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"In verità vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli." Matteo 18, 3             In Internet si può trovare un buon numero di siti web per "videogiocatori cristiani". Le forme e le modalità con cui appassionati di videogiochi non disdegnano di proclamare la loro fede sono molteplici; in questi siti, talvolta, sono presenti anche dei forum. Se qualcuno di voi, però, provasse a fare una ricerca, noterebbe che quasi tutti sono in lingua inglese. Per quanto riguarda il panorama videoludico italiano, infatti, ben pochi giocatori amano definirsi pubblicamente "Cristiani". Anzi, la maggior parte dei "profili" di un buon numero di appassionati di videogiochi, si compiace di tematiche appartenenti al "lato oscuro", con simboli, frasi, citazioni, modi d'esprimersi, etc. Questo è sotto gli occhi di tutti. Perché, dunque, un giocatore non può essere felice di dirsi "Cristiano"? Game Community tenterà di fare qualcosa in merito, nel suo piccolo. È infatti in preparazione il sito GC = Gesù Cristo, che sarà un social network per videogiocatori Cristiani. Gesù è il Signore! Lode e gloria a Te, Signore Gesù!



1001 Spikes - Recensione - Un tuffo nell'era 8 bit che richiede pazienza ed abilità

Piattaforme: PS4, PS Vita, Xbox One, 3DS, Wii U e PC

Sviluppatore: Nicalis Inc.

Genere: Platform

Data di uscita: 3 giugno 2014

Modalità: Single player, multiplayer e co-op.

Supporto per il controller: Sì.

Un tuffo nel passato

Semplici obiettivi ma difficoltà elevata

L'importanza di perseverare

Un tuffo nel passato

Che sia del tutto vero oppure no, i giochi classici dell'era NES (Nintendo Entertainment System) sono spesso ricordati come più difficili rispetto ad un attuale gioco medio. 1001 Spikes fa di tutto per ricreare questo senso di sfida intensa, in una tipica atmosfera e grafica di un gioco dell'epoca delle macchine a 8 bit. Tuttavia questo titolo non è solo per coloro che hanno nostalgia dei tempi passati, dal momento che sono necessarie pazienza e perseveranza, ed il desiderio per il dolce gusto ci conquista che viene da ogni vittoria.

Per la maggior parte dell'avventura, 1001 Spikes si gioca con tutta la semplicità di un platform NES, con tanto di azioni, attacchi e salti. Per saltare, tuttavia, si possono usare due differenti pulsanti: uno per il salto in alto ed uno per quello in basso. Saltare in basso significa andare più lontani in lunghezza e tornare a terra più velocemente, mentre il salto in alto consente di raggiungere aree più elevate e schivare più ostacoli. Entrambi i tipi di salto sono d'importanza essenziale in diversi settori, e padroneggiare queste abilità è molto importante in 1001 Spikes, in modo da eseguire il salto nel posto giusto in un preciso momento; inoltre, se si ha l'abitudine di eseguire un solo tipo di salto, prima o poi si sbaglierà.

Semplici obiettivi ma difficoltà elevata

L'obiettivo di questo titolo multipiattaforma è molto semplice: raccogliere una chiave e raggiungere l'uscita del livello e, se vi riesce, raccogliere pure un teschio d'oro da collezione. Anche se di tanto in tanto alcuni nemici affrontano il giocatore, il tuo avversario più difficile da superare è sempre l'ambiente stesso, non per niente "spikes", in inglese, significa "picchi" o "punte", che sono sparsi un po' ovunque: sui pavimenti, sulle pareti e sui soffitti, anche quando non te lo aspetti. Ci sono blocchi che cadono, frecce e trappole mortali, e le piattaforme a volte si muovono e confondono il giocatore. I livelli sono i tuoi nemici, e ti ridono in faccia. Anche se le varie zone di questo titolo sono antagoniste, rappresentano anche una sorta di fiera. Ogni mostro ha un proprio stile, ogni trappola obbedisce a regole rigorose, ed ogni movimento deve essere preciso. Quando si muore, la scritta "la fortuna non era dalla mia parte" non spiega molto, dal momento che in questo gioco non vi è alcun elemento di casualità. Potresti essere andato in avanti un pixel di troppo, ma in fin dei conti è colpa tua, e non del gioco. Questo non significa che non vi siano elementi a prova di errore, dal momento che certe zone vanno affrontate più e più volte, prima che s'impari a superarle.

In questo gioco ci sono anche dei blocchi che sbriciolano altre piattaforme, senza un particolare preavviso. Anche se spesso si hanno tempi di reazione brevissimi, a volte è necessario colpire un po' a casaccio per sbloccare i segreti di un livello. Non solo sono necessari un tempismo perfetto e prontezza di riflessi, ma occorre anche la volontà di combattere fino a superare tutto ciò che ti propone una determinata area. Certamente morire non è sempre divertente, anche perchè è frustrante dover ripetere molte volte una particolare zona. D'altra parte ogni livello è breve, a volte superabile in circa un minuto, se siete abbastanza bravi, ma battere la testa contro un muro può essere stancante. Fortunatamente c'è un'opzione per saltare i livelli, se si desidera semplicemente andare avanti, però senza completare tutti i livelli non è possibile terminare il gioco o sbloccare una serie di sfide ancora più impegnative che si possono affrontare dopo aver completato il tutto.

L'importanza di perseverare

Come si è detto, conta molto la perseveranza, anche se ha volte si può avere il desiderio di buttare il controller per la frustrazione. Dopo esser morto più di cinquanta volte in un certo livello, ho finalmente trovato la chiave e raggiunto la porta. Tuttavia, proprio mentre la porta si apriva, una serie di picchi è spuntata dal pavimento e mi ha ucciso. Tutto ciò è stato frustrante, anche perchè non solo ho dovuto affrontare nuovamente ciò che mi aveva eliminato, ma ho dovuto ricominciare da capo. Con ogni morte, però, s'impara. Mentre all'inizio ero in grado di sopravvivere solo per un tempo molto breve, ben presto ho iniziato ad affronare con più sicurezza le varie trappole. Anche gli ostacoli più impegnativi, alla fine non solo sono diventati superabili, ma quasi di routine. Sono morto ancora molte volte, ma stavo compiendo notevoli miglioramenti. L'esperienza è stata brutale e spietata, ma in fin dei conti dovevo solo imparare. Quando si riesce finalmente a superare un livello, l'euforia che si prova è un qualcosa che non si prova spesso con i videogiochi.

Ci sono anche ambienti piuttosto piacevoli, ma ancora pericolosi. La modalità principale, ossia quella "storia", vi prenderà molte ore di gioco, ma in 1001 Spikes ci sono anche modi alternativi per divertirsi. Vi è una buona quantità di personaggi sbloccabili, fra cui parecchi provenienti da altri giochi, come Bit. Trip Runner e Cave Story, ciascuno con caratteristiche ed abilità particolari. Essi anche anche le loro proprie storie, anche se alcune sono più coinvolgenti di altre. Questi personaggi possono essere utilizzati anche in un paio di modalità alternative che, pur avendo la stessa meccanica del gioco principale, si differenziano un po' per quanto riguarda il gameplay. Nella modalità Nanner, per esempio, devi scalare una torre in una serie di livelli a scorrimento essenzialmente verticale, ma qui puoi ricominciare da dove sei morto, fino all'esaurimento delle vite. Su console e PC, queste modalità sbloccabili possono essere giocate anche in maniera cooperativa, il che può essere frenetico e divertente, ma non si perde troppo se si gioca solo in single player, soprattutto sui sistemi portatili.

Uno dei pochi settori in cui 1001 Spikes è carente è quello di poter confrontare le tue prestazioni con quelle di altri giocatori. Questo gioco comunque valuta i tuoi tempi migliori, e c'è anche la possibiltà di utilizzare un orologio "Speedrun", se lo si desidera, ma non ci sono classifiche online con cui confrontare i punteggi con amici e sconosciuti. Questa è un mancanza, poichè la la miseria autoimposta ama la compagnia, e questo titolo fa di tutto per essere apprezzato per i problemi che ti può causare.

Fonte: gamespot.com

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