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"In verità vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli." Matteo 18, 3             In Internet si può trovare un buon numero di siti web per "videogiocatori cristiani". Le forme e le modalità con cui appassionati di videogiochi non disdegnano di proclamare la loro fede sono molteplici; in questi siti, talvolta, sono presenti anche dei forum. Se qualcuno di voi, però, provasse a fare una ricerca, noterebbe che quasi tutti sono in lingua inglese. Per quanto riguarda il panorama videoludico italiano, infatti, ben pochi giocatori amano definirsi pubblicamente "Cristiani". Anzi, la maggior parte dei "profili" di un buon numero di appassionati di videogiochi, si compiace di tematiche appartenenti al "lato oscuro", con simboli, frasi, citazioni, modi d'esprimersi, etc. Questo è sotto gli occhi di tutti. Perché, dunque, un giocatore non può essere felice di dirsi "Cristiano"? Game Community tenterà di fare qualcosa in merito, nel suo piccolo. È infatti in preparazione il sito GC = Gesù Cristo, che sarà un social network per videogiocatori Cristiani. Gesù è il Signore! Lode e gloria a Te, Signore Gesù!



Strider - Recensione - Il benvenuto ritorno di una vecchia gloria della Capcom

Piattaforme: PC, PS3, PS4, Xbox 360 e Xbox One

Sviluppatore: Double Helix Games

Genere: Hack and slash

Data di uscita: 19 febbraio 2014

Modalità di gioco: Single e Multiplayer

Supporto per il controller: Sì

Il personaggo di Strider Hiryu, nell'universo Capcom, sembra essere un po' simile a Boba Fett, con il suo tipico sguardo e la popolarità fra gli appassionati, ma non ha mai avuto la possibilità di esprimenre pienamente il suo grande potenziale. Il remake della serie Strider, portata a termine nel 2014 ad opera di Double Helix, in rapporto al coin-op del 1989, offre in più una caratteristica esplorativa in stile Metroid. Anche se la grafica potrebbe sembrare un po' sbilanciata verso il passato, dal momento che si tratta di un vero e proprio classico, lo mette comunque sufficientemente in luce al fine di presentare una certa spavalderia nell'ambiente Strider per la prima volta da decenni.

Appena si scende con un deltaplano in una città del Khazakistan, appare a prima vista come lo sviluppatore Double Helix ponga l'attenzione sulla sfolgorante spada di Strider, in moto perpetuo, unitamente alle sue acrobazie. Questo gioco ha un ottimo controllo, in particolare per quanto riguarda le scivolate, compresa la manovrabilità felina che il nostro eroe mette in mostra su pareti, soffitti e scale, senza contare la velocità di taglio della spada, che ti fa premere con entusiasmo il pulsante di attacco. I grugniti dei nemici e dei droni, che si lasciano dietro come una scia di sangue e scintille, non hanno mai mancato di soddisfarmi durante la mia partita di sei ore.

Questa volta Strider ha nuovi trucchi a sua disposizione. Strider ha infatti tre abilità speciali: la possibilità di scatenare una pantera robotica per attaccare i nemici a terra, un piccolo droide per proteggervi momentaneamente mentre attivate gli interruttori, ed un fascio di energia a forma di aquila piuttosto potente, tanto da poter essere usata con vantaggio per far diminuire la barra della salute della maggior parte dei boss. La spada di Strider presenta inoltre dei potenziamenti sbloccabili e commutabili, come ad esempio la capacità di respingere i proiettili nemici come se fosse una mazza da baseball oppure quella di portare danni incendiari.

Hiryu, il più giovane agente classificato di tipo "Super A", facente parte di un corpo di elite conosciuto come Strider, ritorna in questa nuova versione, ricca di azione, del classico franchise di Capcom. La possibilità di cambiare tipo di spada durante il gioco è spesso molto importante per superare diversi tipi di nemici e per aprire delle porte protette da codici a colori, ma c'è un paio di altre applicazioni utili, ad esempio usare la lama congelante per trasformare i nemici volanti in piattaforme galleggianti su cui saltare sopra. Con un simpatico accorgimento grafico, il tipo di spada selezionato è indicato dal colore mutevole della spada di Strider, che è una sorta di raggio laser.

Un punto debole di questo gioco, tuttavia, consiste nelle incoerenti oscillazioni di difficoltà fra un boss e l'altro, oltre ad un generale rimaneggiamento dei vari nemici ed altri elementi grafici. Se si sceglie il livello di difficoltà "normale", questo gioco non riesce comunque ad offrire un sufficiente equilibrio; in un dato momento sei pigramente in giro per le strade, ottenendo facili vittorie contro, ad esempio, uno degli assassini apparentemente più pericolosi come Grandmaster Meio. In un'altra occasione, invece, ti ritrovi buttato a terra come un piolo per una tenda dal gigantesco Mecha Pon, una sorta di gorilla robotico, con la vostra barra della salute ridotta quasi a zero dopo pochi colpi.

Il fatto che in questo gioco la barra della salute non sia autorigenerante, è talvolta causa di frustrazione. Per la maggior parte del gioco questa scelta di gameplay vecchia scuola non rappresenta un problema, dal momento che in ogni livello si possono trovare ricariche per la salute in abbondanza e stazioni apposite, ma spesso vi potete trovare nella necessità di percorrere in fretta un tratto dell'avventura per motivi di sopravvivenza. In pratica fino a quando una porta si chiude dietro di voi, mentre davanti si apre una tipica arena di battaglia con un boss, ed in questo caso il gioco diventa avaro di elementi per il ripristino della vostra salute.

Questo problema mi ha colpito particolarmente quando per la prima volta sono stato ucciso dal citato Mecha Pon, dal momento che il riavvio al checkpoint mi ha costretto a tornare sui miei passi in una stanza piena di raggi laser quasi inevitabili, che hanno fatto diminuire la suddetta barra della salute prima ancora di affrontare nuovamente il boss. Ciò che seguì fu un doloroso ciclo di morti improvvise, e questo è un caso che si ripete a volte in Strider. La sovrapposizione fra la relativa facilità dell'esperienza principale di gioco con i combattimenti contro i boss, spesso pare brutalmente spietata quanto stridente. In altri punti del gioco, inoltre, Double Helix si è reso colpevole di copiare e incollare intere parti di livelli, in modo da dare l'illusione di larghezza per ogni ambiente, il tutto ignorando completamente la neve siberiana e la giungla amazzonica del gioco originale, a favore di un'ambientazione neo-sovietica. Queste ambientazioni assenti avrebbero aggiunto una certa varietà, e di conseguenza ogni area ha un qualcosa di anonimo.

Ciononostante, c'è una serie di sezioni che brillano davvero, come ad esempio le zone a gravità zero nella struttura di ricerca, che capovolgono l'azione sulla tua testa, senza contare l'assalto alle stelle sulla corazzata aerea Balrog ed una serie di cancelli in giro per la città che funzionano come flipper omicidi. Una volta avevo finito la campagna e sono tornato indietro per prendere tutti gli oggetti collezionabili, ed ho molto apprezato anche le gare Beacon Run perchè Strider può muoversi a grande velocità in un percorso ad ostacoli, e questo è un vero piacere, in particolare dopo che hai sbloccato tutti i power-up.

In sostanza questa rivisitazione dell'originale Strider rappresenta un punto a favore per Double Helix, con la gioia che si provanei controllare i movimenti che hanno fatto di Strider Hiryu un grande personaggio. Manca una varietà nelle ambientazioni ed un senso di equità, quando bisogna combattere contro alcuni boss, ma per essere una serie rivitalizzata mostra un grande potenziale.

Fonte: ign.com

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