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"In verità vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli." Matteo 18, 3             In Internet si può trovare un buon numero di siti web per "videogiocatori cristiani". Le forme e le modalità con cui appassionati di videogiochi non disdegnano di proclamare la loro fede sono molteplici; in questi siti, talvolta, sono presenti anche dei forum. Se qualcuno di voi, però, provasse a fare una ricerca, noterebbe che quasi tutti sono in lingua inglese. Per quanto riguarda il panorama videoludico italiano, infatti, ben pochi giocatori amano definirsi pubblicamente "Cristiani". Anzi, la maggior parte dei "profili" di un buon numero di appassionati di videogiochi, si compiace di tematiche appartenenti al "lato oscuro", con simboli, frasi, citazioni, modi d'esprimersi, etc. Questo è sotto gli occhi di tutti. Perché, dunque, un giocatore non può essere felice di dirsi "Cristiano"? Game Community tenterà di fare qualcosa in merito, nel suo piccolo. È infatti in preparazione il sito GC = Gesù Cristo, che sarà un social network per videogiocatori Cristiani. Gesù è il Signore! Lode e gloria a Te, Signore Gesù!

Microsoft e Nintendo. Quale politica dei contenuti è la migliore?

Microsoft ha definito norme e regolamenti in materia dei contenuti, utilizzati dai proprietari della Xbox One per lo streaming e la registrazione. Se si catturano dei video di giochi per mezzo della Xbox 360 o della Xbox One, è permesso monetizzare questi filmati per mezzo di YouTube e Twitch. Quest'ultimo cambiamento di politica da parte di Microsoft sembra essere opposta a quella di Nintendo, che ha deciso gli raccogliere gli introiti pubblicitari, piuttosto che lasciare le persone o le aziende, che hanno creato i video, raccolgano i frutti. Quale politica è la migliore, e più vantaggiosa per le imprese così come per i giocatori?

La riforma della politica di Microsoft è dovuta ad errori del passato. Nell'ottobre del 2014, Microsoft ebbe una controversia con i produttori di contenuti per YouTube, tanto che la società finì per inviare avvisi di rimozione di video, che violavano qualcosa, al gruppo Digital Millenium Copyright Act (DMCA). I video sono stati rimossi perchè qualcuno aveva postato delle chiavi rubate di prodotti, nei commenti correlati a tali video. Tuttavia venne lanciata una campagna contro questi procedimenti, con l'hashtag #Microstopped, che ebbe un successo tale da far esprimere, da parte di Microsoft, delle scuse ufficiali. Sembra che i video siano stati presi in considerazione da società anti-pirateria di Microsoft, al momento della richiesta di rimozione alla DMCA. Microsoft ha deciso di fare un passo indietro e di rivedere la sua politica in materia di giochi e di piattaforme con contenuti correlati.

Il risultato è che i fornitori di contenuti e gli aspettatori hanno un'influenza diretta, attraverso le reti sociali come Twitter, per ciò che fanno visionare, come anche il fatto che Microsoft ha rivisto la sua politica in materia di contenuti relativi ai giochi. Il risultato è anche che i produttori di contenuti sono in grado di avere più libertà per quanto riguarda le loro produzioni. Questa "libertà" si traduce, in pratica, nel poter ricevere degli introiti pubblicitari per i video caricati su Twitch e YouTube. Tuttavia questo non è il caso degli YouTuber che utilizzano dei dispositivi Nintendo, come il Wii U e il DS. Da quando Nintendo è diventata partner di YouTube nel 2014, l'azienda rivendica i contenuti correlati ai suoi prodotti, ricevendo così le entrate pubblicitarie dei produttori di contenuti.

Se la mossa di Nintendo è perfettamente legale, ha però lasciato l'amaro in bocca ai produttori di contenuti, i quali sono ora lasciati senza reddito per i loro video. Questo dovrebbe portare gli YouTuber, che utilizzano i loro video come fonte di guadagno, ad allontanarsi dai dispositivi Nintendo, in quanto non riceveranno più alcun introito per i "loro" contenuti. Detto questo, Nintendo potrà raccogliere qualche soldo in più, dalla pubblicità su YouTube, ma sembra che vedrà un calo per quanto riguarda il possibile allontanamento dai suoi giochi.

Dando uno sguardo alle due politiche, di pensa che a breve termine il vincitore sia Nintendo. L'azienda riceverà il pagamento diretto di tutte le entrate pubblicitarie dei contenuti visionabili su YouTube. Detto questo, potrebbe però lentamente ma inesorabilmente vedere i suoi introiti diminuire, dal momento che i produttori di contenuti per YouTube, che conoscono la politica di Nintendo, potrebbero disabilitare la pubblicità sui loro video che sono legati a quest'azienda. Ciò significa non solo che Nintendo potrebbe perdere parte del reddito potenziale, ma che sul lungo periodo i video postati potrebbero divenire meno rilevanti.

Microsoft, d'altro canto, non riceverà reddito da parte dei produttori di contenuti, ma consentendo agli YouTuber di generare reddito, hanno da parte loro un maggior incoraggiamento a pubblicare i contenuti relativi alle piattaforme Xbox. Questo si traduce in maggiore pubblicità gratuita per i prodotti riguardanti l'Xbox. Sul lungo periodo potrebbe risultare vincente Microsoft, e non sarei sorpreso se Nintendo decidesse di rivedere la sua politica in un prossimo futuro.

Fonte: mweb.co.za

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