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"In verità vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli." Matteo 18, 3             In Internet si può trovare un buon numero di siti web per "videogiocatori cristiani". Le forme e le modalità con cui appassionati di videogiochi non disdegnano di proclamare la loro fede sono molteplici; in questi siti, talvolta, sono presenti anche dei forum. Se qualcuno di voi, però, provasse a fare una ricerca, noterebbe che quasi tutti sono in lingua inglese. Per quanto riguarda il panorama videoludico italiano, infatti, ben pochi giocatori amano definirsi pubblicamente "Cristiani". Anzi, la maggior parte dei "profili" di un buon numero di appassionati di videogiochi, si compiace di tematiche appartenenti al "lato oscuro", con simboli, frasi, citazioni, modi d'esprimersi, etc. Questo è sotto gli occhi di tutti. Perché, dunque, un giocatore non può essere felice di dirsi "Cristiano"? Game Community tenterà di fare qualcosa in merito, nel suo piccolo. È infatti in preparazione il sito GC = Gesù Cristo, che sarà un social network per videogiocatori Cristiani. Gesù è il Signore! Lode e gloria a Te, Signore Gesù!

Need for Speed: Rivals - Recensione - Azione open-world a tutto gas

Piattaforme: PS3, PS4, Xbox 360, Xbox One e PC

Sviluppatore: Electronic Arts

Genere: Corse

Data di uscita: 12 marzo 2014

Modalità di gioco: Single e Multiplayer

Supporto per il controller: Sì

La game-house Criterion è uno dei maggiori sviluppatori del Regno Unito. Ad esempio il franchise Burnout è uno dei progetti meglio riusciti provenienti da questa Nazione dai tempi di Boddington, e porta alla mente personali ricordi di quando ero piccolo. In questo gioco si possono avere creare forti amicizie, come ad esempio far sbattere una vettura sportiva contro un camion ad un incrocio, causando un sacco di tamponamenti, milioni di sterline di danni, con due ragazzi che ridono fino alle lacrime. In questi ultimi anni, il citato studio con sede a Guildford è stato impegnato a trasferire la ricetta di Burnout per creare emozioni e caos nella serie Need for Speed della Electronic Arts, portando il tutto ad un buon livello, anche se meno comico.

Dopo l'uscita di Need for Speed: Most Wanted, nel 2012, Criterion ha ridotto il suo team fino a sole tredici persone, per realizzare qualcosa di più piccolo, personale e quasi certamente non riguardante il mondo dell'automobilismo. Questa è la cattiva notizia per quanto riguarda Need for Speed: Rivals. La buona notizia è che i settanta membri andati via da Criterion si sono organizzati in una nuova società, la Ghost Games.

In generale, Need for Speed: Rivals utilizza la medesima meccanica dei precedenti giochi NFS, ossia Most Wanted e Hot Pursuit, permettendo di giocare sia come Racer (irresponsabili, desiderosi di scariche di adrenalina, che sarebbero assolutamente insopportabili nella vita reale) o come Cop (autoritari e brutali, tanto che speronare un auto, per farla sbattere contro un albero per mezzo di un paraurti elettrificato, è un modo perfettamente ragionevole di dispensare giustizia. Questo gioco è fondamentalmente un mondo di ipocriti ed egoisti.

I due maggiori cambiamenti che si possono trovare in Rivals sono il miglioramento del motore grafico ed il mondo aperto in cui è ambientato questo titolo. Come molti dei giochi targati EA, Rivals è stato sviluppato per mezzo di un Frostbyte 3 con tecnologia DICE, il che significa che il tutto pare un impermeabile di Ryan Gosling in un parco acquatico, soprattutto quando il sole è coperto dalle nubi e gli eventi meteorologici dinamici ci vanno giù pesante; tutto questo è stato realizzato in maniera eccellente dal team di Ghost Games. Il paesaggio della contea di Redview, in cui è ambientato Need for Speed: Rivals, è molto vario: ci sono infatti cento miglia di strade tortuose che corrono per boschi illuminati da un sole a macchie, vasti deserti rocciosi, idilliaci villaggi costieri e montagne ricoperte di neve. L'unica cosa che manca è un paesaggio urbano vero e proprio, anche se ci si può imbattere in diverse costruzioni artificiali.

L'ambiente stesso richiede di essere esplorato, per via del fatto che c'è una notevole interazione del giocatore con esso. Dopo aver seguito un breve tutorial, fin dall'inizio è possibile correre in lungo e in largo per l'intera contea; mentre le sfide di difficoltà simile tendono ad essere concentrate in determinate aree, per la maggior parte del tempo si può avanzare nel gioco a partire da qualsiasi luogo. Tutto ciò avviene per mezzo di "Speedwall". Need for Speed è punteggiato di un gergo personale, che vi garantisce di fare quello che dovete fare, come chiedere una birra ad un barista senza che questi ti guardi in maniera strana. Ogni Speedwall è una serie di obiettivi, con tanto di sfide particolari sparse per la mappa ed altre cose che offre questo gioco. Ad esempio, una tipica Racer Speedwall potrebbe chiederti di guadagnare 10.000 punti, ottenere una medaglia di bronzo in una gara e distruggere una macchina della polizia, senza dimenticare di comprare il latte. Dopo aver completato una Speedwall puoi tornare nel tuo "covo" di Racer e sbloccare nuove auto, personalizzazioni ed aggiornamenti.

Questo è un approccio interessante, che funziona la maggior parte del tempo, ed è inoltre un pretesto che vi ricompensa per esplorare la contea di Redview. Garantisce inoltre che il giocatore non sta semplicemente superando una missione per affrontarne un'altra ed avanzare nella storia. Questo è un bene, perchè quel poco che dice la storia si prende più seriamente di Masterchef. Il mondo di Need for Speed: Rivals è una buona fusione di single e multiplayer. La conte di Redview è percorribile da un massimo di sette giocatori, che non si incontrano spesso, ma quando questo avviene i risultati possono essere molto spettacolari. Ad esempio, un collega Racer potrebbe sfidarti in una gara testa a testa, fissando un traguardo a caso nella mappa e dirti di andarci in fretta. Così correrete a suon di spintoni per tagliare per primi il traguardo, sbattendo l'uno contro l'altro, utilizzando il Pursuit Tech, nel tentativo di ostacolare l'avversario, quando dal nulla compare un giocatore con una macchina della polizia, con luci lampeggianti e sirene spiegate. Improvvisamente la vostra gara diventa anche un inseguimento. La polizia controllata dalla IA può erigere posti di blocco e creare trappole davanti a voi, ed il giocatore poliziotto ha anche chiamato un elicottero che ti acceca con il suo faro. Poi, come se non bastasse, arriva un temporale e le gocce di pioggia scendono verso il basso dello schermo, oscurando ulteriormente la vostra visione.

Rivals ha questa tendenza ad aumentare l'intensità dell'esperienza, generando situazioni sempre più assurde ed emozionanti al di fuori dei suoi sistemi di interconnessione. Questo è particolarmente vero se si sta giocando come Racer. Questi, più rimangono in strada e più guadagnano punti di velocit, che sono la "moneta" del gioco ma, allo stesso tempo, può aumentare il loro livello di "calore", che attira di più la polizia, e se si viene presi o si distrugge l'auto prima di raggiungere un nascondiglio, si perdono tutti i punti accumulati. Giocare come un poliziotto è meno eletrizzante, ma più soddisfacente. Bloccare un pilota dopo un lungo inseguimento, in particolare, ti fa sentire terribilmente compiaciuto. L'emozione aumenta ulteriormente se si sta affrontando una missione "Hot Pursuit", che consiste nell'eliminare parecchi corridori in una sola volta prima che completino la gara. Per aiutarvi in questa ricerca di giustizia ci sono dei mezzi tecnologici, che spaziano dalle trappole all'EMP, che fa perdere temporaneamente ad un Racer il controllo della propria vettura. La migliore Pursuit Tech di questo gioco è la Shockwave, che fa sbattere sia i poliziotti sia i Racers contro gli ostacoli vicini.

Un problema che si può trovare in questo gioco è che i poliziotti non possono aggiornare i loro veicoli, e questo va a favore dei Racer. Guidano le auto che vengono a loro assegnate, il che rende il gioco un po' noioso. Questo è logico, naturalmente, ma questo è un titolo in cui tutte le auto dei Racer hanno un pulsante per l'azoto ed hanno molte armi a bordo. Un problema più serio è che Need for Speed: Rivals è un po' troppo ribelle e frivolo. La mancanza di un reale scopo per procedere nel gioco significa che, probabilmente, non manterrete alta la vostra attenzione per un lungo periodo. D'altra parte questo titolo consente di buttarsi subito nell'azione, quindi è un gioco utile, nella vostra collezione, quando avete solo mezz'ora. In sostanza Need for Speed: Rivals offre un sacco di portate fra cui scegliere: giocare come Racer o poliziotto, in single o multiplayer, in un precario equilibrio fra una simulazione open-world ed un casual di corse Quickfire. Alcune di queste caratteristiche funzionano meglio di altre, ma allo stesso tempo non ci sono pesanti esagerazioni, come rompere il terreno e lanciare contro il pubblico pericolosi frammenti. Alla fine della giornata, tutto quello che realmente chiediamo è un gioco che non uccide accidentalmente tutti i suoi spettatori.

Fonte: bit-tech.net

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