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Toren - Recensione - Ambientazione e trama interessanti, ma gameplay un po' ripetitivo.

Piattaforma: PC

Sviluppatore: Swordtales

Genere: Avventura, indie

Data di uscita: 11 Maggio 2015

Modalità: Single player

Supporto per il controller: Sì

Toren, sviluppato da Swordtales, è una piccola avventura che richiede pazienza, in cambio di enigmi. Apparentemente, questo titolo sembra avere delle cose in comune con le classiche avventure giapponesi. Si gioca come una ragazza, armata di spada, mentre sale una torre. Occasionalmente s'incontrano delle bestie birichine che devono essere eliminate, in un modo o nell'altro, ma l'arma della protagonista è in gran parte usata solo per figura.

La maggior parte del vostro tempo vi troverete a scalare una torre in stile platform, ed a risolvere dei puzzle. Il gioco, complessivamente, ha un breve periodo di esecuzione: circa 100 minuti per il mio primo playthrough.

Si può trascorrere probabilmente più tempo a considerare le parabole tortuose di Toren, che giocarlo effettimvamente. La trama viene esposta a singhiozzo, da un narratore fortemente metaforico e da pezzi di pseudo-mitologia, che vengono sbloccati quando si completano i puzzle secondari. Alla fine ho avuto quello che io chiamo un buon senso di ciò che la storia voleva trasmettere, se non una completa comprensione del suo inizio, metà e fine.

All'inizio, la ragazza protagonista è in abiti guerrieri, di fronte a un drago che respira in ombra nella parte superiore della cittadella. Le cose non vanno bene, e vi ritrovate alla base di una torre, nei panni di una bambina. La nostra eroina matura man mano che sale, e s'impara di più circa l'origine di Toren e la natura della sua scalatrice. Il linguaggio figurato suggerire che è tutta una metafora per l'ascesa verso la femminilità ed altre cose. Non voglio entrare troppo nei dettagli, però, perché arriviate voi alla comprensione. Nel complesso, il gioco mi ha occupato 100 minuti, e giocando più sessioni si può avere una comprensione più approfondita di come la storia si sviluppa.

Alcuni dei puzzle del gioco sono in genere ripetitivi. Una delle azioni più interessanti in Toren, per esempio, trasforma il vostro personaggio in pietra, per pochi secondi, quando esce da una copertura. Potrai ricominciare abbastanza in fretta, ma la statua del tuo ex-personaggio rimane come un punto di copertura, da utilizzare sul vostro percorso attraverso la passerella pietrificante. Si tratta di un piccolo tocco intelligente, in un gioco dalle meccaniche piuttosto scontate. Il problema è che ci sono pochi di questi colpi di scena intelligenti, in tutta la partita. La natura ricorsiva di Toren vi mostrerà una ripetizione delle meccaniche, durante il breve runtime del gioco. E' sorprendente la quantità di tempo di esecuzione di Toren che si sente come lavoro di routine. Potrai tracciare ripetutamente dei glifi con il gesso, spingere delle statue su rotaie, incontrando bracieri luminosi fino alla cima della torre.

Quel che è peggio, è che niente di tutto ciò si sente particolarmente lucidato. Il movimento della protagonista è sciolto e lento. Saltare fra le piattaforme si sente come un cadere attraverso della crema pasticcera e, durante le poche volte che fate realmente oscillare una spada, è difficile dire se si sta entrando realmente in contatto con l'avversario. Niente di tutto ciò è aiutato dal fatto che, almeno nella versione pre-release, il gioco sembra poco ottimizzato. Toren ha funzionato ben al di sotto dei 30 fotogrammi al secondo, nella build per PC a cui ho giocato, nonostante la mancanza di svolazzi grafici che potrebbero essere particolarmente pesanti per l'hardware.

Questi problemi, in realtà, non interferiscono con il gameplay, che non richiede molto in termini di riflessi o reazioni. In Toren bisogna esplorare gli ambienti e le finzioni in essi contenute, piuttosto che andare in battaglia momento per momento. Anche i puzzle sono ripetitivi, in quanto non utilizzano particolarmente le vostre capacità di problem solving. Questo dovrebbe dare il tempo per apprezzare l'aspetto del gioco. Toren può non essere una meraviglia tecnica, ma l'architettura della torre è abbastanza piacevole da guardare, nella tradizione di altri giochi sudamericani come Clash Zeno e Papo & Yo. Toren emana un'atmosfera fantasy più occidentale, simile a quella medievale di altri titoli, con draghi, spade ed una grande guglia in cui ospitarli. Questi cenni al fantasy comune rendono il gioco meno distinto, anche se potrebbe esserlo, ma la storia surreale e le immagini sono sufficienti per far sentire utile l'esplorazione.

Una volta che terminerete l'esplorazione, i puzzle ripetitivi ed i problemi riguardanti i controlli, sicuramente, non vi faranno ricominciare a giocare. Ma quegli ambienti eterei, il finale alternativo ed il desiderio di catturare battiti di storia più densi, invece, potrebbero farvi tornare a Toren. Ho le mie idee su cosa Toren ha cercato di dirmi. Sono incerto se sia giusto arrivare a queste conclusioni dopo averci giocato per poco tempo. Se si decide di dare una possibilità a questo piccolo e strano gioco, basta capire quale sia il prezzo che si dovrà pagare per questa incertezza.

Cosa va bene: il look unico del gioco, che mantiene la vostra mente fuori dai suoi difetti. Il racconto metaforico che può essere divertente. Un paio di puzzle costruiti sulla ripetizione in modi sorprendenti e divertenti.

Cosa non va bene: un basso frame-rate e dei controlli imprecisi, che rendono gli spostamenti un lavoro di routine. I puzzle sono un po' troppo ripetitivi. Il gameplay è un po' troppo facile per giustificare un secondo playthrough, come invece il gioco incoraggia a fare. Toren cerca di affrontare alcuni concetti interessanti come il genere e l'infanzia. Non è chiaro se ci riesca bene, dal momento che la storia è così oscura alla fine.

Se siete curiosi di conoscere la trama, e non avete paura delle questioni tecniche, probabilmente vale la pena spendere 10 $ per Toren, giocandoci per 90 minuti.

Fonte: arstechnica.com

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