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The Elder Scrolls Online - Recensione - Un MMORPG tecnicamente ben realizzato ma dal bizzarro gameplay

Piattaforme: PC e Mac

Sviluppatore: Bethesda Softworks

Genere: Multigiocatore di massa

Data di uscita: 4 aprile 2014

Modalità di gioco: Multiplayer online

Supporto per il controller: Sì

Ogni nuova versione della serie Elder Scrolls, all'inizio dell'avventura, ha un cambiamento di ambientazione, e fa trovare il giocatore in un posto dove non era mai stato prima. In Morrowind fa impressione come avete lasciato Seyda Neen per ritrovarsi in una situazione in cui dovete scegliere fra due strade, sapendo che a seconda di quale direzione sceglierete, dovrete affrontare un viaggio completamente diverso in questo nuovo mondo. In Oblivion ci si è trovati in questa situazione quando siete scappati dalle rive del lago Rumare, con le colline che si ergono dinanzi a voi lungo la strada per Bruma. In Skyrim siete giunti sulla vetta di una montagna con una valle da un lato, un'altra dall'altro, Falkreath, ed un drago che vi sovrasta in aria.

Ho passato 30 ore a giocare a The Elder Scrolls Online e sto ancora aspettando uno di questi momenti decisivi. Sto aspettando il momento in cui questo "massive multiplayer online" arrivi ad un punto in cui si possa trovare qualcosa di diverso dal solito. Non si tratta semplicemente del fatto che The Elder Scrolls Online sia un Elder Scrolls a sé stante, ma come mai non avviene qualcosa del genere? Questo titolo per PC costa parecchio e quei momenti decisivi non mostravano solo un buon utilizzo della tecnologia, ma erano una promessa. Ci vuole un senso di avventura, degno di farvi impiegare il vostro tempo.

All'inizio dell'avventura il tuo personaggio fugge da un carcere del regno Daedrico di Coldharbour. Da questo punto il gioco incomincia a potenziare il vostro personaggio, che in un centinaio di ore dovrebbe arrivare al livello massimo di 50, con il gioco competitivo che viene attivato dal livello 10 e con missioni speciali e piani di avanzamento che arrivano più o meno ogni 5 livelli. The Elder Scrolls Online offre un'esperienza simile agli ultimi MMO fantasy di questi anni. I giocatori più felici di questo titolo saranno quelli in cerca di un nuovo livello di difficoltà da superare; questo va bene in linea di principio, ma nella pratica non altrettanto.

Il tuo personaggio appartiene ad una delle tre fazioni che popolano queste terre: il Daggerfall Covenant, che si estende da High Rock nel nord-ovest fino alla metà settentrionale di Hammerfell; Ebonheart, che si estende dalla terraferma di Morrowind alla parte orientale di Skyrim; Aldmeri Dominion, che comprende la parte orientale dlle isole Summerset, Valenwood ed Elsweyr. Cyrodiil, la fissazione di Oblivion, si trova nel mezzo.

La zona geografica coperta dal gioco è ampia, ma non permette un confronto diretto con gli altri giochi della serie. Paesaggi ed edifici che si ripetono rendono il gioco sostanzialmente più piccolo di quanto sembri sulla mappa. Il problema è aggravato dal fatto che ogni fazione offre una sola zona per i giocatori di una determinata gamma di livelli; in pratica preparatevi a vedere spesso le stesse cose. Il mio viaggio con un personaggio Daggerfall Covenant, per passare dal livello 1 al 20, è durato 26 ore, tempo quasi interamente trascorso fra zone verdi, grigi cliffside e cottage marroni. Luoghi come Landmark Elder Scrolls e le città di Daggerfall e Wayrest sono molto simili. Gli appassionati di questa serie possono aver sognato di visitare questi luoghi in una versione di questo gioco con grafica potenziata, ma dubito che queste fantasticherie possano trovare un sufficiente riscontro.

Le attività da svolgere sono riassumibili in familiari categorie: uccidere, iniziare missioni ed utilizzare oggetti vari. UN paio di missioni hanno un discretto approccio sociale e di risoluzione di enigmi, e sono forse le migliori, soprattutto quando permettono di utilizzare le competenze di base acquisite in questo gioco per alterare il corso degli eventi. Ad ogni modo, la maggior parte del tempo vi vedrà impegnati ad andare in giro e combattere. A questo proposito, il sistema di combattimento è una sorta di ibrido fra la classica rotazione di sistema dei MMO fantasy, in cui il giocatore utilizza a ciclo una particolare serie di competenze e poteri magici, e l'attacco basato sulle abilità, che è più simile a quanto avviene nei giochi Elder Scrolls in single player. Il primo metodo è preponderante nella stragrande maggioranza delle battaglie. In generale, durante gli scontri, il gioco perdona di buon grado gli errori del vostro personaggio, come il fatto di non usare le sue abilità al momento giusto. Questo avviene anche nelle situazioni "stealth", anche se il combattimento aperto è più veloce, facile e gratificante.

Il sistema di combattimento migliora con l'aumentare del livello di difficoltà. Ho dotato il mio personaggio di una spada da combattente di prima linea, e quando ci si trova nei sotterranei esso si comporta come un carro armato. Oltre ai soliti meccanismi di battaglia, è utile cliccare sul pulsante "provocazione", in questo modo si fa capire all'avversario che sei tu quello che va aggredito. Mantendendo alti i miei bonus difensivi devo anche fare attenzione agli attacchi speciali che sono in grado di parare o agli incantesimi che posso respingere, bloccandoli al momento giusto. Vedere arrivare un duro colpo, per poi reagire e pararlo con lo scudo, sentendo un forte "thunk", è una bella sensazione. Non è qualcosa di innovativo, ma è un punto a favore del gioco. Questo è un caso specifico per quanto riguarda il combattimento corpo a corpo. Il tiro con l'arco, invece, soffre per la mancanza d'impatto e la pericolosità, e l'uso delle magie fa sembrare The Elder Scrolls Online piuttosto simile agli altri MMO.

Comunque risulta una buona cosa che il gioco permetta di personalizzare il vostro approccio, mediante il sistema di abilità, fin dall'inizio dell'avventura. Si seleziona una particolare abilità e si utilizzano punti per incrementare una serie di discipline, la maggior parte delle quali è a disposizione per ogni giocatore. Tuttavia la scelta della classe del vostro personaggio, in fase di creazione, offre tre set di abilità che non avrà nessun altro, ma al di là di questo siete liberi di miscelare tipologie diverse di armature, armi e discipline artigianali. Inoltre è possibile aggiungere nuovi "alberi" delle abilità unendo organizzazioni come i Combattenti e le corporazioni di maghi, ognuna delle quali ha le proprie linee di sviluppo.

Una delle maggiori debolezze di cui soffre questo gioco, per quanto riguarda il multiplayer online, è che spesso diventa eccessivamente competitivo quando un gran numero di giocatori è coinvolto nella medesima attività. Mentre ero nella zona di High Rock ero diretto ad un monastero che era sotto attacco da parte di banditi. Mi hanno dato due missioni: spegnere sei incendi e curare quattro monaci feriti. Il punteggio che viene dato per il completamento di questi obiettivi è solo per il giocatore che li raggiunge, il che significa che potete trovarvi in competizione indiretta con ogni altro giocatore nella zona. Il monastero era in fiamme ma, incredibilmente, non c'erano abbastanza incendi per tutti. Aspetti non ben progettati come questo sono comuni, ed anche quando il vostro obiettivo è abilmente preparato, occorre essere consapevoli del fatto che ci sono altri giocatori che intendono raggiungerlo.

La narrazione non è necessariamente un aspetto importante per un MMO, tuttavia le scritte superficiali che si trovano in The Elder Scrolls Online, unitamente ad una voce deplorevole, vanno a discapito dell'atmosfera del gioco. Una manciata di attori riproduce la maggior parte dei personaggi che si possono incotrare, e sono abbastanza sicuro che ogni datore di missione in Daggerfall Covenant è la stessa persona, che indossa un cappello diverso ed ha pure un'altra barba. La narrazione è migliore per quanto riguarda la trama principale, ed offre un po' di personalità ad Alfred Molina Jagar Tharn e a Jennifer Hale Lyris Titanborn. Per questi motivi non si riesce pienamente a giustificare l'ingente somma di denaro impiegata dallo sviluppatore Bethesda.

In sostanza questo gioco è facilmente definibile: si devono compiere delle mssioni ad opera di personaggi senza vita, accodandosi a decine di altri giocatori. Ci sono tesori da scoprire e strane grotte da esplorare, ma che cose che vedrete e le ricompense che otterrete non corrispondono pienamente allo sforzo. Il sistema di esplrazione è ben congegnato ed ampio, ma l'abbondanza di materiali e la mancanza di un formale sistema di scambio significano che non c'è una vera e propria economia gestita dal computer, il che risulta spesso noioso. Per tutti questi motivi, The Elder Scrolls Online è un po' strano. Questo titolo, ad ogni modo, è compiuto, coerente e sfrutta la capacità del motore di rendering per poter gestire molti giocatori contemporaneamente senza rallentamenti.

Le tre fazioni che si trovano in questo gioco combattono per controllare una rete di fortificazioni, campi di risorse e castelli in Cyrodiil. Questo sistema assomiglia a Guild War 2, il che non sorprende, dato che entrambi i giochi hanno in Dark Age of Camelot un antenato comune. Partecipando alle battaglie si guadagna denaro che può essere impiegato per costruire macchine d'assedio e per le riparazioni dei castelli: anche un esercito disorganizzato partecipa ad un'economia cooperativa che promuove un forte senso di spirito collettivo.

Sono tuttavia pensieroso per quanto riguarda la struttura complessiva di questo titolo. Con tre fazioni in lotta per un'unica mappa, anche se di grandi dimensioni, le offensive da parte di un partito unico spesso stentano a superare la resistenza opportunistica che coinvolge due fazioni in lotta contro un nemico comune. Questo genera una sorta di guerra continua per i punti strategici del gioco. The Elder Scrolls Online è un MMORPG moderatamente ben realizzato, con un paio di buone idee; inoltre le risorse investite nella sua realizzazione sembrano sufficienti per prevedere l'implementazione di nuovi dungeon, missioni giornaliere ed armature da raccogliere, almeno per i prossimi due mesi. Se siete stanchi del vostro solito gioco fantasy e state cercando qualcos'altro, questo gioco per un po' potrebbe soddisfarvi. Per tutti gli altri, però, lo consiglio con cautela. In effetti non è pensabile di pagare un canone mensile per visitare posti dove siete già stati molte volte.

Fonte: pcgamer.com

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