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"In verità vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli." Matteo 18, 3             In Internet si può trovare un buon numero di siti web per "videogiocatori cristiani". Le forme e le modalità con cui appassionati di videogiochi non disdegnano di proclamare la loro fede sono molteplici; in questi siti, talvolta, sono presenti anche dei forum. Se qualcuno di voi, però, provasse a fare una ricerca, noterebbe che quasi tutti sono in lingua inglese. Per quanto riguarda il panorama videoludico italiano, infatti, ben pochi giocatori amano definirsi pubblicamente "Cristiani". Anzi, la maggior parte dei "profili" di un buon numero di appassionati di videogiochi, si compiace di tematiche appartenenti al "lato oscuro", con simboli, frasi, citazioni, modi d'esprimersi, etc. Questo è sotto gli occhi di tutti. Perché, dunque, un giocatore non può essere felice di dirsi "Cristiano"? Game Community tenterà di fare qualcosa in merito, nel suo piccolo. È infatti in preparazione il sito GC = Gesù Cristo, che sarà un social network per videogiocatori Cristiani. Gesù è il Signore! Lode e gloria a Te, Signore Gesù!

The Order 1886 - Recensione - Un TPS dal forte impatto narrativo

Piattaforme: Esclusiva PS4

Genere: Third-Person Shooter (TPS)

Sviluppatore: ReadyAtDawn

Publisher: Sony Computer Entertainment

Data d'uscita: 20 febbraio 2015

The Order 1886 è sicuramente il titolo più chiacchierato del 2015. L'esclusiva di spessore targata ReadyAtDawn è stata in grado di dividere la critica in due parti: una a favore, l'altra deterrente, con voti che spaziano dal 3 al 9,5. Ma cos'ha creato tanto squilibrio nei videogiocatori?

Baffi in HD

The Order 1886 è un gioco diverso dagli altri. Esso non solo ha il coraggio di elevarsi dalla massa e creare un universo a sé stante proprio di mitologia e racconto, ma lo è anche per la qualità grafica con la quale il suddetto universo viene rappresentato. Il comparto grafico è senza alcun dubbio il migliore in circolazione su console e già dai primi minuti di gioco si ammirano la complessità poligonale e la numerosa quantità di dettagli presente a schermo, nulla a che vedere con le bistrattate remastered che di più caratterizzano questi tempi. Di norma però, il comparto tecnico viene analizzato verso la fine di una recensione proprio per il ruolo marginale che ha nella valutazione finale di un gioco, ma in The Order è impossibile tralasciare questo elemento, che è tutto fuorché dettaglio. La Londra vittoriana viene riprodotta con una giustizia tale da fare invidia ad un CryEngine3; i volti fotorealistici, le espressioni cariche di emozioni, la gestione delle luci e dei riflessi, tutto, ma proprio tutto, giova di questo patto tra il motore grafico e il contesto. Già, “contesto” perché Londra non è un semplice sfondo all’avventura dei cavalieri, bensì è un’orchestra muta che si muove dietro le quinte. La “cupa eleganza” della capitale inglese fuoriesce dallo schermo e permette al giocatore di respirare l’aria intrisa di mistero tipica di allora. Cavalieri, nobili, guardie reali, donne – dai facili costumi, per lo più – ogni personaggio giocante o no è tramutato in qualcosa di vivo, qualcosa che trascende lo schermo e chiude un cerchio perfetto chiamato “contesto”.

Linfa Nera

Sir Galahad, il protagonista, è un cavaliere appartenente ad un Ordine che in segreto protegge la città. È un ordine che si rifà al ciclo Bretone della tavola rotonda che ha sempre avuto il compito di muoversi nell’ombra e garantire la sicurezza del popolo inglese contro i Mezzosangue. Ogni personaggio del racconto è caratterizzato in modo eccellente, fatta eccezione per i personaggi secondari che hanno sì un ruolo marginale nel complesso, ma non vengono presentati in modo corretto al giocatore, creando così vari interrogativi anche dopo il finale. Non è una storia scontata o banale quella raccontata da The Order 1886, è un esempio di quanto il media videoludico, ormai affermatosi da tempo, sia capace di fare e di far vivere; The Order non è soltanto un gioco, ma un’esperienza che ogni videogiocatore dovrebbe fare, non tanto per il gameplay profondo – che profondo non è, tra l’altro – ma soprattutto per godersi una trama di buona fattura che, purtroppo però, finisce al momento sbagliato e lascia quel retrogusto di amaro in bocca non facile da mandare giù. La conclusione pare infatti affrettata, non per la quantità di errori o bug di cui il gioco è esente, ma per i vari interrogativi lasciati in sospeso o che sorgeranno proprio ai titoli di coda. Si chiude con violenza quel che sembra un lunghissimo prologo, quello fatto da ReadyAtDawn, e anche dopo la conclusione assieme ai vari quesiti lasciati in sospeso si insinuerà dentro di voi l’aura di mistero a tratti magica di cui The Order è pregno.

Shoot'em like a gentleman!

Ora veniamo alla parte dolente: il gameplay. The Order 1886 è un gioco dal gameplay ben realizzato, solido ed appagante ma diretto in modo pessimo. Il gameplay rimane vicino i canoni del Tps e riesce a soddisfarne tutti i requisiti. Il sistema di copertura è intuitivo e innovativo ed è impreziosito da furbizie di game-design, come il leggero offuscamento della vista mentre si è al riparo o un indicatore del colpo che diventa rosso se il proiettile uccide il nemico. Ogni arma è unica e particolare, tutte partorite dalla mente del geniale Nikola Tesla e il loro feeling è semplicemente lodevole. Il level-design mescola in modo sopraffino tutto il precedente contesto con una moderna disposizione strategica delle coperture. Tuttavia sono il ritmo e l’alternarsi di cutscene e degli sprazzi di gameplay a far storcere il naso. Le sparatorie sono infatti alternate in modo terribile alle parti narrate e non rendono affatto giustizia a ciò che vuol fare The Order: raccontare. La longevità del titolo, inoltre, si attesta sulle 8-9 ore per coloro che vanno a caccia di trofei, o semplicemente vogliono godere di ogni dettaglio lasciato nel lungo corridoio che è The Order, mentre scende sulle 5-6 ore per chi invece cerca più azione.

Pensiero Finale

The Order 1886 è una margherita in un prato di rose destinato ed esser succube del “m’ama, non m’ama”. Giocandolo, ogni petalo verrà via delicatamente, svelando pian piano il nucleo centrale: l’imponente background londinese. Esso vivrà dentro di voi anche dopo i titoli di coda, come il giallo sulla punta delle dita una volta che la margherita sarà spoglia. The Order è senza alcun dubbio un’ottima esperienza visiva e narrativa che però presenta sostanziali lacune di base a livello di game design; insomma, chiunque voglia vivere un’esperienza fuori dai canoni classici del videogioco moderno, che lo acquisti senza pensarci due volte. Chi invece cerca del buon sano sparatutto caciarone stia lontano da questo gioco perché non è ciò che The Order vuole diventare. I ReadyAtDawn hanno creato una base narrativa eccellente che quasi sicuramente rivedremo in un eventuale seguito. È un caso che il gioco finisca a dicembre 1886?

Acquisto consigliato: agli amanti delle forti narrative o dello SteamPunk.

Autore: Stefano

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