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"In verità vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli." Matteo 18, 3             In Internet si può trovare un buon numero di siti web per "videogiocatori cristiani". Le forme e le modalità con cui appassionati di videogiochi non disdegnano di proclamare la loro fede sono molteplici; in questi siti, talvolta, sono presenti anche dei forum. Se qualcuno di voi, però, provasse a fare una ricerca, noterebbe che quasi tutti sono in lingua inglese. Per quanto riguarda il panorama videoludico italiano, infatti, ben pochi giocatori amano definirsi pubblicamente "Cristiani". Anzi, la maggior parte dei "profili" di un buon numero di appassionati di videogiochi, si compiace di tematiche appartenenti al "lato oscuro", con simboli, frasi, citazioni, modi d'esprimersi, etc. Questo è sotto gli occhi di tutti. Perché, dunque, un giocatore non può essere felice di dirsi "Cristiano"? Game Community tenterà di fare qualcosa in merito, nel suo piccolo. È infatti in preparazione il sito GC = Gesù Cristo, che sarà un social network per videogiocatori Cristiani. Gesù è il Signore! Lode e gloria a Te, Signore Gesù!

Not a Hero - Recensione - Un boss conigliesco e sicari stereotipati in azione

Piattaforma: PC

Sviluppatore: Roll7

Genere: Azione, indie

Data di uscita: 14 Maggio 2015

Modalità: Single player

Supporto per il controller: Sì

Not a Hero combina un'azione ultra violenta e veloce con una vibrante pixel-art, una colonna sonora in stile pompaggio ed un eroe saggio, al fine di creare qualcosa di nuovo. Si attraversano edifici a più piani, ci si imbatte in cattivi tizi, prima di eliminarli a distanza ravvicinata, per poi fracassare una finestra e saltare addosso ad un altro delinquente, per abbatterlo prima che abbia il tempo di reagire.

In sostanza, l'esperienza realizzata dallo sviluppatore Roll7 è facile. Tuttavia, in alcuni livelli finali del gioco, incominciavo a perdere interesse. Come si è detto, il gioco è piuttosto semplice. Si usano rapidamente pochi pulsanti, in un mondo in 2D, per sparare addosso ai cattivi, per buttare molotov addosso ai cattivi, per farli esplodere, per colpirli con dei laser o per buttare loro addosso un gatto, quasi esclusivamente all'interno di edifici, che si assomigliano un po' tutti. Ci si può spostare fra le coperture come un nervoso Marcus Fenix. Ti verranno dati degli obiettivi dal tuo capo, Bunny Lord, tuttavia per completare i livelli non è necessario raggiungerli tutti. Quindi se, per esempio, non si trovano tutte le "torte" o il pappagallo o non si uccidono tutti... si può comunque progredire.

Bunny Lord, un bizzarro personaggio antropomorfo, sta tentando di diventare sindaco della tua città, ma per farlo ha assunto una serie di sicari per pulire un po' le cose. E, per "pulire", egli intende uccidere. All'inizio giocherete nei panni di Steve, uno stereotipo di killer, ma presto Steve verrà affiancato da altri killer ugualmente stereotipati, fra cui uno spagnolo ossessionato dalla moda e da una donna gallese che parla gallese.

Oltre ad essere degli stereotipi, questi personaggi giocanti hanno ciascuno delle caratteristiche uniche che cambiano il gameplay. Il vecchio e fedele Steve è preciso e ricerica in fretta, lo spagnolo spara rapidamente, rendendo il combattimento molto vivace. Ci vorrà un po' di tempo, per sbloccare tutti i personaggi, ognuno dei quali richiede un certo indice di gradimento prima di essere aggiunto alla lista, e per questo deve fare bene in ogni missione e non solo zoppicare in essa.

Il gameplay richiede una curva di apprendimento, per via delle piccole variazioni che portano i personaggi, ma non è particolarmente ripida, il che consente al gioco di non essere solo un "usa e getta". Mentre giocavo mi adattavo ad ogni nuovo tipo di nemico (ninja, samurai, etc.), ma questo è tutto. Anche se utilizzavo le abilità di ogni personaggio, per non soccombere di fronte a nemici armati di spade, non stava cambiando molto.

Dal punto di vista delle meccaniche, Not a Hero si sente un po' troppo semplice. C'è un aumento della difficoltà nelle fasi finali, con un aumento numerico dei nemici, ma qui la morte si sente quasi inevitabile, con i necessari ripetuti tentativi e la creazione di frustrazione. Sembra che essere metodici vada contro tutto ciò che offre questo gioco.

Gran parte del fascino di Not a Hero dovrebbe derivare dal suo umorismo e dal tono irriverente. Bunny Lord spiega in anticipo le missioni, sparando delle divertendi battute. In un primo momento queste frasi sembrano grossolane, anche se un po' carine, provocando un certo divertimento a causa della loro eccentricità. Ben presto, però, incominciano a sentirsi strette, come se gli autori avessero cercato di combinare Russel Brand e Noel Fielding, senza considerare quale mostro ne sarebbe risultato.

Quando tutto ciò prende forma e si gioca attraverso i livelli, ogni personaggio è come quelli di The Expendables, con i nemici che si trovano sanguinanti e molto morti sul pavimento, mentre gli SWAT vi tempestano dai loro elicotteri, si nota che non un solo eroe è innegabilmente una novità. La maggior parte delle volte l'esperienza si miscela in se stessa, diventando una sorta di stufato di omicidio, indistinto e piccante. Per finire il gioco al 100 % devi completare ogni missione con tutto il cast, ma in realtà non c'è un vero desiderio di farlo. Anche se un paio di personaggi sono divertenti da far giocare, non credo che potrei trarre nuovo divertimento dal giocarci ancora.

Dopo ogni missione, il vostro personaggio e Bunny Lord tornano al Ruby Cafè per un frullato, ed i dialoghi diventano così stravaganti che spesso vi chiederete se Robert Soldier si nasconda all'interno del costume da coniglio. Bunny Lord afferma: "Per ora, però, godiamoci solo il nostro frullato di cioccolato e scimmia." Io non so quale sapore possa avere questa cosa, ma in qualche modo riassume perfettamente cosa sia Not a Hero.

Fonte: videogamer.com

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