, sono presenti anche dei forum. Se qualcuno di voi, però, provasse a fare una ricerca, noterebbe che quasi tutti sono in lingua inglese. Per quanto riguarda il panorama videoludico italiano, infatti, ben pochi giocatori amano definirsi pubblicamente "Cristiani". Anzi, la maggior parte dei "profili" di un buon numero di appassionati di videogiochi, si compiace di tematiche appartenenti al "lato oscuro", con simboli, frasi, citazioni, modi d'esprimersi, etc. Questo è sotto gli occhi di tutti. Perché, dunque, un giocatore non può essere felice di dirsi "Cristiano"? Game Community tenterà di fare qualcosa in merito, nel suo piccolo. È infatti in preparazione il sito GC = Gesù Cristo, che sarà un social network per videogiocatori Cristiani. Gesù è il Signore! Lode e gloria a Te, Signore Gesù!



F.E.A.R. - Recensione - Un FPS invecchiato bene

Piattaforma: PC

Sviluppatore: Monolith Productions

Genere: FPS a Tema Paranormale

Data di uscita: 18 Ottobre 2005

Modalità: Singleplayer + Multiplayer (non più praticabile a causa della chiusura di Gamespy)

Supporto per il controller: No

F.E.A.R. (anche scritto FEAR o Fear), è il primo capitolo del nuovo, coraggioso,  azzardato, ed innovativo brand della Monolith Productions, già conosciuta per aver sviluppato Blood e Alien Versus Predator 2, tra i più importanti. Con FEAR, uscito verso la fine del 2005, crearono un’altra saga importante che conquistò una buona fetta di fan.

Purtroppo, siccome ha una certa età, il gioco risente di qualche bug dovuto ad incompatibilità varie, il feeling del mouse è un po’ grezzo (in alcuni casi persino ‘’laggoso’’), spesso i vostri movimenti saranno un po’ scattosi, e le ragdoll dei nemici sono talvolta legnose, ma molto più frequentemente ben fatte e soddisfacenti per quanto riguarda il fattore ‘’spettacolarità’’. Il problema tecnico più grave, però, è quello riguardante dispositivi (mouse e/o tastiera) Logitech, come nel mio caso. Il gioco crollerà da 60 a 30 FPS da un momento all’altro a causa delle funzioni speciali del mouse o tastiera che sia che sono attivate, anche nel caso non le stiate usando. Disattivando questo così detto HID (Human Interface Device) il problema cesserà, e vi posso assicurare che non perderete alcuna funzione, nella maggior parte dei casi. A me, semplicemente, ha smesso di funzionare il Display della tastiera e basta, ma nel caso voi non abbiate una G15 o correlati non succederà nemmeno quello. Oltre a ciò, il multiplayer non è più praticabile a causa Gamespy, proprio come il soggetto della mia ultima recensione: Painkiller. Tuttavia, non è così grave, vista l’imminente uscita di F.E.A.R. Online, titolo Free to Play, focalizzato sul multiplayer e sulla cooperativa, veramente promettente, tra poco su Steam.

Tornando al gioco in sé, è uno Sparatutto in Prima Persona, ricco di elementi old-school, ma che vuole indirizzarsi verso uno stampo più realistico, pur rimanendo frenetico. La grafica era sbalorditiva, per i tempi, fattore che contribuì a classificare questo gioco come un horror da una buona fetta di giocatori, probabilmente facendosi ingannare dal tema paranormale e dal comparto tecnico mai visto prima che permise al gioco di occupare 7 GB nell’Hard Disk e di venir sfruttato come benchmark da molti dei PC da Gaming dell’epoca.

Ripeto che il tema è quello del paranormale, quindi qualche balzo lo farete qualche volta, la trama è molto complessa, l’atmosfera è buona, e spesso è tutto molto buio. Tuttavia, anche se il gioco non è un horror a tutti gli effetti, l’atmosfera è ben riuscita, si è sempre tesi, ma più che altro a causa delle allucinazioni del protagonista e (soprattutto) per l’intelligentissima IA che muove i nemici del gioco. Infatti, essi faranno gioco di squadra, comunicheranno tra loro, noteranno le luci, le cose che cambiano nell’ambiente al loro passaggio, ed i rumori. Ho giocato il gioco a difficile, e in alcuni casi mi sono trovato in difficoltà a dover fronteggiare gruppi di ben equipaggiati ed addestrati militari antagonisti.

La trama è semplice ma complessa al contempo: la F.E.A.R. (First Encounter Assault Recon) è un’unita speciale segreta, creata dal Governo Americano, che ha il compito di proteggere la sicurezza nazionale da minacce di tipo paranormale. In questo caso, avrà il compito di catturare un criminale, Paxton Fettel,  avvistato cibarsi di un cadavere ucciso, qualche istante prima, da un gruppo appartenente a un battaglione di cloni di soldati umani, dotati di riflessi impeccabili e controllati da Fettel in persona, o almeno questa è l’ipotesi del Governo.

La struttura di gioco e dei livelli, al contempo, è semplice anch’essa. Il gameplay è quello tipico di ogni FPS Vecchio Stile che si rispetti, caratterizzato da intensi scontri a fuoco ed un ritmo serrato. Quello che differenzia FEAR dagli altri sparatutto, è la linearità dei livelli, l’assenza di segreti da trovare, sostituiti da stanze più o meno nascoste, con medikit, armi e munizioni (in modo analogo a Max Payne), il realismo, ed i nemici. Il realismo gioca la sua parte per quanto riguarda la scarsa precisione delle armi da lontano, i movimenti, e la possibilità di portare con sé solo 3 armi alla volta.  I nemici, invece, come già menzionato sono molto più intelligenti ed efficienti del normale, ed appunto per questo saranno anche ridotti a 6-7 alla volta, e quasi sempre in aree chiuse e ristrette, come le stanze di un grattacielo, o le aperte ma ricche di coperture aree di un magazzino, o ancora dei veri e proprio corridoi bui. Oltre a questo, il gameplay è caratterizzato dal bullet time, e dalla sua alta spettacolarità dovuta alla distruttibilità dell’ambiente sommata a tutto ciò descritto in precedenza, che rende il tutto veramente sopraffino e hollywoodiano (molto alla John Woo, in realtà). I rimandi a Max Payne, tuttavia, non sono solo questi, ma anche il grande numero di chicche sparse per le mappe, le telefonate ed i messaggi audio da ascoltare, le radio, e tante altre cose che vi faranno tornare in mente lo sbirro assetato di vendetta. Ad ogni modo, anche FEAR si crea una personalità propria, proprio dovuta all’atmosfera, e alla varietà di situazioni e del gameplay, che non sembrerà esser presente durante la prima ora di gioco, ma che ben presto si manifesterà prepotentemente, lasciando a bocca aperta l’ignaro giocatore. Alcuni rimandi, si possono fare ad Half-Life, che anch’esso riusciva a mantenere il tutto molto coinvolgente e variegato, nonostante la natura e le origini del suo genere.

Inoltre, il gioco è mosso dal motore Havok, garanzia di una fisica appagante e realistica ormai da anni, il che non fa che aumentare la componente coreografica ed imprevedibile degli scontri a fuoco del titolo.

L’audio è anch’esso ottimo, o almeno io l’ho trovato così. Ho letto e sentito che molti la pensano diversamente, probabilmente in merito al doppiaggio italiano ed al rumore di alcune armi, e ora motivo perché lo trovo valido. Innanzitutto, il doppiaggio non è ottimo ma non è nemmeno così inascoltabile… il più grande problema è che in italiano si sono limitati a doppiarlo e basta, e non hanno aggiunto filtri audio dove andavano inseriti, come nella versione inglese (per esempio radio, e walkie-talkie). Per quanto riguarda il resto del comparto audio, invece, secondo è ben fatto perché il sonoro non troppo piacevole di alcune armi è soltanto indice di un maggiore realismo, piccolo dettaglio che manca anche in titolo simulativi, a favore di suoni più piacevoli ma meno realistici. Parlando delle musiche sono anch’esse ben fatte, ed è inutile dire che la maggior parte della soundtrack è composta da pezzi di tensione, per poi passare anche, però, a pezzi orchestrali, quando vi sono fasi di pura azione.

Tornando a discutere di gameplay, un discorso a parte va fatto per il combattimento corpo a corpo, ben curato e spettacolare anch’esso. Avrete la possibilità di prendere a pugni, usare il calcio delle armi, fare scivolate, e calci volanti. Per quanto possa essere inutile alle difficoltà più elevate, è un’aggiunta piacevole, che si rivela comunque usufruibile quando si esaurisce il caricatore.

Insomma, in breve, F.E.A.R. è un capolavoro indiscusso degli FPS, dotato di una trama intricata e imprevedibile. Tutto è molto curato nel dettaglio, gameplay e gunplay sono fenomenali. Ai tempi, comunque, c’era bisogno di inventiva per sfondare con un gioco, e FEAR ci è riuscito, mescolando un po’ di Max Payne, un po’ di Half-Life, e mettendo buona parte del creato di testa propria, fondendo nuova scuola e vecchia scuola in unica cosa, per puntare ad una resa del combattimento realistica ma immediata e spettacolare (realistica il giusto, quindi). Per quanto riguarda la durata, esplorando e crepando qualche volta ci ho impiegato circa 10 ore, il che è più che sufficiente.

Assolutamente un must-play per tutti gli amanti degli Sparatutto in Prima Persona. A questo punto gli unici difetti che mi sento di segnalare sono alcuni bug e incompatibilità dovute all’età del gioco, ma che tutta via non rovineranno l’esperienza.

Voto: 9.3

Autore: Francesco

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