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"In verità vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli." Matteo 18, 3             In Internet si può trovare un buon numero di siti web per "videogiocatori cristiani". Le forme e le modalità con cui appassionati di videogiochi non disdegnano di proclamare la loro fede sono molteplici; in questi siti, talvolta, sono presenti anche dei forum. Se qualcuno di voi, però, provasse a fare una ricerca, noterebbe che quasi tutti sono in lingua inglese. Per quanto riguarda il panorama videoludico italiano, infatti, ben pochi giocatori amano definirsi pubblicamente "Cristiani". Anzi, la maggior parte dei "profili" di un buon numero di appassionati di videogiochi, si compiace di tematiche appartenenti al "lato oscuro", con simboli, frasi, citazioni, modi d'esprimersi, etc. Questo è sotto gli occhi di tutti. Perché, dunque, un giocatore non può essere felice di dirsi "Cristiano"? Game Community tenterà di fare qualcosa in merito, nel suo piccolo. È infatti in preparazione il sito GC = Gesù Cristo, che sarà un social network per videogiocatori Cristiani. Gesù è il Signore! Lode e gloria a Te, Signore Gesù!

Ori and the Blind Forest - Recensione - Un gioco meraviglioso

Piattaforma: PC

Sviluppatore: Moon Studios GmbH

Genere: Azione

Data di uscita: 11 Marzo 2015

Modalità: Single player

Supporto per il controller: Sì

Ho recensito centinaia di giochi, e alcuni sono stati un dolore nel posteriore, di sicuro. Alcuni giochi sono brutti, e ci devo giocare comunque. Alcuni giochi sono mediocri, esempi deludenti di una grande idea ed una cattiva esecuzione. Poi ci sono giochi con cui vorrei restare di più, per esplorare e raccogliere tutto, per trovare tutti i loro segreti, e io non posso, perchè ho una scadenza.

Ori and the Blind Forest si inserisce perfettamente in quest'ultima categoria. Una collaborazione internazionale fra sviluppatori di tutto il mondo, nota collettivamente come Moon Studios, ha realizzato un gioco che è come l'apoteosi di decenni di progettazione di giochi di azione-avventura, avvolto da una delle più belle e coese presentazioni che abbia mai visto in un gioco.

Ori and the Blind Forest inizia con una tempesta, che spazza via una foglia magica da un importante albero, la quale cade nella foresta sottostante. La foglia, si scopre, è una creatura felina di nome Ori. Questa viene adottata da Naru, che la tratta come una figlia. La coppia vive una vita felice fino a quando, una notte, l'antico albero viene danneggiato, lasciando "cieca" e morente la foresta. Con tutto ciò di preoccupante, Ori incontra Sein e parte per guarire l'albero e salvare la foresta.

Non si tratta di una premessa delle più originali, va bene, ma Ori and the Blind Forest si allontana da essa per due motivi principali. In primo luogo, c'è una vera caratterizzazione della personalità di Ori e degli altri abitanti della foresta. Moon Studios vi chiede abbastanza tempo all'inizio del gioco per portarvi dentro la storia e le sue derivazioni, prima che il tutto sia messo in pericolo, il tutto senza che si percepisca come un qualcosa di "cutscene-driven". Ori and the Blind Forest tratta i suoi personaggi con cura e rispetto, garantendo loro motivazioni e personalità, quasi sempre senza dialoghi. Ci sono i cattivi, nella foresta, ma non c'è alcun male chiaro, non proprio. La seconda ragione dovrebbe essere evidente anche da un'occhiata superficiale: Ori and the Blind Forest è straordinariamente bello. C'è un eccentrico e caratteristico stile grafico dei personaggi stessi, e sono accuratamente animati per esprimere il loro carattere, con poche scene di dialogo. Questo titolo manipola abilmente anche l'impatto emotivo di questi momenti, con una meravigliosa partitura orchestrale.

Ironia della sorte, nonostante l'impressionante animazione dei personaggi quanto la colonna sonora, sono stato più colpito dal mondo che li circonda. Ori and the Blind Forest utilizza segnali visivi a scorrimento laterale tradizionali, come quello parallattico, in modi che non ho mai visto prima, con la stratificazione di centinaia di animazioni ovunque nel mondo di gioco. Il risultato è uno spazio che si sente vivo. Tutto sembra sempre in movimento, pronto a spostarsi in un attimo senza preavviso. Sono sicuro che ci siano anche delle immagini statiche in questo gioco, ma non riesco a ricordare niente di tutto ciò.

La scia tradizionalista di Ori non si limita all'aspetto visivo. Ori and the Blind Forest è profondamente radicato nel genere action-adventure, che ha raggiunto una sorta di ideale platonico con Super Metroid nel 1994, e in questo senso non è unico. Altri generi hanno preso in prestito il nome di Metroid e fracassato il tutto in altri giochi per cercare di fare qualcosa di nuovo, ma non ho mai giocato ad un titolo così determinato a prendere e sviluppare quelle idee, aumentandole in maniera incredibilmente raffinata, con il lavoro che fa la meccanica del mondo di Ori. Moon Studios ha una priorità su questa meccanica di base, con conseguenti controlli incredibilmente stretti e reattivi, che rendono Ori una gioia da giocare.

In Ori and the Blind Forest c'è un sacco di esplorazione. Sei libero di andare più o meno dove vuoi fin dall'inizio, non ostacolato da muri invisibili, ma dai limiti fisici di Ori. Quando si incontra una barriera che non si può attraversare, o si vede un posto che proprio non si può raggiungere, è perché non avete trovato l'abilità necessaria per superare questi limiti. Mentre il gioco procede, Ori trova nuove abilità che dovrebbero essere familiari ai veterani del genere, come i salti dei muri, la capacità di galleggiare ed altro ancora.

Tuttavia Ori and the Blind Forest non si accontenta di utilizzare le sue abilità come mezzi da usare una tantum in nuove aree, o anche strumenti che devono essere impiegati allo stesso modo più e più volte. Invece, richiede praticamente che si utilizzino nuove parti dell'arsenale di Ori su base regolare non appena le trovate, in scenari che vanno dal semplice incontro con un nemico a sfide platform che vi uccideranno per i troppi errori. Probabilmente dovrei riferire qui che Ori and the Blind Forest non è un gioco facile. Per la statistica in-game, dai titoli di coda, ho dovuto rinascere 308 volte nella mia giocata iniziale.

Vale la pena sottolineare che la ripresa e la lotta non sono l'essenziale in Ori. In realtà, dove altri giochi avrebbero posto nemici difficili che portano alla violenza diretta per farvi cadere, Moon Studios ha posto dei difficili puzzle di navigazione orientati alla contrazione. Questi sono i combattimenti contro i boss di Ori, sezioni del gioco in cui devi continuamente muoverti o morire, anche perché passare dal posto sbagliato potrebbe ucciderti. Non voglio ingannarvi: il gameplay è studiato per farvi fare tentativi ed errori. Morirai, molto con ogni probabilità, fino a quando non imparerai il minimo necessario per superare la sfida che Ori pone di fronte a te.

Ecco la cosa bella, però. Eseguire bene Ori si sente sorprendente, perché non è facile. Ori non è su rotaie, e non è pieno di sequenze QuickTime. Si tratta di una questione di tempi e di riflessi, e dal calcoare rapidamente una situazione, cosa si può fare e agire di conseguenza. Anche il ciclo di base del gameplay platform, che richiede di sconfiggere nemici comuni, coinvolge momento per momento il giocatore in decisioni su come utilizzare al meglio le tue capacità, oltre allo "sparare alla cosa".

Ori and the Blind Forest vuole fare le cose in un modo diverso, ma che abbiano un senso. L'esempio più felice: Ori non emette energia direttamente, invece gli attacchi vengono da Sein, che galleggia sopra e davanti ad Ori. Questo aggiunge alcune considerazioni tattiche, che mi hanno fatto giocare cercando di comprendere quello che potevo o non potevo colpire. Da sola non è una meccanica profonda, ma modifica la formula abbastanza da farla sentire distinta, diversa da quella presente in centinaia di altri giochi che sono immersi nello stesso pozzo da cui Ori attinge. Questa difficoltà di gioco rende i salvataggi rapidi una risorsa. Ori può usare la sua limitata quantità di energia per creare punti di salvataggio in giro per la foresta, e con il tempo si può guadagnare più energia e salvare più spesso. Ma questa stessa quantità di energia può essere usata in maniera offensiva per gli attacchi che servono contro i nemici più resistenti.

Questo sistema di salvataggio è un intelligente, piccolo ritocco alla convenzione stabilita, che fa molto bene al gioco. Tuttavia penso che un'altra bella cosa in Ori sia la sua brevità. In poco più di sette ore e mezza sono arrivato a circa il 90 percento di completamento del gioco. E quando è finito, ho potuto ancora ricordare i personaggi, chi erano, che cosa stavano facendo e quello che stavo facendo. Moon Studios ha realizzato un gioco scaricabile a basso prezzo, che non è artificialmente prolungato. C'è molto da esplorare, ma non così tanto da farmi perdere le tracce della trama o la mia motivazione che, in questo tipo di giochi, è sempre stata una sfida particolare.

Ori and the Blind Forest è un raro caso di realizzazione, progettazione e produzione di elevato valore, in uno spazio dove non mi aspettavo di trovarli, mostrando un livello spettacolare di fiducia in ciò che è e cosa fa. Si tratta di un gioco che offre così tanto da esplorare e apprezzare, che mi sarebbe piaciuto aver avuto solo un po' più di tempo di quanto ho potuto avere.

Fonte: polygon.com

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