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Dark Souls II: Scholar of the First Sin - Recensione - Riedizione a livello next-gen

Piattaforme: PC, PS4, Xbox One

Sviluppatore: From Software

Genere: Azione, RPG

Data di uscita: 1 Aprile 2015

Modalità: Single player, multiplayer

Supporto per il controller: Sì

Ho davvero, davvero apprezzato Dark Souls II quando è stato originariamente rilasciato per le console, e godo ancora di quel giorno. Si può discutere sul fatto di come questo gioco si ponga rispetto agli altri titoli Souls, o rispetto al più recente Bloodborne rilasciato da From Software, ma non credo che ci sia una vera argomentazione sul fatto che si tratti di un grande gioco o no.

Così, questo nuovo porting "next-gen", contenente tutti i DLC, non dovrebbe sorprendere nessuno, soprattutto se non si è giocato a Dark Solus II quando è stato originariamente rilasciato per PC. Detto questo, e mi sorprende un po', questa release sembra fatta apposta per quelli di noi che hanno già passato 50 o 60 ore con l'originale.

Proprio così, Dark Souls II: Scholar of the First Sin non è semplicemente una versione migliorata del gioco a cui abbiamo già giocato. Be', OK, il frame-rate è migliore e la grafica è alla pari con quella eccellente per PC. Ma è anche una versione "Master Quest" di quella originale, per usare un termine alla Legend of Zelda. Diventa abbastanza evidente, dopo pochi minuti, che il mondo non è esattamente lo stesso che si è già esplorato con trepidazione e paura, all'inizio dell'anno scorso. I nemici sono diversi, con le razze più dure che si erano incontrate in precedenza, insieme ad aree più ampie, e questo non te lo aspetteresti.

Tutto ciò rende questo titolo, nel complesso, un'esperienza piuttosto diversa. Dopo aver imparato una dura lezione o due, sono subito ritornato al mio prudente modo di giocare iniziale. Mentre qui la maggior parte delle meccaniche di gioco è la stessa, ci si sorprende per via di incontri inaspettati. Questi cambiamenti sono abbastanza convincenti per tenervi impegnati e per andare avanti, al contrario di altri porting "next-gen" che vanno via lisci, ma alla fine stancano. Questo gioco è un porting a cui voglio giocare fino alla fine, un qualcosa che non posso necessariamente dire di tutte le ultime riedizioni per PS4 e Xbox One a cui ho giocato quest'anno.

Gli aggiornamenti previsti, riguardanti la fedeltà grafica ed il frame-rate, sono anch'essi degni di nota. Anche se abbiamo già avuto una versione di Dark Souls II davvero grande per PC, è bello che ora i giocatori di console possano ottenere una simile esperienza. Ci sono alcuni miglioramenti definiti per la risoluzione e l'illuminazione, che sono abbastanza facili da vedere, non appena si entra in Marjula. Tuttavia il frame-rate è certamente la differenza più evidente, e anche se non è solido come la roccia, riesce abbastanza a restare vicino ai 60 fotogrammi al secondo nella maggior parte delle zone e dei combattimenti. Nel complesso, si tratta di gran lunga della migliore esperienza, dal punto di vista tecnico, rispetto alle precedenti versioni di Dark Souls II per console, rendendo questo gioco un must-have se non lo avete per PC.

L'unico inconveniente di Dark Souls II: Scholar of the First Sin è uno di cui forse avete già sentito parlare, ossia la questione della durata. Questo è un bug proveniente dalla versione per PC, apparentemente causato dal più alto frame-rate, ed è evidente non appena si esce da Marjula e si iniziano ad incontrare nemici in numero maggiore. Avevo usato quasi tutte le mie spade di partenza, prima di poter acquistare la chiave del fabbro, tre in totale, il che può essere un po' uno shock per i giocatori vecchi e nuovi. La cosa strana è che non si tratta di un nuovo bug, dal momento che è stato presente nella versione per PC del gioco per mesi, ma non è qualcosa che sembra risalire a From Software o Bandai Namco. Forse è un qualcosa di strano, non correggibile, ma può essere frustrante nelle prime ore del gioco. Alla fine potrete avere abbastanza armi per controbilanciare i problemi di durata, ma per me questo è l'unico segno nero in un porting altrimenti fantastico di un grande gioco.

Così, al di fuori della questione della durata, ci sono poche ragioni per non raddoppiare con questa versione di Dark Souls II. Se arrivate dalla versione per PC del gioco, questo titolo è un po' meno allettante. Ma se avete sperimentato solo la versione per Xbox 360 o per PS3, Dark Souls II: Scholar of the First Sin risulta essere come una versione definitiva che vale la pena di provare. In un primo momento la variazione del posizionamento nemico può essere un po' stonata, ma penso che siate d'accordo che questi cambiamenti mantengono in generale una sensazione di freschezza nel gioco, indipendentemente dal numero di ore che avete dedicato a quello originale. Con l'uscita di Bloodborne, se si vuole di più da From Software, questo titolo capita a fagiolo.

Fonte: gaming-age.com

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