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"In verità vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli." Matteo 18, 3             In Internet si può trovare un buon numero di siti web per "videogiocatori cristiani". Le forme e le modalità con cui appassionati di videogiochi non disdegnano di proclamare la loro fede sono molteplici; in questi siti, talvolta, sono presenti anche dei forum. Se qualcuno di voi, però, provasse a fare una ricerca, noterebbe che quasi tutti sono in lingua inglese. Per quanto riguarda il panorama videoludico italiano, infatti, ben pochi giocatori amano definirsi pubblicamente "Cristiani". Anzi, la maggior parte dei "profili" di un buon numero di appassionati di videogiochi, si compiace di tematiche appartenenti al "lato oscuro", con simboli, frasi, citazioni, modi d'esprimersi, etc. Questo è sotto gli occhi di tutti. Perché, dunque, un giocatore non può essere felice di dirsi "Cristiano"? Game Community tenterà di fare qualcosa in merito, nel suo piccolo. È infatti in preparazione il sito GC = Gesù Cristo, che sarà un social network per videogiocatori Cristiani. Gesù è il Signore! Lode e gloria a Te, Signore Gesù!

Richard & Alice - Recensione - Una possibile Apocalisse di freddo

Piattaforma: PC

Sviluppatore: Owl Cave

Genere: Avventura

Data di uscita: 5 giugno 2014

Modalità: Single player

Supporto per il controller: No

Guerra nucleare. Pendemia. Meteore. Zombie. Con tutta questa morte e devastazione, in questi giorni è diventato più difficile discernere il significato della parola Apocalisse, che significa "Rivelazione". Anche se i media trovano modi sempre più creativi per distruggere la civiltà, in Richard & Alice un sacerdote post-apocalittico afferma concisamente: "Stiamo tutti cercando di esistere per un altro giorno, per vedere il sorgere del sole al mattino".

Questo è comunque molto da chiedersi al duo Richard & Alice. Essi occupano celle opposte e, anche se sono piuttosto comode, sono come cellule e non dotate di una vista. Non che ci sarebbe molto da vedere, dal momento che la maggior parte del mondo esterno è messa in ginocchio da una nevicata paralizzante e fredda. Su questo punto del dramma di Lewis Denby e Ashton Raze non ci si sofferma molto sui particolari, riguardo a questi brutti cambiamenti climatici, e tale omissione ci dice parecchio su dove si trovano le priorità della narrazione. Richard è nevrotico per via del suo isolamento, nonché preoccupato per i suoi crediti alimentari elaborati dal suo computer [...]. Alice è soggetta ad uno scuro sarcasmo, e attraverso una serie di flashback giocabili si capisce che lei è anche una madre devota di un bambino di cinque anni di nome Barney. Man mano che si avvicendano i turni di scelta fra il punto di vista di Richard nel presente e quello di Alice nel passato, si viene gradualmente portati su come si è arrivati a tale circostanza desolante. Beh, certamente non si sente come la fine del mondo.

Avanzando lungo la narrazione è necessario risolvere dei rudimentali puzzle, del tipo "utilizzare rimozione ruggine su scala arruginita". E' l'Apocalisse, quindi leve ed accendini sono più importanti di keycards ed altre cose presenti in giochi di puzzle. Sono tutte cose utili nel mondo, e chi di noi ci ha giocato può testimoniare le importanti proprietà di un buon paio di forbici, ma a volte il loro apporto può essere paragonato al mendicare, in questo gioco. Inoltre, la fine del mondo in Richard & Alice è un po' sospetta, per via della portata limitata della devastazione testimoniata da Alice e Barney, per via del nome della mascotte in stile high school della banda dei sopravvissuti: gli orsi polari. Gli sforzi di Alice per fare da scudo a Barney nei confronti di questo mondo sembrano essere stati troppo efficaci: il bambino non sembra avere la minima comprensione di essi. E' una dinamica che si gioca con buoni risultati durante alcuni primi momenti di tensione, come quando Alice si sforza di trasmettere un senso di urgenza al figlio, senza però scioccarlo con pericoli imminenti. Tuttavia, nella maggior parte del gioco, l'ingenuità saccarina di Barney si spinge oltre il punto di plausibilità.

La grafica non riesce alla fine a comunicare questa versione dell'Apocalisse. Non l'aspetto tozzo di alberi monocromatici o la bizzarra posizione delle gambe storte di Alice, che la fa sembrare una bambola matrioska, mamma in jeans. E' la neve o, meglio, la sua mancanza. I fiocchi di neve, dalle dimesioni di bianchi pixel, non vengono registrati sul campo bianco che copre il terreno, quindi in primo luogo è addirittura difficile dire che nevichi. Certamente non coprono nulla [...]. Il paesaggio non cambia [...]. Con questa neve non si dovrebbe uscire da un giorno di scuola, in qualsiasi luogo che sia sopra la linea di latitudine di 35 gradi. Idem per il freddo, di cui i personaggi sembranop essere selettivamente a conoscenza. Così, quando Alice e Barney riposano come per un incantesimo nei pressi di un lago ghiacciato, si ha una scena di pericolo in cui si può immaginare la banda dei Peanuts che intaglia figure nel ghiaccio con "Christmas Time is Here".

[...] Ci sono degli aspetti forti nei testi di Richard & Alice, e un po' d'intrigo nel modo in cui i vari fili della storia si snodano per tornare insieme. Ma quando il gioco non riesce a convincerci dei suoi elevati propositi, il suo maccartismo alla Cormac perde il suo fascino tenebroso. Le persone fanno cose terribili agli altri per sopravvivere. L'innocenza deve essere custodita. Certamente noi non dobbiamo distruggere il mondo ancora una volta per trovare certe cose, eh?

Fonte: gamespot.com

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