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"In verità vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli." Matteo 18, 3             In Internet si può trovare un buon numero di siti web per "videogiocatori cristiani". Le forme e le modalità con cui appassionati di videogiochi non disdegnano di proclamare la loro fede sono molteplici; in questi siti, talvolta, sono presenti anche dei forum. Se qualcuno di voi, però, provasse a fare una ricerca, noterebbe che quasi tutti sono in lingua inglese. Per quanto riguarda il panorama videoludico italiano, infatti, ben pochi giocatori amano definirsi pubblicamente "Cristiani". Anzi, la maggior parte dei "profili" di un buon numero di appassionati di videogiochi, si compiace di tematiche appartenenti al "lato oscuro", con simboli, frasi, citazioni, modi d'esprimersi, etc. Questo è sotto gli occhi di tutti. Perché, dunque, un giocatore non può essere felice di dirsi "Cristiano"? Game Community tenterà di fare qualcosa in merito, nel suo piccolo. È infatti in preparazione il sito GC = Gesù Cristo, che sarà un social network per videogiocatori Cristiani. Gesù è il Signore! Lode e gloria a Te, Signore Gesù!



Life Goes On - Recensione - Un puzzle-platform basato sul sacrificio

Piattaforma: PC

Sviluppatore: Infinite Monkeys Entertainment Ltd.

Genere: Indie

Data di uscita: 17 aprile 2014

Modalità: Single player

Supporto per il controller: Sì

Un gioco basato sul sacrificio

Narrazione, durata e grafica.

In conclusione

Un gioco basato sul sacrificio

I giochi platform in 2D basati sui puzzle stanno vivendo un po' una rinascita, anche se tardiva. Essi offrono ai giocatori degli enigmi che mettono alla prova le loro menti e la loro capacità di manovrare i personaggi in maniera abile, attraverso i livelli. Come accade nella maggior parte dei platform, anche in Life Goes On la morte diventa una conseguenza. In questo titolo, in modo particolare, l'idea antiquata della marte che incombe sulla tua testa, è resa una parte integrante del gioco. Proprio come avviene nel franchise Dark Souls, la fine della vita del tuo personaggio è utilizzata come una forma di apprendimento che ti incoraggia a vincere. Tutto ciò, in Life Goes On, viene utilizzato come un trampolino di lancio, spesso in maniera letterale.

Ogni livello inizia con il giocatore alla guida di un cavaliere, attraverso ambientazioni in cui è possibile spostarsi a destra, a sinistra e saltare. L'obiettivo di ogni breve livello, ricco di puzzle, è quello di trovare un calice d'oro. Per arrivare a questo è necessario risolvere gli enigmi ed evitare un gran numero di pericoli, fra cui fiamme, picchi, superfici elettrificate ed altre cose che ti uccidono all'istante. Quando si muore si riparte come un nuovo cavaliere dall'ultimo checkpoint raggiunto.

Si impara rapidamente che il sacrificio è una necessaria quanto utile meccanica del gioco. Potrai sempre utilizzare i corpi dei tuoi cavalieri precedenti per progredire attraverso i livelli. Si possono infatti attraversare superfici irte di punte usano i suddetti come piattaforme, oppure utilizzare questi cadaveri per attivare dei cannoni, oppure congelarli in forma di blocchi di ghiaccio quadrati, che possono essere spinti per gli ambienti ed utilizzati come piattaforme o per attivare dei marchingegni con il loro peso.

Non c'è limite al numero di cavalieri che si possono utilizzare al fine di completare un livello. Limitare il numero di volte in cui si può morire potrebbe rappresentare una frustrazione. La sfida di questo gioco deriva principalmente dal numero di livelli, che sono più di 50. Essi sono si sentono mai come punitivi o fastidiosi; sono invece di stimolo per via della varietà che offrono, come ad esempio nuovi congegni. Un esempio è rappresentato dalle travi di gravità che compaiono più avanti nel gioco, e che aiutano a risolvere i vari puzzle. Life Goes On fa un buon lavoro nell'introdurre nuove meccaniche di gioco, senza però stravolgere il tutto o renderlo più complicato. Affrontando qualche enigma ci si potrebbe bloccare per un po', ma la maggior parte di essi offre una sfida equa senza mai diventare un ostacolo al divertimento od essere ripetitiva.

Narrazione, durata e grafica.

In questo gioco la narrazione è inestistente, e nulla è stabilito o spiegato. Sullo schermo non appaiono quasi mai delle scritte, oltre al nome del cavaliere con cui si sta giocando. Anche se un racconto sarebbe stato interessante, non so come avrebbero potuto crearne uno, per via dell'insolito gameplay di questo titolo; non c'è neppure modo di creare dei livelli personalizzati, il che avrebbe potuto contribuire a rendere il gioco più avvincente.

Ho impiegato circa due ore per completare Life Goes On, il che può sembrare breve, ma nel complesso va bene. Ad ogni livello sono associate delle sfide supplementari, che includono il completamento di livelli in una certa quantità di tempo, oppure con un limitato numero di cavalieri da impiegare. In ogni livello è inoltre presente una creatura nascosta che, se avvicinata, ti uccide. Queste sfide creano una rigiocabilità ragionevole per tutti gli appassionati di Achievement.

Visivamente il gioco sembra buono, per la maggior parte; nulla si fonde con lo sfondo, gli oggetti sono modellati bene e la scarsa illuminazione rende misteriose le ambientazioni. Anche se in questo gioco sono previste tre tipologie di ambientazioni, ossia i monti, le grotte ed il castello, il tutto ha comunque un design comune. I livelli in stile castello, per esempio, hanno delle zone in cui si devono attraversare delle caverne sotterranee, con lo sfondo di soli muri in pietra. La maggior parte dei livelli non ha molta personalità od altri fattori peculiari, il che è il più grande problema di Life Goes On.

In conclusione

Nonostante alcuni aspetti un po' simili ai giocattoli, questo gioco è un po' troppo serio, nonostante il suo concetto, e avrebbe potuto rischiare un po' di più per la giocosità. Si utilizzano dei cavalieri per raggiungere un calice d'oro, eppure non c'è una reale motivazione per fare questo, e ciò rappresenta un'occasione perduta. Nonostante una buona grafica, in generale si avverte una certa mancanza di personalità, il che non rende facile scegliere questo titolo in mezzo a molti altri. Si gioca sentendo che manca qualcosa, che si tratti di uno stile più distinto o un racconto stravagante. Life Goes On avrebbe potuto trarre beneficio da entrambi gli aspetti. Se siete alla ricerca di una solida quanto rilassante esperienza puzzle-platform in 2D, ve lo consiglio. Questo titolo potrebbe non essere il più impegnativo o intricato del genere, ma è comunque divertente. La sua meccanica è semplice, i puzzle sono piuttosto singolari, ben progettati e garantiscono un gioco divertente.

Fonte: indiegamereviewer.com

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