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"In verità vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli." Matteo 18, 3             In Internet si può trovare un buon numero di siti web per "videogiocatori cristiani". Le forme e le modalità con cui appassionati di videogiochi non disdegnano di proclamare la loro fede sono molteplici; in questi siti, talvolta, sono presenti anche dei forum. Se qualcuno di voi, però, provasse a fare una ricerca, noterebbe che quasi tutti sono in lingua inglese. Per quanto riguarda il panorama videoludico italiano, infatti, ben pochi giocatori amano definirsi pubblicamente "Cristiani". Anzi, la maggior parte dei "profili" di un buon numero di appassionati di videogiochi, si compiace di tematiche appartenenti al "lato oscuro", con simboli, frasi, citazioni, modi d'esprimersi, etc. Questo è sotto gli occhi di tutti. Perché, dunque, un giocatore non può essere felice di dirsi "Cristiano"? Game Community tenterà di fare qualcosa in merito, nel suo piccolo. È infatti in preparazione il sito GC = Gesù Cristo, che sarà un social network per videogiocatori Cristiani. Gesù è il Signore! Lode e gloria a Te, Signore Gesù!

The Inner World - Recensione - Un'avventura un po' "retro" e non facile, per appassionati.

Piattaforma: PC

Sviluppatori: Headup Games, Studio Fizbin

Genere: Avventura

Data di uscita: 27 settembre 2013

Modalità di gioco: Single player

Supporto per il controller: No

Per quanto riguarda The Inner World, potrebbe essere fondato il sospetto che sia uno di quei giochi in grado di dividere piuttosto nettamente gli utenti in due "categorie": gli appassionati delle avventure in stile "vecchia scuola" e coloro che trovano questo tipo di titoli piuttosto noiosi ed un po' "tirati per i capelli". The Inner World è eccentrico, bello, a volte anche affascinante ed intelligente, ma sulla carta è anche un racconto totalmente dedicato alle tipiche logiche dei giochi di avventura.

L'ambientazione di questo gioco è un pianeta chiamato Asposia, un universo un po' dentro-fuori, ossia cavo, costituito totalmente di terreno. L'aria che permette la vita entra attraverso tre grandi "fontane del vento" e, mentre la vera origine del vento è un mistero, una cosa è certa: la vita all'interno di questo pianeta sta lentamente morendo. Infatti solo una delle fontane del vento è ancora in funzione, custodita dalla signora Abbott Conroy e dal suo giovane assistente Robert. Le cose però iniziano ad andare non bene quando Robert, piuttosto facile in fatto di compagnie, fa amicizia con un piccione; il piccione fa decollare il bene più prezioso della Abbott e, prima che possa essere fermato, Robert parte all'inseguimento, il primo viaggio in assoluto oltre le pareti protettive del castello.

 

La sequenza di apertura presenta molto rapidamente il tono del gioco, con una grafica disegnata a mano ed una voce narrativa semplice ma emotiva ed eccellente. Se a volte la narrazione prende un tono grave, la signora Abbott ride a volte ad alta voce, ma procedendo nel gioco non risulta in grado di mantenere un tono dolce e quel fascino meravigliosamente strano. The Inner World è un po' più difficile della maggior parte dei moderni giochi d'avventura, addirittura si potrebbe definire spesso "ostico". Ci sono molte cose da vedere ed un sacco di conversazioni da fare, e l'esplorazione approfondita e dettagliata è di vitale importanza. Tuttavia, mentre capire la soluzione di un problema è abbastanza semplice, comprendere come il gioco vuole che l'azione sia eseguita è molto diverso, e questo può mettere a dura prova la vostra pazienza. Per riuscire in un determinato intento, spesso occorre proprio provarle tutte. Questo metodo funziona la maggior parte delle volte, ma non è certo una maniera ideale di giocare, oppure ci si può affidare al sistema di suggerimenti di questo titolo, che è uno dei suoi punti forti.

Questo sistema di suggerimenti, invece di limitarsi a fornire una soluzione ovvia o due, porta pian piano mnella direzione giusta. Alla fine il giocatore troverà una soluzione, ma non solo per merito degli aiuti offerti dal gioco, che in questo è davvero ben fatto, assicurando che avventurieri di ogni livello di abilità possano farcela, senza semplicemente farsi aiutare da una guida. La mia lamentela su The Inner World è semplicemente che non è riuscito a coinvolgermi. La storia varia spesso da uno stile fiabesco a quello di un'avventura epica; questo in sé non rappresenta un problema, infatti questi due aspetti vanno generalmente bene assieme, ma inrealtà non c'è niente di veramente epico e, addirittura, interessante. Quel po' di slancio che la trama riesce ad offrire, troppo spesso arriva ad una battuta d'arresto per via dei complicati enigmi da risolvere. Inoltre questo pianeta di Asposia, che potenzialmente è un luogo affascinante, rimanere spesso una tela in gran parte non dipinta e non sembra mai prendere veramente vita.

I personaggi che popolano questo mondo sono una sorta di "miscela". La maggior parte è abbastanza buona, come ad esempio Robert, la cui fondamentale ingenuità è evidente, e Steve e Pete sono una delle coppie di individui più interessanti che abbia mai visto in un videogioco. Tuttavia Laura, compagna di Robert per la maggior parte dell'avventura, è decisamente sgradevole. Lei è testarda e sfacciata, in pratica l'esatto opposto di Robert; questo suo carattere potrebbe essere stato ideato per fare da controparte a quello del nostro eroe, sincero e dolce, ma spesso lei è solo un po' stupida, e la sua presenza a volte riesce semplicemente a distrarre l'attenzione. Alla fine del primo capitolo mi sono imbattuto in qualche difficoltà tecnica, e nel secondo non sono riuscito a caricare il gioco finché non l'ho riavviato. Ci sono stati anche momenti in cui il clic del mouse non ha avuto effetto per circa 15-20 secondi. Quando sono incappato in questo problema, ho pensato di essere in trappola, ma dopo un po' di pazienza ho ripreso il controllo del gioco; certo questo ritardo è stato fastidioso, ma la progressione non ne è stata danneggiata.

L'emozione che ho provato iniziando a giocare a The Inner World è stata quella di assistere al cambiamento di stile: da commedia molto stravagante ad una convenzionale retro-avventura basata sui puzzle. Il gioco è comunque vasto, se è questo che cercate, ma le speranze che ho avuto dopo le anteprime molto promettenti, semplicemente non sono state abbastanza soddisfatte.

Fonte: gamezebo.com

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