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"In verità vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli." Matteo 18, 3             In Internet si può trovare un buon numero di siti web per "videogiocatori cristiani". Le forme e le modalità con cui appassionati di videogiochi non disdegnano di proclamare la loro fede sono molteplici; in questi siti, talvolta, sono presenti anche dei forum. Se qualcuno di voi, però, provasse a fare una ricerca, noterebbe che quasi tutti sono in lingua inglese. Per quanto riguarda il panorama videoludico italiano, infatti, ben pochi giocatori amano definirsi pubblicamente "Cristiani". Anzi, la maggior parte dei "profili" di un buon numero di appassionati di videogiochi, si compiace di tematiche appartenenti al "lato oscuro", con simboli, frasi, citazioni, modi d'esprimersi, etc. Questo è sotto gli occhi di tutti. Perché, dunque, un giocatore non può essere felice di dirsi "Cristiano"? Game Community tenterà di fare qualcosa in merito, nel suo piccolo. È infatti in preparazione il sito GC = Gesù Cristo, che sarà un social network per videogiocatori Cristiani. Gesù è il Signore! Lode e gloria a Te, Signore Gesù!



Heroes of Steel - Recensione - Un GDR vecchia scuola con combattimenti ben realizzati, ma non eccezionale.

Piattaforma: PC

Sviluppatore: Trese Brothers 

Genere: Gioco di ruolo

Data di rilascio: 23 aprile 2014

Modalità: Single player

Supporto per il controller: No

Considerazioni sul genere "fantasy"

In stile Dungeons and Dragons

Le battaglie

In conclusione

Considerazioni sul genere "fantasy"

Nei videogiochi in stile "fantasy" spesso si nota un qualcosa di stanco, ripetuto, che si può associare ad una certa indolenza e carenza di idee. Tutto ciò è un po' come prendere una parola perfettamente decente e riconoscibile, per poi metterci un po' di salsa sopra, che le dia qualcosa di "extra". Quando si legge "mondo fantasy" non c'è bisogno, in fondo, di aggiungere altro, per capire di cosa si tratta. Un drago è un drago. Non c'è bisogno di chiamarlo "drachyn" o roba del genere, per fingere di aver a che fare con qualcosa di diverso da un tipico essere sputafuoco.

Uno degli esempi peggiori dell'ultimo decennio, in campo cinematografico e secondo il mio parere non particolarmente modesto, è stato il prequel di Star Wars, in cui il giovane jedi viene chiamato "younglings". In un film pieno di dialoghi un po' noiosi, questa è stata per me la cosa peggiore. Utilizzare parole troppo ricercate per evocare una specie di timore reverenziale negli spettatori, non serve a molto per avere degli apprezzamenti di natura linguistica. Anzi, li fa ridacchiare e roteare gli occhi. Uno va a casa, si rade il viso e trova un buon lavoro, un altro è un perdente, in sovrappeso e barbuto. In realtà è sempre la stessa persona.

In stile Dungeons and Dragons

Heroes of Steel è un gioco di ruolo basato sui combattimenti a turni, un genere a cui sono molto affezionato. In particolare ricorda una classica campagna fatta in casa, in cui un gruppo di quattro eroi deve battersi contro le probabilità di vittoria, affiatarsi lentamente in quanto squadra e migliorare progressivamente le abilità dei componenti, sfuggendo lungo dei sotterranei da un tiranno crudele. Tutto ciò ricorda effettivamente i tempi in cui si usavano carta e penna, giocando con le classiche scatole dei giochi di ruolo. Anche i dungeon ricchi di trappole ed imboscate, in cui vi dovete districare in questo titolo, potrebbero benissimo essere prese da uno starter kit di Dungeons and Dragons.

Per tornare alle problematiche di natura linguistica, i sotterranei si chiamano "The Underdeep" ed il sito web di Heroes of Steel chiama gli sviluppatori "Grim" e "Dark". In questo GDR c'è anche una razza guerriera dalla pelle verde, abile nei combattimenti brutali, i cui componenti sono chiamati "Orcin"... Sono orchi sanguinari, okay? Si possono anche chiamare in altri modi ed insistere con un particolare gesto della mano, affermando questo, ma la sostanza non cambia. Mi piacerebbe ancora tirare un profondo respiro e chiedermi perchè mi senta così disturbato, ma è così.

Heroes of Steel sembra fatto in casa. Se i pavimenti delle ambientazioni mi danno una fitta di nostalgia per i vecchi tempi, allora posso ricordarmi di quando disegnavo cose riguardanti Heroquest sul retro delle confezioni di cornflakes. Ad ogni modo tutto ciò va bene, per questo gioco; è come suonare qualcosa con un vecchio sintetizzatore, perfettamente decente e molto chiaro. Tuttavia l'aspetto dei personaggi non lo è altrettanto; sembrano essere usciti fuori da un ambulatorio medico, è come guardare un manifesto che cerca di convincere i bambini riguardo ai modi per prevenire la scoliosi.

Il gameplay è solido, dal momento che i vostri quattro personaggi rappresentano molto bene i vari cliché dei rispettivi ruoli: il subdolo ladro, il guerriero muscoloso, un "mago" ed un tizio barbuto. Ognuno ha un ruolo ben definito in combattimento ed una buona gamma di abilità fra cui scegliere. I numerosi combattimenti rappresentano dei momenti appaganti, in cui si cerca di capire quali siano le posizioni migliori per colpire, unitamente a scelte tattiche difficili da prendere. Questo titolo ha anche una trama decente, in cui i personaggi rivelano in varie scene le loro storie passate, ed il tutto è ben congenato ed intricato. Evidentemente gli sviluppatori si sono presi parecchio tempo per realizzare il contesto di gioco. L'unica cosa che non va tanto bene è che la storia suona troppo come familiare. Degli eroi disperati, privati delle loro attrezzature, devono combattere per scappare dalle prigioni. Si tratta di qualcosa di già visto e sentito. La narrazione è lenta; sarebbe più adatta ad una serata GDR intorno ad un tavolo, con un librone che si deve leggere riga per riga. Non c'è alcuna interazione, in tutto ciò, al di là del clic del mouse per far apparire la riga di dialogo seguente.

Le battaglie

In Heroes of Steel le occasioni per battersi non mancano, e sono anche ben realizzate. Tuttavia si devono essenzialmente attraversare dei corridoi piuttosto rettilinei, in cui l'esplorazione di questi dungeon è particolarmente vuota. Il tutto può risultare noioso, dal momento che si procede un po' come in uno sparatutto attraverso dei corridoi, in cui ci sono sì delle deviazioni, ma solo per motivazioni dettate dalla trama; oltre i combattimenti, non c'è molto a cui potersi interessare. I tuoi personaggi possono anche avere un sacco di abilità, ma se ne possono utilizzare solo tre di loro, in una volta e sullo stesso schermo. Non ci sono suggerimenti, e quindi devi aprire un secondo schermo per scegliere quali volete utilizzare o scoprire cosa sono in grado di fare.

Questo aspetto di dover continuamente scegliere i personaggi risulta particolarmente fastidioso con il ladro, le cui abilità di esplorazione non servono molto in combattimento, ma sono di grande importanza per capire dove andare, quindi si deve fare un po' "avanti e indietro", a parte quando scoppia una violenta battaglia. La colonna sonora, poi, è piuttosto ripetitiva. C'è molto spazio intrno all'area di gioco principale, con tre pulsanti per l'attivazione delle abilità, che sono pure piuttosto grandi. Inoltre è sufficiente che muoia anche solo un membro del party per dover iniziare da capo, o dall'ultimo turno o da un checkpoint vicino. Sapere che tutti i personaggi sono ugualmente importanti per affrontare questa avventura, tanto che a nessuno di essi è consentito di morire, non migliora certo le cose.

In conclusione

Heroes of Steel è un gioco "kickstart" che è arrivato su PC a partire da una semplice App Android, e si vede. L'interfaccia utente è chiaramente progettata per schermi di piccole dimensioni, e le istruzioni del tutorial si attivano semplicemente passando il puntatore sui pulsanti e non cliccandoci sopra. Quando il gioco si avvia, si può scegliere se giocare in una finestra o a schermo intero. Il risultato però non cambia, e c'è da chiedersi perchè non sia stata migliorata l'interfaccia utente. Nel complesso, pare che in Heroes of Steel l'attenzione degli sviluppatori si sia concentrata particolarmente sugli aspetti di gioco non essenziali. Anche se in combattimento si può usare una buona dose di tattica, giocare non è poi così divertente come si potrebbe pensare. In realtà si tratta di un titolo un po' noioso. La storia è ben raccontata e le ambientazioni ben disegnate, ma si tratta di un qualcosa di già visto centinaia di volte, con un gran numero di cliché.

Ci sono molti altri giochi, basati sul combattimento tattico, per cui vale la pena spendere tempo e denaro. Per circa dieci euro, questo titolo non ha il fascino o il fattore divertimento che vorrei raccomandare, per cui ci si potrebbe guardare un po' in giro. Un esempio potrebbe essere The Banner Saga, recente ma anche più costoso. Oppure Icewind Dale, con l'opzione di auto-pausa a fine turno.

Fonte: manapool.co.uk

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