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"In verità vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli." Matteo 18, 3             In Internet si può trovare un buon numero di siti web per "videogiocatori cristiani". Le forme e le modalità con cui appassionati di videogiochi non disdegnano di proclamare la loro fede sono molteplici; in questi siti, talvolta, sono presenti anche dei forum. Se qualcuno di voi, però, provasse a fare una ricerca, noterebbe che quasi tutti sono in lingua inglese. Per quanto riguarda il panorama videoludico italiano, infatti, ben pochi giocatori amano definirsi pubblicamente "Cristiani". Anzi, la maggior parte dei "profili" di un buon numero di appassionati di videogiochi, si compiace di tematiche appartenenti al "lato oscuro", con simboli, frasi, citazioni, modi d'esprimersi, etc. Questo è sotto gli occhi di tutti. Perché, dunque, un giocatore non può essere felice di dirsi "Cristiano"? Game Community tenterà di fare qualcosa in merito, nel suo piccolo. È infatti in preparazione il sito GC = Gesù Cristo, che sarà un social network per videogiocatori Cristiani. Gesù è il Signore! Lode e gloria a Te, Signore Gesù!



The Evil Within - Recensione - Un’Opera D’Arte

Piattaforma: PC

Sviluppatore: Tango Gameworks

Genere: Survival Horror/Action/Stealth

Data di uscita: 14 Ottobre 2014

Modalità: Singleplayer

Supporto per il controller: Sì

The Evil Within è il ‘’mio Dark Souls’’.

Non sto scherzando. C’è gente che venera Dark Souls come se fosse un’opera d’arte, oppure come se fosse il gioco per eccellenza, o magari entrambe le cose.
Non voglio dire che The Evil Within è IL gioco, però ci è molto vicino… e sono più che certo che sia Arte.

Sebastian Castellanos è un detective mandato ad indagare su una strage in un ospedale psichiatrico. Sul posto, incontrerà un unico sopravvissuto. Il suo partner, quindi, si prende cura del fortunato uomo rimasto, mentre una presenza misteriosa rapisce Sebastian e lo porta in un mondo surreale ed angosciante.

Vorrei precisare che The Evil Within non è un gioco che fa paura. Ma vorrei anche dire che non è un videogioco dei Teletubbies. Insomma.. è un titolo molto ma MOLTO splatter, e mette una grande angoscia, grazie alla sua atmosfera inquietante e ben riuscita.

Come gameplay riprende molte meccaniche dal suo ‘’Zio’’ Resident Evil, non a caso il ‘’regista’’ è lo stesso.

Durante i primi capitoli il gioco avrà una natura fortemente survival, che vi costringerà a fare delle scelte, e vi farà sudare ogni singola uccisione. Munizioni contate, poca vita, e tantissimi nemici.

Con il tempo, però, questa formula si perderà un po’, a favore di una componente action più marcata.
Essa scomparirà nuovamente tra la metà del gioco e la fine di esso, per poi rifavorire di nuovo un azione intensa e molto cinematografica.

Per quanto riguarda la trama è VERAMENTE molto complicata. Inoltre, vi sono presenti molti documenti e diari che approfondiranno ulteriormente l’universo di gioco, grazie a side-story e lore ben definite ed avvincenti.

Il sistema di controllo, tra l’altro, è sorprendentemente funzionale e comodo anche con Mouse e Tastiera, a parte un piccolo problemino per quanto riguarda la mira del fucile da cecchino ed il mouse leggermente scattoso nei menu.

Tuttavia, purtroppo, non sono solo questi i problemi tecnici del gioco, infatti vi saranno molti problemi con le ombre, e tante altre piccole cose leggermente fastidiose, ma a cui si farà rapidamente l’abitudine e diventeranno completamente passabili dopo nemmeno 2 ore di gioco.

Ah! E a proposito di ore di gioco: tra morti, tantissima esplorazione ed altro, questa perla videoludica mi è durata 21 ore. Decisamente, non è poco, in particolare per la media odierna, che pare si stia risollevando negli ultimi anni. Ad ogni modo, il gameplay invoglierà parecchio il giocatore all’esplorazione, grazie a collezionabili ed altre cosette alquanto utili che vi potranno salvare la pellaccia in numerose occasioni. Infatti il gioco è una bastonata nelle gengive per chi non è pratico al genere, la difficoltà è così elevata in certi punti da avvicinarsi alla sottile linea che c’è tra l’iper-difficile e la frustrazione. Come se non bastasse, ci saranno, appunto, situazioni così tese da farvi perdere il senno. Ad esempio, anche se dovrete svolgere un azione assolutamente semplice e basilare, vi risulterà impossibile a causa del crescendo di tensione causato da un nemico o da un numero fuori dal normale di trappole (visto che le analogie con Dark Souls non sono poche?). Quello che vi voglio dire è che sono presenti delle meccaniche trial and error non da sottovalutare, che vi richiederanno numerosi tentativi prima di superare alcune sezioni di gioco.

Ad ogni modo, il design e la direzione artistica del titolo sono curati minuziosamente nei minimi dettagli, e molte volte resterete a bocca aperta. I personaggi, poi, sono molto carismatici, anch’essi molto curati nei minimi particolari e nelle loro storie.

Approfondendo sul comparto tecnico, il gioco utilizza l’id Tech 5, che come sempre presenta una grafica mozzafiato, ma anche un’ottimizzazione non al top. Tuttavia, non essendo un FPS, rimane più che giocabile con tutto ad Ultra, almeno per quanto riguarda la mia esperienza. Vi starete chiedendo se c’è del Pop-In delle Texture, ebbene sì: compare anche in questo gioco. A questo punto penso sia proprio una ‘’feature’’ del motore grafico, anche se questo è il prodotto in cui, probabilmente, è meno marcato di tutti gli altri. Si nota soprattutto nelle cutscene (visti i continui cambi istantanei di inquadratura), ma nelle fasi in-game è totalmente marginale. Poi, comunque sia… le bande nere non sono poi quel gran problema: ancora prima di finire il primo capitolo vi siete già abituati.

Le animazioni sono molto fluide e realistiche, il comparto audio è perfetto, l’arsenale a disposizione è buono e più che soddisfacente, e le Boss Fight sono parecchio intense.

La struttura di gameplay è molto variegata e ricca di situazioni, e vanta di un sistema ad Hub tramite gli specchi, che permetterà di aumentare le skill del nostro personaggio, salvare la partita e fare un sacco di altre cose.

L’Intelligenza Artificiale, oltre alle sbavature tecniche, probabilmente è l’unico vero problema del gioco, che molto spesso non è all’altezza del resto. Ma sinceramente, poco importa: è già una bella sfida così, se i nemici avessero ragionato, nemmeno gli sviluppatori avrebbero saputo finire il gioco.

Come se non bastasse, una volta completata la prima run si sbloccheranno alcune cose veramente interessanti (tra cui la Nuova Partita +) che contribuiranno ulteriormente ad estendere la longevità del titolo.

In breve, The Evil Within è una delle poche vere perle di un basso 2014 videoludico. Un gioco veramente parecchio sottovalutato.

Grazie ad un design superbo, un’ardua sfida, ed una trama avvincente, riuscirà a conquistarvi per tutta la sua durata, senza mai stancarvi o riproporvi le stesse cose.
Per un giocatore spesso annoiato come me, aver finito questo titolo tutto d’un fiato, come non faccio con un gioco probabilmente da 2-3 mesi, è stata un’esperienza esaltante e assai piacevole.

Molti lo definiscono ‘’Sequel Spirituale’’ di Resident Evil, ma anche se riprende alcune sue meccaniche, mi piacerebbe sfatare questo mito, e classificare The Evil Within come sì, un gioco simile, ma anche come una cosa del tutto a parte. Se mai, lo potrei paragonare a Dark Souls.

Voto: 9.3

Autore: Francesco

Vi consigliamo di leggere anche le prime impressioni per un'idea più approfondita del gameplay

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